Invettive

Racconto di Liborio Nice

La via è stretta, dritta fra due file ininterrotte di case. Alcune basse coll’uscio che dalla strada immette direttamente nella stanza più importante: sbirciando attraverso i varchi lasciati dalle tende di cotone bianco, a volte ricamato grossolanamente a giorno, si scorgono tavoli da pranzo coperti con tovaglie di plastica colorata, sedie di formica e, a volte, vasi pieni di fiori finti, scoloriti. In un angolo il frigorifero, il televisore. A volte, d’estate, la parte superiore degli usci è aperta e dietro la parte inferiore sta seduto su una sedia impagliata qualche vecchio in canottiera e con i pantaloni del pigiama a righe che guarda fuori soffiandosi con un ventaglietto di cartoncino pieghettato.

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Stranizzi di Franco Battiato

articolo di Adriano Fischer

Giornalista: Come sono i fan della musica “leggera”? Intendo i tuoi?
Battiato: anzitutto non mi piace il termine fan, a dire il vero lo ritengo un po’ offensivo. Preferisco usare il termine ascoltatori. Ecco, negli ultimi anni, si è delineata molto bene la figura di questi miei ascoltatori. Si tratta di persone che hanno esigenze particolari, ecco, direi delle esigenze spirituali! Non alludo alla religione, a una religione canonica, quanto piuttosto a una intima ricerca spirituale che ciascuno sente il bisogno, a un certo punto della propria esistenza, di sondare, di percorrere.
G: che media hanno questi ascoltatori?
Battiato: ma dai, che vuoi che importanza abbia…
(il giornalista sorride. Si prepara una sigaretta che tiene fra le dita)

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Lettera agli italiani. Paolo di Tarso

articolo di Adriano Fischer

Cari, vi prego adesso di prestarmi ascolto. Interrompete le vostre funzioni, piaceri o doveri che siano, e leggete fino in fondo questa mia lettera.
Ho una storia contorta da raccontarvi, con le sue tragiche sbandate, una storia piena di ambasce e tralignamenti vari ma che, bisogna dire, ha indiscutibilmente cambiato e stravolto il corso dell’umanità.
Sono sempre stato un uomo di fede ed ogni mia opera, ogni mia azione è stata il frutto dell’abnegazione per la causa che ho sinceramente creduto e sostenuto. Non ho mai fatto nulla per convenienza, uomo terribile sì, ma uomo comunque di fede.
Ho consumato centinaia di calzari perché la buona novella arrivasse nei più sperduti angoli del mondo conosciuto. Del mondo conosciuto dai romani, intendo. Una vita spesa a predicare con una fede che incorruttibile resisteva davanti alle infinite difficoltà che il viaggio mi riservava. Ho fondato varie comunità cristiane a Efeso, Mileto, Corinto, Colossi, Filippi e in altre località dell’Asia Minore e della Grecia. Avreste dovuto vedermi, che camminatore!

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Perché l’Arte astratta

Nell’articolo ‘Le regole dell’Arte’ pubblicato su questo blog lo scorso ottobre cito ‘Broadway Boogie Woogie’, opera astratta firmata da Piet Mondrian tra il 1942 e il 1943. Questo dipinto per alcuni può essere fonte di perplessità. Cosa rappresenta l’opera? Quali scelte hanno condizionato l’autore per giungere alla sintesi astratta? Nell’articolo è stata suggerita una chiave di lettura del dipinto, ma per avere ulteriori notizie al riguardo è bene, innanzitutto, ricordare qual è la funzione dell’Arte e ancor prima capire come rispondiamo all’Arte figurativa.


«L’arte può essere intesa come un’operazione trasformativa dal sensoriale alla pensabilità, attraverso la simbolizzazione e attraversando le emozioni. Tutto ciò, presumibilmente, a partire dalle pitture rupestri rinvenute sulle pareti di una grotta, risalenti al paleolitico.» (Luciana Mongiovì, 2018).

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La festa della Grande Madre

articolo di Ombretta Costanzo

La festa della mamma fu festeggiata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi, un sacerdote del borgo di Tordibetto ad Assisi.
Festeggio la festa della mamma per la prima volta oggi 9/5/2021 e forse avrei sempre dovuto considerarla. Diletta, mia figlia, è colei su cui oggi ripongo un concetto di appartenenza viscerale, precedentemente idealizzata e fatta planare in modo effimero. Io appartengo a lei tanto quanto lei appartiene a me e a sè stessa in modo creativo e connettivo. Abito in lei che sa prendersi cura di me.
La sua nascita ha sancito una specie di risveglio energetico ; un anziano vicino di casa pronunciò delle semplici parole che mi fecero molto bene nel momento di massimo disorientamento cosmico :
«quando nasce un figlio nasce una madre».

Nonostante fossi già nata ho avvertito un’ intima, graduale e tormentata rinascita.
La genesi coincide con il caos che traccia un’alba e disegna l’evoluzione. Per dare un significato forte alla giornata dedicata alle madri è utile sapere che questa figura imperante derivi dall’energia della terra propagata dall’antichissimo culto della Grande Madre, divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie che rappresentante la terra, la generatività e il femminile come mediatore tra l’umano e il divino .

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Gli ultimi giorni di Raskolnikov

Il non aver avuto più sue notizie per anni, mi aveva particolarmente contristato. Scomparso nel nulla. E improvvisamente. Neppure la sorella, Dunecka, era riuscita a fornirmi delle spiegazioni, si manteneva sempre sul vago. Mi sembrava esitante nel darmi delle risposte, quasi volesse mantenere un certo riserbo… ma a me, a Dmitrij? Il suo migliore amico? Per quale motivo? Le mie insistenze alla fine si dimostrarono solo molestie, tant’è che la bella Dunecka, un giorno, decise di non rispondere più alle mie chiamate. Né si fece trovare a casa quando passavo dalle sue parti.

Che avrò fatto mai alla famiglia Raskolnikov? Mi chiedevo avvilito. Perché mai mi stavano riservando questo trattamento?

Siamo stati troppo amici e troppo tempo insieme per far finta di nulla, per concludere con una scrollata di spalle. Sono passato pure più volte all’Università per sapere se qualcuno l’avesse visto ma, a chiunque abbia chiesto, ho visto dipingersi sul volto un velo d’indifferenza o di perplessità come se il pazzo fossi stato io o, forse peggio, come se l’amico Rodion, effettivamente, non fosse mai esistito.

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cosa il corpo sa di noi

Articolo di Luciana Mongiovì

Come è ben noto, le parole di cui siamo soliti avvalerci sottintendono una certa architettura conoscitiva e un dato modo di pensare l’essere umano, così come il rapporto che questi intrattiene sia con se stesso che con gli altri.

Fino a non molti anni fa, nel linguaggio comune come a livello istituzionale, si ricorreva al sostantivo “sanità” (Ministero della Sanità, Sanità pubblica etc.) per riferirci, fondamentalmente, a una condizione di assenza di malattia.

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Il figlio di un dio minore. Domenico Fasulo

articolo di Sebastiano Grasso

Il portalettere del mio paese ha un talento particolare: riconosce la posta da consegnare ‘con cura’. Quando ciò avviene lo intuisco dal piglio che assume allorché mi dice: «È per il pittore!».
Fu così, alcune settimane or sono, quando mi recapitò una grossa busta proveniente da Roma, il mittente ‘Francesco Mercadante’, Professore Emerito di Filosofia del Diritto dell’Università La Sapienza’ di Roma, un’inossidabile classe 1926 (da Furnari – Messina). Con caparbia tenacia il prof. contribuisce ad arricchire il mio bagaglio di conoscenze attraverso gli studi compiuti dal figlio Antonio Mercadante (Roma 1962 – Sciacca 2018), critico d’Arte.

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Le arcudare volanti

 

articolo di Ombretta Costanzo

Non sono mai stata ad Alicudi nonostante mi abbia da sempre incuriosito in quanto isola, in quanto sud e in quanto minuscola a tal punto da passare inosservata.
Durante le mie solite ricerche improvvise senza nessuna causa scatenante ma probabilmente stimolate dal desiderio di cercare argomenti leggeri, ho letto un po’ di notizie su questo atollo che, a causa della sua estrema perifericità, è uno scrigno in cui resistono intatte credenze antiche e storie affascinanti.

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