Arte incontra – Claudio Mario Feruglio

Articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso dei nostri appuntamenti ho spesso sottolineato come certe politiche, adottate dall’attuale Sistema Arte, risultano penalizzare molte forme espressive. A questo monopolio abbiamo visto contrapporsi l’autoreferenzialità dell’artista indipendente. Tuttavia, anche questa strategia può rivelarsi pericolosamente sterile se non supportata da una adeguata scelta d’intenti. Tale problematica è un tema molto sentito tra gli addetti.

Il personaggio che mi accingo a presentare è un noto sostenitore della responsabilità morale che l’artista è chiamato ad assumere in ambito sociale. Claudio Mario Feruglio, artista-pittore, intellettuale-laico, è persona dotata di una non comune visione d’insieme.
Egli, con generosità, ha spesso messo a disposizione della comunità artistica le proprie doti; sono numerosi gli artisti, in ambito nazionale ed estero, che ha invitato nei simposi o in mostre collettive. Il suo obiettivo: dare visibilità alla buona Arte, cogliere il bello che ci circonda, rinforzare la consapevolezza dell’artista.

Nato a Udine nel 1953, Feruglio completa gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, espone in Italia e all’estero. Partecipa alla XLVI Esposizione internazionale d’arte di Venezia nell’ambito delle mostre collaterali.
È presidente di AURA Associazione Artistico Culturale del Friuli Venezia Giulia, organismo di promozione di scambi culturali anche tra artisti europei.
È ideatore della Casa Comune della Cultura Europea, progetto culturale fondato su un’idea di arte etica che riunisce il lavoro e le riflessioni di un gruppo di artisti di nazionalità diverse.

Seguendo il pensiero di Feruglio, la vita dell’artista dovrebbe essere caratterizzata da studio rigoroso e silenzio monastico. Attraverso questa disciplina si può tentare di comprendere il mondo e rappresentarlo in una forma tale che sia possibile esprimere speranza; quindi, sentimenti che non abbiano a soddisfare l’ego, piuttosto a trasmettere la luce del ristoro.

Seguendo questo concetto (e tenuto conto di particolari attitudini espressivo/linguistiche – capacità di gestione della luce), nel 2015 Claudio Mario Feruglio coinvolge Igor Banfi (Slovenia), Sebastiano Grasso (Ct) e Roberto Tigelli (Ts), e conia il termine ‘I pittori della luce’. I quattro si confronteranno con una serie di dipinti tesi a rappresentare la luce interiore. La cifra stilistica di Feruglio qui è ben rappresentata dalle opere: ‘Arrivano’ (in epigrafe, acrilico su carta, 80×100, anno 1993) e ‘Sguardi oltre’ (nel testo, pastello secco su tavola cm 27,5×36,5, anno 2009).

Maestro, dentro quali ambiti un artista deve trovare le proprie motivazioni?

Tutti gli uomini lasciano segno del loro passaggio su questa terra attraverso le loro opere. La storia ce lo insegna e documenta, questo migrare di coscienze, trasmettendo alle nuove generazioni il trascorso dei nostri padri. Dice Qoèlet: «Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa». Progettare il bene è nell’indole dell’uomo nato dal bene per fare del bene. Non dovrebbe essere difficile per noi esprimere il bene se è dentro di noi. Dovrebbe essere naturale ma, purtroppo, l’uomo è incline anche a dimostrare la propria supremazia sui più deboli.
In tutto questo l’artista di oggi come si pone?  Qual è la sua lettura del mondo?  Quali sono le sue risposte artistiche?
L’arte è un lavoro «Art is work» si legge in questi giorni! A me piace pensare che l’arte è un dono che va coltivato con dedizione, impegno, serietà, studio, amore. Se, poi, diventa anche un lavoro, ben venga. Un artista ispirato fa dell’arte prima una missione e poi eventualmente un lavoro! Se l’artista si concentra solo su se stesso e non rivolge il proprio sguardo all’altro, il suo ego lo porterà al vuoto espressivo, in un viaggio autoreferenziale alquanto pericoloso. L’artista che volge lo sguardo all’‘Oltre’, trae ispirazione dalla ‘verità’, attinge acqua pura dalla fonte inesauribile della ‘Parola rivelata e, da lì, sviluppa una creatività responsabile: entra a far parte della genesi con il Padre.
Con questa visione, l’artista entra in una dimensione interiore che a me piace definire ‘dell’umiltà’, capace di raggiungere e contaminare con la luce del bene gli altri e accendere nuove luci. Questo manifestarsi del bene, questo bisogno di spogliazione, fa, del nostro, un narratore di luci proiettato verso la madre di tutte le luci. L’obiettivo è raggiungerla con la propria arte che profumerà di infinito. Travolto da questo desiderio di luce, l’artista percepisce l’ascolto del ‘senza tempo’ che stimola la sua ispirazione e, libero da schemi di qualsivoglia natura, dà origine alla creazione artistica, che sarà sicuramente illuminata e illuminante.
Non è possibile creare senza questo pathos. Non è possibile varcare i confini del visibile per svelare l’invisibile, se prima non avviene questa felice contaminazione di bene e di bellezza. L’artista di oggi, formatosi alla scuola della ‘Parola rivelata’, apre strade alternative al nostro modus vivendi, facendo del proprio lavoro una missione, uno stile di vita. Egli diventa educatore. Quanto mi piacerebbe che la nostra arte avesse la capacità di sfiorare lo sguardo di chi la incontra e incoraggiare il dialogo.

L’artista non deve avere paura di affrontare i temi che mettono al primo posto il bisogno di ‘verità’, costi quel che costi. Lo diceva San Giovanni Paolo II nella lettera agli artisti del ’99 rivolgendo un invito a riscoprire la profondità della dimensione spirituale e religiosa. Prendere coscienza che sei importante non tanto per quello che fai, ma per quello che sei e non per quello che dicono di te. Tu sei una goccia d’acqua che dalla sorgente scende a valle e si tuffa nel mare della fratellanza. Anche questa goccia può dissetare.
Ecco perché, oggi, è importante che l’artista si assuma le proprie responsabilità. Deve formarsi per formare. Deve amare per donare. Deve denunciare per liberare. L’artista, ha bisogno di essere formato non solo sul piano tecnico-estetico, ma ancor più alla scuola della ‘Parola rivelata’ luce che alimenta la creatività nuova. Ha bisogno di relazioni sociali a tutti i livelli per non sentirsi escluso. Al di fuori di questo ambito operativo credo ci siano poche possibilità per una creatività responsabile.

Dunque sta cambiando qualcosa nel mondo dell’arte o è solo una mia impressione? Quanto dovremo attendere per il nuovo umanesimo delle arti? E come sarà? Per il momento credo sia opportuno creare delle relazioni tra di noi di solidarietà artistica indispensabili al confronto e alla crescita interpersonale, magari alla luce degli ideali della Casa Comune della Cultura Europea che ha, qui, in Friuli il suo nucleo ispiratore. Ripensare all’arte che sa farsi agape, fratellanza.

Ecco, davanti a questi orizzonti che si aprono al bello, al buono e al vero, un gruppo di artisti di varie regioni italiane si interroga su quali sono le motivazioni interiori che generano il processo creativo del fare arte, lasciando ad un video messaggio il segno del loro passaggio in questo inizio del terzo millennio.
Un progetto voluto da AURA (NDR. vedi sopra) con il patrocinio della Casa Comune della Cultura Europea, in un momento in cui la parola non si sostituisce alla forma ma diventa essa stessa principio ispiratore per le opere nuove».

Informazioni su Sebastiano Grasso

Sebastiano Grasso (Udine, cl.1965), pittore. Apprende i primi rudimenti dal carnico Arturo Cussigh (allievo di Morandi, Guidi e Saetti). Pur collocandosi nella sfera dei pittori, cosiddetti, “autodidatti”, l’artista vanta una formazione accademica. Ha fatto parte del gruppo artistico: “I dodici movimenti (Sicilia - Acireale)” e “I pittori della luce” (Triveneto). Ha esposto in prestigiose collettive (tra gli altri, con P. Guccione, S. Alvarez, F, Sarnari, il Gruppo di Scicli, A. Forgioli. R. Savinio, A. Gio-vannoni, C.M. Feruglio, Ennio Calabria). E’ presente in varie collezioni private e pubbliche. Vinci-tore della XII^ Biennale d’Arte Internazionale di Roma.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *