I nutrienti della mente

articolo di Luciana Mongiovì

L’impatto della pandemia, come reale brutale e potente, ha messo a nudo le fragilità dell’essere umano e il  suo bisogno intrinseco di sicurezza e senso di continuità dell’esistenza. Ne abbiamo bisogno a tal punto che, quando ne siamo privati, tendiamo a sviluppare gravi sofferenze mentali.

Vuoti di apprendimento

articolo di Ciccio Schembari

A causa del coronavirus e della forzata sospensione delle lezioni, c’è chi ha enunciato due concetti importanti, “vuoto di apprendimento” e “mancata crescita educativa”, e ha sinceramente espresso che peseranno gravemente sugli scolari. Teoricamente sottoscrivo in pieno questo giudizio, ma, pensando alla mia carriera scolastica, lo trovo esagerato se non anche ingiustificato.
La mia carriera scolastica è stata un continuo accumulo di “vuoti di apprendimento”, notevole per quantità e per qualità. La racconto per insinuarle elementi di dubbio brechtiano, anche laddove sembra non essercene.

Cose delle donne confinate

 

articolo di Ombretta Costanzo

“L’ordigno è un anello in oro 18 carati. E’ formato da una calotta e due piccole branchie che possono essere divaricate o avvicinate, con la distensione o meno di una molla a spirale, che si avvolge nella parte superiore delle branchie”.


L’ordigno in questione è un anello uterino, un pericoloso attrezzo anticoncezionale, uno strumento di aborto, “un’opera di aperta offesa morale” che determina un vivo allarme sociale. Nel 1929 una certa Sebastiana Di Stefano, una scaltra e apolitica levatrice viene arrestata insieme all’orafo De Santis, nella cui officina vengono ritrovati “ordigni” destinati ad un business regionale e vari attrezzi necessari per produrne altri: una fabbrica della morte! La Di Stefano racconta di esser venuta a conoscenza del metodo anticoncezionale da una sua amica tornata dagli Stati Uniti che si era sottoposta al montaggio dell’arnese a scopo meramente antifecondativo: l’eccessivo dolore durante il parto e l’intenzione di non ripetere più simili esperienze l’aveva invogliata a sperimentare su di sé la soluzione. Dunque Sebastiana, dopo aver partorito quattro volte, entusiasta, decide di coinvolgere un orafo per la riproduzione fedele del prototipo galeotto che spedì entrambi al confino.

Una sentenza storica

articolo di Adriano Fischer

Sarò sincero, non sono vegano! Però lo sono stato, ci ho provato. Per tre mesi, giugno, luglio e agosto – quando l’essere frugale rappresenta una necessità – ho riscritto la mia dieta, quindi ho eliminato tutti, e dico tutti, gli alimenti di origine animale che, poi, voleva dire per le mie abitudini cassare formaggi e pesce. È stata dura. Molto dura. È inutile che sciorini adesso la mia alimentazione quotidiana, mi limiterò a dire che mangiavo molte verdure e altrettanti frullati di carote o di cetrioli, insomma certi pastrocchi che non vi dico. E’ stata dura principalmente perché se non entri in certi giri, sono battaglie che combatti da solo, la gente ti potrà odiare o amare ma di sicuro non troverai apostoli – termine che uso intenzionalmente – che sosterranno la tua rivoluzione alimentare.

La comunità non è neppure organizzata; risulta sempre più conveniente comprare prodotti di provenienza animale che strettamente vegetale, costano di meno, sono di più e sono ovunque. C’è addirittura una sorta di discriminazione, se non di confinamento, nei confronti di chi ha adottato uno stile di vita vegano.

Arte incontra – ’12 movimenti’

articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso di questi appuntamenti abbiamo incontrato diversi artisti ed anche tentato di comprendere quali potessero essere i moti interiori in grado di determinare il gusto espressivo e quali i loro sentimenti dinanzi al disagio sociale. Abbiamo anche osservato quanto scollamento la realtà locale riserva al settore artistico e, viceversa, contato le iniziative volte a divulgare idee ed eventi.

Le tappe che ci hanno condotto all’interno dei vicoli acesi hanno avuto il merito di introdurre una parte degli attori che aderirono (e tra questi figura anche il mio nome) ad un interessantissimo progetto artistico che fu capace di promuovere cultura, aggregazione e, non da meno, interesse economico.

Quale civiltà oggi

articolo di Luciana Mongiovi

Nel vorticoso tempo “sospeso” del lockdown, in assenza di informazioni obiettive, siamo stati più o meno privati della possibilità di valutare accuratamente quanto stava accadendo e gli eventi tuttora in corso.
In questo interregno di transizione, contrassegnato da un allentamento delle misure d’isolamento per l’epidemia covid-19, abbiamo bisogno di creare uno spazio di pensabilità del pregresso ma anche di immaginare gli scenari futuri possibili, per poter apprendere dall’esperienza.

Gli effetti significativi su un piano psichico nella cosiddetta fase-due non saranno tanto la paura o la sospettosità con cui riprenderemo ad incontrarci ed eventualmente a riabbracciarci, quanto piuttosto gli scossoni, gli smottamenti subìti dal nostro apparato psichico.
Ma quali sono stati? Quali sono gli involucri psichici, del nostro stare al mondo, coinvolti da questi mutamenti? Quali le cesure e le regressioni attivate? E quali le certezze, cui si fonda la mente, messe in crisi?
Ma è, poi, davvero così?

Felicia Bartolotta, sposata Impastato

 

articolo di Ombretta Costanzo

In questo 2020 interminabile la festa della mamma è oggi, l’indomani di un anniversario feroce e correlato per cui la coincidenza impone che ricordi la storia di una madre siciliana. Parrebbe lo stereotipo fisico e ornamentale, con lugubri connotati, delle donne senza tempo di una Sicilia dimenticata, Felicia è però fotografata all’interno del suo corpo gracile e un po’ curvo, rigorosamente vestita di nero, in sintonia con un viso solcato da millenarie rughe e decorato con occhiali grandi e spessi che stanno alla base della fronte da cui partono strisce di capelli completamente bianchi.

Roberto Bolano, lo scrittore selvaggio

articolo di Adriano Fischer

Roberto Bolaño nasce il 28 aprile 1953 a Santiago del Cile da una famiglia molto povera, analfabeta e di tradizione rigidamente proletaria ma sarà il Messico a diventare la sua terra d’elezione e formazione spirituale.

Lettore vorace, ladro di libri per amore, parolaio, cronopio, sempre all’irrequieta ricerca di poesia. Un ammalato di letteratura che dentro le parole ci muore.  Alla sua morte, nel 2003 per cirrosi epatica, nasce una mania mitizzante che non ha precedenti nella storia dei post mortem artistici. Negli Stati Uniti, le sue opere sono state vendute in 100 mila copie, cifra record per un paese che legge libri tradotti solo per il 3 per cento.

Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi, J. S. Foer

 

articolo di Sara Bartolucci

«La crisi ambientale, pur essendo un’esperienza universale, non ci dà la sensazione di un evento di cui facciamo parte. Anzi, non ci dà proprio la sensazione di essere un evento. […] È solo il clima, solo l’ambiente. Quasi certamente però le generazioni future guarderanno in retrospettiva e si chiederanno […] Per quale ragione al mondo abbiamo scelto di suicidarci e di sacrificare loro?»