Cento Compagni di viaggio, Mohicani edizioni

Recensione di Ombretta Costanzo

Ho intrapreso senza cintura di sicurezza un viaggio sentimentale alla riscoperta di una terra imbottita di sfumature e ombreggiature, mi sono affacciata dalla nostra Etna per osservare una narratrice in segreto onnisciente di un panorama letterario curioso e sicuro.

Il dedalo di vie palermitane funge da overture di “Cento compagni di viaggio” da cui si allarga un cono ottico via via più ampio che sembra investire il perimetro di un chiostro dai cui singoli portici si dipana una poliedrica realtà letteraria e pittoresca.

Ho scelto di sedermi sul sedile posteriore per gustare un itinerario da centunesima compagna di viaggio; è dapprima una realtà virtuale grazie a cui fare un girotondo con la cugina di Dacia Maraini da un lato e un cantoniere analfabeta come Vincenzo Rabito dall’altro per scoprire con enfasi l’accessibilità di interni derobertiani e recenti ingressi in “Via xx settembre” della delusa Hornby , panorami variopinti cantati da Buttitta, fonte d’ispirazione, e Bonaviri, degno compaesano del più noto Capuana, che si reinventa avvoltoio “ non sempre spinto dalla fame….alla ricerca di prede che mi sembravano i soli elementi reali in quella perpetua ripetizione di fiori e di piante, fra mandorli e ulivi…mettevo a rumore quella valle, che ne risuonava tutta”.

Ritrovo espedienti barocchi costruiti da Tomasi di Lampedusa, Elio Vittorini e la “ voce umile e perenne” di Lucio Piccolo; sguardi incantati e malinconici dei verdi ma desolati paesaggi disegnati da Di Giovanni dominati da solitudine e da un vento “intossicato” e dall’amico di Sciascia: Vilardo, che sottolinea, per chi si distrae, l’avarizia dei rilievi nel nisseno disturbati da un “orrido sole”. Da una lirica leggermente aggressiva ad un fascino fresco ed eterno che corre dunque a suon di poesie e prosa verso quel profondo sud immerso tra scie di oleandri (a quanto pare ricorrenti nel libro) e pietra greca calpestata dal coro dell’ Antigone che ci spiega come “Molte cose sono meravigliose, ma nessuna è più mirabile dell’uomo”.

L’immaginazione si rivela un’analisi diacronica di opinioni e rappresentazioni artistiche di tutti quei compagni di viaggio che, chilometro dopo chilometro, aprono sipari e inscenano una sicilianità endogena pregna di passione.

La panoramica caleidoscopica regala respiri di memoria storica e fiabesca del coro narrante che compartecipa con l’autrice e con me nella visita, non senza mistificazioni, di una sicula vetrina appena appannata.

Potrebbe essere un vademecum per esploratori con scarpe comode e zaino in spalla che con i propri compagni di viaggio seguono un antico Goethe, il quale ancor prima di chiunque stabilì una forte intimità poetica con la variegata natura isolana e contribuisce ancora oggi a suggestionare amanti e diffidenti, facendoli sentire ora ospiti ora padroni e padrini di quei luoghi che si presentano agli sguardi indisturbati come un sorprendente riepilogo di mediterraneità. Sono pagine lastricate di sentimento panico grazie all’ artificio di regressione di un’ autrice che contempla a più mani una madre-terra costellata di fili a cui appende ricami e contraddizioni ornamentali da Palermo a Ispica.

Invito avventurieri e sognatori a munirsi di tavolozza e pennello per proporre un viaggio verso il Kaos di Pirandello e la Vigata di Camilleri.

 

Angela Caruso nasce a Ispica, vive a Palermo dove insegna latino e greco al liceo Classico. Compagni di Viaggio è la sua quarta prova letteraria

Informazioni su Adriano Fischer

Adriano Fischer è docente di diritto e scrittore. Si occupa di narrativa e scrittura creativa. Gestisce il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”. Collabora con numerose case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri: “Bella Cohen” per Nulladie Edizioni; “Dissipatio G. M.” per Robin Edizioni; “Assenze” per Delfino Edizioni.
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