Arte incontra – ’12 movimenti’

articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso di questi appuntamenti abbiamo incontrato diversi artisti ed anche tentato di comprendere quali potessero essere i moti interiori in grado di determinare il gusto espressivo e quali i loro sentimenti dinanzi al disagio sociale. Abbiamo anche osservato quanto scollamento la realtà locale riserva al settore artistico e, viceversa, contato le iniziative volte a divulgare idee ed eventi.

Le tappe che ci hanno condotto all’interno dei vicoli acesi hanno avuto il merito di introdurre una parte degli attori che aderirono (e tra questi figura anche il mio nome) ad un interessantissimo progetto artistico che fu capace di promuovere cultura, aggregazione e, non da meno, interesse economico.

Nel maggio del 2009, ad Acireale, con 120 opere (distribuite su tre location espositive: sala esposizioni del chiostro ex liceo classico “Gulli e Pennisi”, Temporany Art Space presso il Palazzo Pennisi di Floristella e galleria Art’è), 12 artisti: i pittori Riccardo Badalà, Giuseppe Calderone, Calusca, Sandra Chinelate, Raimondo Ferlito, Alessandro Finocchiaro, Sebastiano Grasso, Paolo Nicolosi, Enzo Tomasello e Luciano Vadalà, lo scultore, Paolo Guarrera ed il fotografo, Zoltan Fazekas, aderirono al progetto espositivo itinerante ‘12 Movimenti’, mostra collettiva di arte contemporanea.

L’evento fu accompagnato da un importante catalogo, curato, per la parte critica, da Marco di Capua e, per le schede degli artisti, da Mercedes Auteri. Alla mostra fecero da cornice eventi collaterali (concerti, letture, conversazioni a tre voci). Acireale fu solo la prima delle tappe previste, seguì Comiso (Rg). Purtroppo l’evento non riuscì a sfruttare l’enorme potenziale pianificato; per vari motivi, mancarono all’appello gli appuntamenti di Siracusa, Bra e Roma.
Questa mostra, non solo storicizzò e condensò l’esperienza estetica di quasi due generazioni di artisti, ma ebbe anche il merito di dare respiro all’Arte della periferia.

Nel cuore del barocco acese, la location ‘Temporany Art Space’ (foto in epigrafe e quella qui di seguito) regalò, forse, l’esperienza più intensa alla mostra! L’idea fu di collocare opere di grande dimensione all’interno di uno spazio industriale in disuso.


Abbandonata a quella religiosa semioscurità ogni opera fu accarezzata da un fascio di luce: il colore e la forma prese a dialogare con lo spazio. L’ideazione e la progettazione della mostra appartengono a Calusca, colui che fu capace di dare ancora un volto al sogno; scriverà:

 

«Attraverso un’indagine nel territorio (interland acese) s’individua immediatamente – e già da tempo – la nascita spontanea di una realtà artistica collettiva, che mi piace chiamare: 12 movimenti; ossia 12 sentimenti, esperienze, dinamiche esistenziali in cerca di altrettante individuali espressioni, proprie manifestazioni in un contesto storico – intellettuale comune. La scoperta del sentire ancora viva la necessità di vivere il proprio tempo ed il proprio spazio offrendogli, nuovamente, la possibilità di un riscatto artistico – culturale..» 

A coloro che ci chiedevano cosa significasse l’esperienza ‘12 movimenti’, sostanzialmente, spiegavamo che sotto quel vessillo non erano riuniti i membri di una scuola, né i sostenitori di un manifesto o di un’associazione. Mercedes Auteri (ricercatrice ‘indipendente’ nell’ambito della museologia e della didattica dell’arte, firma di ‘Artribune’) nel suo testo si chiese «… se i Dodici si fossero ispirati al ‘movimento dei movimenti italiani’ (…) Mi sono domandata se qualcuna delle idee, a volte rigenerate e spesso anche abusate, del Futurismo fosse arrivata fino a loro. Forse si:(…) A ciascuno degli artisti in mostra ho chiesto che significato danno alla parola movimento…». Di seguito cito le risposte fornite da alcuni artisti: Luciano Vadalà: « Il concetto di movimento storicamente affrontato dai futuristi, in soluzioni compositive e coloristiche, ha evidenziato le conseguenze dinamiche di un oggetto rispetto allo spazio circostante. Anche il pensiero che ho io del movimento è conseguenza dinamica, intesa come non-staticità di ricerca, continuo divenire, interpretazione della realtà come moto interiore.»

Enzo Tomasello: « Movimento è questo laboratorio comune che, in un preciso momento storico, chiede la riconoscibilità culturale e sociale di percorsi di ricerca espressi attraverso pittura e scultura che sono sintesi rilevabile di altri percorsi letterari, filosofici, politici. In particolare, per me, è il risultato di un lungo viaggio che parte dall’esperienza della Rassegna internazionale d’arte che ha dato un avvio, che ha governato la sensibilità e la crescita culturale nel contemporaneo e che, per quanto mi riguarda, ha fatto montare trent’anni di curiosità, di formazione, di interrogativi, di ricerca…».

Alessandro Finocchiaro :« Movimento è ciò che più immediatamente associo alla vita. Nello specifico dell’arte pittorica è un raggiungimento impossibile, anche se il tempo di realizzazione nascosto in un’opera (la sovrapposizione degli strati e di immagini) consente, nei migliori dei casi, di dare vita a immagini che nella loro fissità sarebbero spesso spietate, insopportabili o banali. Movimento è il paradosso del tempo ‘piegato’ alla fissità dell’immagine. Guardo adesso le piante in balcone, a Acireale non manca il vento. Anche le fronde d’un albero o dei panni stesi possono assumere forme emozionanti.»

Infine, l’inconfondibile penna Marco di Capua (Docente di Storia dell’Arte Contemporanea e Fenomenologia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Critico d’arte: ha scritto per ‘Il Giornale’ di Indro Montanelli, ‘L’Unità’ e ‘Panorama’. Curatore di mostre di artisti contemporanei in gallerie e musei) prova a chiudere il cerchio sui ’12’: «…12 orbite (…) 12 falene che battono contro lo stesso lume. (…) 12 movimenti e solitudini perché qui ci si muove da soli e ognuno è 1, in modo quasi assoluto (…) …12 facce di una mostra prismatica, le parti diverse di uno stesso organismo che si estende cautamente verso il nulla, che si affaccia sul vuoto. (…)»

Mi colpisce ciò che di anticlassico e di fascinosamente torbido scorre nel sistema linfatico di questa mostra, il rifiuto di qualsiasi ordine formale o stabilità luminosa, avvertendo piuttosto il desiderio di captare energie in transito, forze sottotraccia, frugando il piano dell’esistenza fondamentale, sparpagliando indizi, segni, appuntando figure, setacciando fondi come cercatori d’oro. (…) In effetti, mi piace la solitaria fierezza da ronin che circola qui. Si tratta di gente tosta: benché abbia visto dissolversi il contesto, e smarriti i punti di riferimento pure continua a resistere, a conservare (…)» (dal testo ‘Zona limite’ per ’12 movimenti’, anno 2009).

Passando in rassegna quel manipolo di uomini, il professore presenta: Vadalà e la pensosa, grave corporeità della gente che ritrae, Calusca e i suoi irrequietissimi interiors, Sandra Chinelate e il suo realismo sfrontato, Finocchiaro e la lievitazione interna della sua pigmentazione densa, Guarrera e le sue figure che animano tragicamente il piano, Badalà e il suo figurativo di congiunzione tra formale e informale, Grasso e Tomasello, è loro la ‘grande’ dimensione informale, Fazekas e Calderone, i raffinati cacciatori di segnali sociali, Ferlito il poeta di antiche memorie e infine, Nicolosi, il più rarefatto dei ‘ronin’.

Per me quell’evento rappresentò una delle esperienze più formative in assoluto e alla parola d’ordine di Mercedes risposi: «Movimenti sono gli esseri umani, galassie tutte governate da proprie leggi, sono le intime espressioni che sistemi neurali complessi adottano per accarezzare il delirio di onnipotenza o il bisogno di luce.»

Informazioni su Sebastiano Grasso

Sebastiano Grasso (Udine, cl.1965), pittore. Apprende i primi rudimenti dal carnico Arturo Cussigh (allievo di Morandi, Guidi e Saetti). Pur collocandosi nella sfera dei pittori, cosiddetti, “autodidatti”, l’artista vanta una formazione accademica. Ha fatto parte del gruppo artistico: “I dodici movimenti (Sicilia - Acireale)” e “I pittori della luce” (Triveneto). Ha esposto in prestigiose collettive (tra gli altri, con P. Guccione, S. Alvarez, F, Sarnari, il Gruppo di Scicli, A. Forgioli. R. Savinio, A. Gio-vannoni, C.M. Feruglio, Ennio Calabria). E’ presente in varie collezioni private e pubbliche. Vinci-tore della XII^ Biennale d’Arte Internazionale di Roma.
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