Nuovi orientamenti su prevenzione e governo del territorio

Qualche tempo fa, in un articolo, ho affrontato il tema del rischio sismico e, con tono greve ho concluso: «[…] non è possibile evitare che un terremoto si verifichi, ovvero è impensabile agire sulla pericolosità sismica di un dato luogo, ci si può tuttavia difendere dai suoi effetti devastanti, agendo sulla struttura urbana ed edilizia, con azioni che riducono la vulnerabilità sismica delle stesse».

Catania vista dal mare.

Tuttavia, se a dirsi sembra cosa facile, a farsi è un groviglio di competenze, conoscenze specialistiche, risorse... da sciogliere al fine di trarne una conclusione quanto più vicina ad un metodo, che in quanto tale, sia facilmente comprensibile e replicabile.

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Sensibilizzare al rischio sismico

«il paradosso di Catania è che rinascere le è venuto meglio che nascere […], risorta dalle ceneri ma poi incapace di crescere con la stessa qualità»

Catania – I crolli in città come effetti del terremoto dell’XI grado MCS dell’11 gennaio 1693. Il particolare dalla grande carta di Anonimo, conservata alla Staatbibliothek di Berlino (da E. Guidoboni e E. Boschi, Catania, terremoti e lave, dal mondo antico alla fine del Novecento, 2001, p. 134-135).

 

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Ci siamo rotti i polmoni

Terzo appuntamento con il dott. Danilo Pulvirenti, chimico e responsabile di progetto ambiente. Quest’oggi una chiacchierata sulla mobilità sostenibile e su quanto questa rappresenti un miraggio per il Comune etneo.

Cosa s’intende per mobilità sostenibile?

Avvalersi di mezzi alternativi all’uso di veicoli in modo da ridimensionare gli impatti ambientali e sociali che questi producono.

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Il mare negato di Simon Caldwell

La Città di Catania dispone di litorali costieri vasti (lunghi 18 km) e diversificati per morfologia (spiagge sabbiose, colate laviche, scogliere), eppure rimane controversa e irrisolta la triste situazione del mare negato.

La zona della Plaia, il litorale sabbioso della città, a un paio di chilometri dalla centrale piazza del Duomo, è inchiodata all’immutabilità dalla mole di cemento giammai scalfita. Anzi!

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Medellin e Favara, due realtà possibili?

Sull’argomento consumo del suolo abbiamo sentito parlare tutti, chi di competenza chi di incompetenza, con un punto di vista, a volte retorico o da proclama elettorale, ovvero: consumare il suolo è sbagliato. Ce lo dicono gli eventi naturali prima di tutto, e ce lo dice il depauperamento complessivo delle nostre città e delle nostre campagne. Come affermato dalla presidente italiana del WWF Donatella Bianchi, “contenere il consumo di suolo è fondamentale per limitare il rischio idrogeologico, garantire la resilienza dei sistemi naturali e favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici. È indispensabile stabilire per legge quali siano le soglie da non superare”.

 

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“La mia raccolta è differente”

 

In un caldo pomeriggio ottobrino ho avuto una piacevole e istruttiva conversazione con il dottor Danilo Pulvirenti, aka Pulviscolo Discolo – chimico e responsabile di Progetto Ambiente – sullo spinoso tema della raccolta differenziata.

Ringrazio Danilo per la passione trasmessa e per aver asfaltato dossi d’ignoranza.

Quello che segue è il frutto del nostro incontro:

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