Antologia della malata felice di Angela Bonanno

Antologia dal greco significa «raccolta di fiori», non per caso ho avuto la sensazione che tra varie citazioni di tulipani, l’autrice Angela Bonanno abbia voluto profondere l’idea di correre controvento in un campo colorato, per rinnovare paura e felicità in un conflitto tra morte e rinascita.

Antologia della malata felice, Forme Libere edizioni è una vicenda triangolare di due donne legate da rapporto madre figlia e un uomo, clichè di padre/marito insicuro, incastrato in un’esasperata immaturità, irresponsabile ed egoista: un fallito detentore della sua cattiveria e incapace di produrre i suoi sentimenti.

Si definisce sin da subito un divario tra sostegno e legame indissolubile Mirna/Mia, al cospetto dell’indeterminatezza di Pete, che rappresenta per entrambe uno dei maggiori motivi di trauma psichico, disagio emotivo e difficoltà di collocamento spaziale.
E’ in evidenza un’indole stereotipata del maschio fluttuante, impigliato in azioni reiterate, che palesa una debolezza da imputare all’incapacità di gestire, non solo la natura generata, ma persino la propria scapestrata vita, un maldestro incompreso affetto da cecità di fronte a scenari bui.

E’ proprio l’inettitudine codarda che fa inceppare Pete davanti alla malattia che scatena l’indole di Mirna, concentrata su una probabile perdita del suo corpo invaso da leucemia, ancor peggio su una dissoluzione della sua anima, soffocata da rancore ma incollata ad oniriche ambizioni.

“L’ultimo di tutti i miei vizi, usano dire le persone gradevoli, pretendo e a volte ottengo, la Luna”

Man mano che scorrono le pagine, Mirna inizia a scoprire le conseguenze di una sofferenza sordo muta, che la circoscrive in una torbida intimità in cui può specchiarsi solo la figlia, Mia, legata come esplica il nome, da una possessiva corrispondenza di sensi. Vittime grintose di un malessere generato dall’abbandono, riescono tuttavia a sfidare qualsiasi senso di oppressione e disagio stimolate dall’arrivo della malattia che diventa occasione di trasformazione e riscatto per le rispettive vite che si rianimano col proseguire della storia.

L’autrice spennella con tanta delicatezza un microcosmo familiare crepato che trasporta in un mondo fatto di cure, amore, abbandono e indifferenza su cui molleggia un uomo, attorno al quale gravita l’antica devozione di una moglie scartata, scollegata e relegata all’unica speranza che le resta per sopravvivere al trauma: distruggere la leucemia tramite trapianto di midollo ma soprattutto trovare la via d’uscita abbracciando se stessa per giungere alla salvezza “passare attraverso la morte per tornare alla vita” .

Mia è conduttore d’amore, forza motrice e vocina interna che solletica gli organi e preme l’entusiasmo di navigare in un fiume in piena, sciogliendo argini e incontrando sogni conditi di ricordi, occasioni mai avute e ironia; Mirna e Mia sono due pale di una girandola su cui soffiano con instancabile ritmo alternato, per restituire energia ai reciproci sentieri, finché la vita riprende il suo giro dopo un percorso forgiato da strozzature. Ad un tratto arriva lo slancio vitale che scongiura la resa e smentisce la consapevolezza di una migrazione,

La malattia è la bugia della vita, la vita è la bugia della morte
Mirna è guarita ammalandosi. Una capriola le consente la rinascita.
Dove si va senza un cielo sotto i piedi
Tra versi di poesie giunge l’epilogo che presenta al lettore una donna al sole ritratta con una delicatezza pura e genuina: Mirna sembra il soggetto di un quadro impressionista con pennellate rapide e decise, un baratto di umori la colora di fronte al suo donatore.
E’ un romanzo breve e profumato che conforta corpo e anima dando consapevolezza di come tutto scorra.
“La speranza è un calendario”

About Ombretta Costanzo

Ombretta Costanzo si occupa di marketing operativo, ha una formazione universitaria umanistica con una laurea in Scienze della Comunicazione indirizzo editing. Gestisce da otto anni l' ufficio stampa di un centro commerciale impegnandosi nella stesura e veicolazione di comunicati stampa in testate giornalistiche locali, nonché redazione di articoli ed elaborazione di redazionali. Collabora con il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *