Quello di Dasy Icardi è un esordio con i fiocchi.  L’annusatrice di libri,  Fazi Editore  è un “libro che parla di libri” fra i migliori degli ultimi tempi. La storia è semplice: la quattordicenne Adelina viene trapiantata dalla campagna alla città, per la precisione a Torino. Ospite in casa di sua zia Amalia, vedova spilorcia e taccagna ma con un passato da soubrette, frequenta una scuola prestigiosa insieme a ragazze di buona famiglia. Il divario sociale e intellettivo si fa subito sentire e Adelina soffre di questo complesso d’inferiorità sentendosi inadeguata, meno bella, meno intelligente e meno fortunata di tutte le sue compagne.

recensione di Sara Bartolucci

Nonostante ciò stringe amicizia con Luisella Vergnano, la figlia di un famoso notaio e proprio grazie a una sessione di studio insieme Adelina scopre la sua particolare dote: riuscire a leggere un libro attraverso l’olfatto.
Affidandosi agli odori che vengono sprigionati dalle pagine la ragazza incontra e conosce i più grandi personaggi della letteratura a cominciare da Renzo e Lucia, per poi passare a Sherazade, Jane Eyre e tanti altri ancora. Scopre la passione per la lettura, si perde fra le fiabe di La Fontaine e si impaurisce grazie a quelle dei fratelli Grimm, si emoziona con le grandi gesta degli eroi di La Gerusalemme liberata e sorride grazie alle rocambolesche avventure di Don Chisciotte. I rimandi ai
grandi capolavori letterari sono innumerevoli e l’associazione a profumi specifici scatenano sensazioni diverse non sono in Adelina ma anche nei lettori.
«Adelina si lasciò guidare dall’olfatto verso un settore della biblioteca che emanava un effluvio gaio e spensierato; dopo le disavventure degli ultimi giorni sentiva l’impellente necessità di svagarsi.
Sfilò dallo scaffale il volume prescelto, lo aprì e inalò voluttuosamente le allegre folate sprigionate dalla carta.»

Quando il reverendo Kellery, insegnante nella scuola di Adelina, e il notaio Vergnano, padre di Luisella, uniti dalla passione per i manoscritti e i libri antichi, scoprono la rara dote della giovane, decidono impulsivamente di sfruttarla per decifrare il mistero del famoso e oscuro manoscritto Voynich. Mentre Kellery desiste nel momento in cui scopre di mettere in pericolo la vita dell’allieva, Amedeo Vergnano invece si prodiga per ingannare tutti, in special modo Adelina e sua zia Amalia che ne è la tutrice. L’ingenuità di zia e nipote saranno causa di un inaspettato viaggio a New York in cui si trova il manoscritto originale e sarà proprio durante il tête à tête fra la ragazza e
il libro che si svolge il momento clou più intenso e decisivo del romanzo.

Un intreccio appassionante, divertente e ricco di spunti interessati, unito a una prosa vivace e uno stile che richiama la commedia teatrale degli equivoci, leggermente sfumata da tinte di mistero, fa di L’annusatrice di libri un mix perfetto di elementi vincenti, soprattutto dal punto di vista dei personaggi. Ognuno di essi ha una caratterizzazione ben definita che viene risaltata dal loro legame con dei libri specifici. Particolarmente interessante e ben riuscito è il personaggio dell’avvocato
Ferro, un moderno Arlecchino acculturato e bibliofilo.

Più si avanza nella lettura e più il romanzo scorre sotto gli occhi in modo nitido, quasi come una rappresentazione teatrale con cui condivide determinate caratteristiche.
La scrittura di Dasy Incardi è notevole; elegante, delicata, piacevole e soprattutto evocativa.
L’associazione dei libri a odori e profumi è così ben fatta che ci si trova a percepirli davvero. Questo è un libro che tutti i lettori forti, gli appassionati e chi ama le belle storie non deve farsi sfuggire. Si arriva alla fine senza nemmeno rendersene conto grazie alla fluidità e all’alto tasso di interesse, che viene amplificato dall’alternanza di capitoli dedicati alla storia principale, ambientata nel 1957), e quelli destinati a rievocare il passato della zia Amalia, la donna con le cosce più lunghe di tutta Torino.
Muovendosi fra passato e presente si sviluppa un romanzo scritto con garbo , che parla direttamente ai lettori, citando e riprendendo romanzi e scrittori fra i più amati e conosciuti, cosicché anche i meno esperti possano godere dei magici effetti evocativi che l’autrice mette in campo, spazzando via la concorrenza e creando qualcosa di nuovo e piacevolmente inaspettato.

L’annusatrice di libri è un romanzo coinvolgente e convincente, animato da picchi di tensione e suspence, un romanzo che, come detto, parla di libri e che porterà sicuramente ogni lettore ad apprezzare il profumo quasi ipnotico della carta stampata.
«Ora i volumi tutt’intorno spandevano prepotentemente le loro fragranze, tra le quali prevaleva il profumo d’incenso e l’odore umido e maestoso delle cattedrali. Adelina iniziò a prendere in mano i testi a caso: alcuni odoravano di rose, altri di pane e carità; altri ancora avevano il sentore asprigno della pedanteria e l’appiccicoso aroma della retorica fine a se stessa.»