Perché l’Arte astratta

Nell’articolo ‘Le regole dell’Arte’ pubblicato su questo blog lo scorso ottobre cito ‘Broadway Boogie Woogie’, opera astratta firmata da Piet Mondrian tra il 1942 e il 1943. Questo dipinto per alcuni può essere fonte di perplessità. Cosa rappresenta l’opera? Quali scelte hanno condizionato l’autore per giungere alla sintesi astratta? Nell’articolo è stata suggerita una chiave di lettura del dipinto, ma per avere ulteriori notizie al riguardo è bene, innanzitutto, ricordare qual è la funzione dell’Arte e ancor prima capire come rispondiamo all’Arte figurativa.


«L’arte può essere intesa come un’operazione trasformativa dal sensoriale alla pensabilità, attraverso la simbolizzazione e attraversando le emozioni. Tutto ciò, presumibilmente, a partire dalle pitture rupestri rinvenute sulle pareti di una grotta, risalenti al paleolitico.» (Luciana Mongiovì, 2018).

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Le arcudare volanti

 

articolo di Ombretta Costanzo

Non sono mai stata ad Alicudi nonostante mi abbia da sempre incuriosito in quanto isola, in quanto sud e in quanto minuscola a tal punto da passare inosservata.
Durante le mie solite ricerche improvvise senza nessuna causa scatenante ma probabilmente stimolate dal desiderio di cercare argomenti leggeri, ho letto un po’ di notizie su questo atollo che, a causa della sua estrema perifericità, è uno scrigno in cui resistono intatte credenze antiche e storie affascinanti.

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Sapori di Xenia

articolo di Ombretta Costanzo

Ogni domenica mangio ricotta. Il sabato compro una fuscella che divido in due parti, una nell’eventualità che mi vada di affondare in modo estemporaneo il cucchiaio, l’altra ha il destino di essere inesorabilmente frullata con lo zucchero e una goccia di malvasia per trasformarsi in nettare degli dei con cui riempirò le scorze. Dunque, con lo sguardo diretto al frullatore e concentrata sul rumore cadenzato delle lame impazzite, tra vari perché esistenziali e opprimenti mi sono fermata sul principio secondo cui la ricotta sia così fortemente associata alla cialda del cannolo e soprattutto chi lo ha deciso.
«Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus», lo definì Marco Tullio Cicerone

Da qui una girandola di improvvise curiosità sulle iniziative culinarie della mia isola. Ho atteso che le lame si calmassero, ho versato in un bicchiere la mousse e ho aggiunto gocce di cioccolata fondente (a me piace l’amaro), barra ricerca Google e “origini cannoli siciliani”. Tutto parte da qui.

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Arte Incontra – Anna Maria D’Amico

articolo di Sebastiano Grasso

«…Mi piace spettinato camminare
Col capo sulle spalle come un lume
Così mi diverto a rischiarare
Il vostro autunno senza piume. …»
È il 1975, Branduardi mutua dal russo Sergej Esenin un testo di ordinaria bellezza popolare, e dà vita al suo ‘Confessioni di un malandrino’; una dedica a quei silenziosi poeti che sul tappeto magnifico dei versi, sussurrano qualcosa che ci tocchi. Anna Maria potrebbe incarnare questo spirito ‘menestrello’. Anna Maria D’Amico, pittrice catanese (classe 1968), si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Catania e, con la tesi sull’artista Mario Ceroli, si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze; località dove soggiorna per dieci anni. Con il rientro nella terra d’origine Anna Maria trova la maturità artistica. Nel 1999 i soggetti delle sue opere si staccano dalla suggestione (e gestione) della figura umana, da contenuti spesso impregnati da eccessivo simbolismo. Dal 2000/2001, la collaborazione con la galleria

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I soli di Euclide

 

un articolo di Sebastiano Grasso

Fuori piove e il cuore si adagia tra le oscurità.
Le lunghe sere d’inverno seducono la mente e dilatano gli spazi.
Il crepitio della legna che arde seppellisce il tempo, incanta il silenzio. I tenui bagliori delle fiamme raccontano storie di universi paralleli, restituiscono i confini dell’oblio.
Dentro un mondo di tavolozze sospese, di forme congelate, la realtà s’intreccia, si confonde. Sono sensazioni, o possibilità mancate, una nuova idea o il baratro, le ipotesi che si ripetono come loop temporali. Quel dipinto è concluso? Quella forma è risolutiva? L’istinto, nell’intricato groviglio di sentieri amniotici, è l’unica bussola in grado di sostenere la ragione e mettere a tacere i dubbi.

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Arte incontra – Claudio Mario Feruglio

Articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso dei nostri appuntamenti ho spesso sottolineato come certe politiche, adottate dall’attuale Sistema Arte, risultano penalizzare molte forme espressive. A questo monopolio abbiamo visto contrapporsi l’autoreferenzialità dell’artista indipendente. Tuttavia, anche questa strategia può rivelarsi pericolosamente sterile se non supportata da una adeguata scelta d’intenti. Tale problematica è un tema molto sentito tra gli addetti.

Il personaggio che mi accingo a presentare è un noto sostenitore della responsabilità morale che l’artista è chiamato ad assumere in ambito sociale. Claudio Mario Feruglio, artista-pittore, intellettuale-laico, è persona dotata di una non comune visione d’insieme.
Egli, con generosità, ha spesso messo a disposizione della comunità artistica le proprie doti; sono numerosi gli artisti, in ambito nazionale ed estero, che ha invitato nei simposi o in mostre collettive. Il suo obiettivo: dare visibilità alla buona Arte, cogliere il bello che ci circonda, rinforzare la consapevolezza dell’artista.

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Le regole dell’Arte

articolo di Sebastiano Grasso

Sopportare la canicola catanese è sempre uno scotto da pagare se decidi di frequentare la città. La speranza è sempre quella di trovare ristoro sotto le ampie fronde degli alberi; ma è una mera illusione. In questo periodo ed in alcune ore del giorno, il caldo e l’umidità (di queste latitudini) sono insopportabili, ovunque. A piazza Verga, nei primi giorni di settembre, a mattinata inoltrata, mi incontrai con Alfredo, dovendo discutere sulle strategie da adottare per la nuova stagione del blog. All’incontro nessuno dei due diede a vedere sofferenza per l’afa ma cercammo subito asilo in un buon caffè.

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La creatività

articolo di Sebastiano Grasso

Ottobre 1983, frequento con ottimo rendimento il quarto anno di un istituto professionale a indirizzo meccanico; alla lavagna non ricordo un dato banale, mi vergogno dell’amnesia e abbandono la scuola. Per un breve periodo faccio il manovale. Il mio stato di servizio dirà: ‘in possesso di licenza media’.

Gennaio 2020, l’esigenza di commissionare un fotolibro in grado di raccogliere gli scatti che ho realizzato in occasione del 60^ anniversario di un matrimonio mi impone l’indagine di mercato. Scopro offerte dozzinali, album miseramente impaginati senza alcuna poesia; per risultati migliori è necessario spendere molto.

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Arte incontra la “tela bianca” il testamento di un emotivo

articolo di Sebastiano Grasso

Proprio dietro casa mia esiste un luogo che amo ripercorrere con il cuore. Mentre il sole viaggia a ovest, a est, appena sotto la linea dell’orizzonte tra cielo e mare, in un fertile lembo di conca basaltica sul limitare della rigogliosa radura mediterranea le immense fronde di due ulivi proteggono un piccolo tempio dall’inedia.

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Arte incontra – ’12 movimenti’

articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso di questi appuntamenti abbiamo incontrato diversi artisti ed anche tentato di comprendere quali potessero essere i moti interiori in grado di determinare il gusto espressivo e quali i loro sentimenti dinanzi al disagio sociale. Abbiamo anche osservato quanto scollamento la realtà locale riserva al settore artistico e, viceversa, contato le iniziative volte a divulgare idee ed eventi.

Le tappe che ci hanno condotto all’interno dei vicoli acesi hanno avuto il merito di introdurre una parte degli attori che aderirono (e tra questi figura anche il mio nome) ad un interessantissimo progetto artistico che fu capace di promuovere cultura, aggregazione e, non da meno, interesse economico.

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