Categoria: ARTE

L’arte incontra – Salvo Catania Zingali

Quando iniziai a pensare a questo nuovo incontro era novembre.
Mi chiedo perché il Gruppo di Polifemo, quando decise di porsi all’attenzione degli internauti, non si preoccupò di bandire questo mese dalle sue pagine. Una scelta da suggerire. Ho sempre detestato l’undicesimo segmento dell’anno. Le sue vuote piogge soffocano serate ancora tanto distanti da ogni resurrezione. In quei giorni di novembre non mi restò che stringere le idee attorno al tepore di un fuoco e iniziare a immaginare un altro sorriso. Il camino sa essere un buon amico: concilia silenzio e fragore, penombra e luce.

Così, tra un sorso di tè e una nuova idea di “spiaggia”, iniziai a ritrovare confini capaci di allontanare il malumore metereopatico. Devo dire che la “morna” – lo sapeva benissimo la sua patria – è un ottimo tonico per lo spirito; quel ritmo lento, sostenuto da note malinconiche ma intrise di passione, ipnotizza la mente e regala speranze più accettabili.

L’Arte incontra Gianni Longo

Il carrubo cavo dopo il tramonto, pastello di Piero Guccione dell’’84

“Ritual Prayer”, dall’album “Dark Intervals” di Keith Jarret, è un buon tonico spirituale. Amo ascoltare questo brano ogni qualvolta cerco una via di fuga, una boccata d’aria giovane, una prospettiva diversa che non mi impone di misurare la sterilità ineluttabile… del destino.

La crisi era ancora distante. Gli eventi culturali erano una buona occasione per trovare gente entusiasta.

Facile risultava incontrare artisti, confrontarsi con loro, trovare amici provenienti dalla costa occidentale dell’isola, o dal suo profondo entroterra. Piazzare “pezzi”, festeggiare fino a notte fonda, progettare e sorridere, era un rito scontato.

A Comiso una prestigiosa collettiva di pittura riunì tutto lo Stato Maggiore del Gruppo di Scicli (che lì era di casa), nonché bravi artisti provenienti da ogni parte dell’isola, ivi compresi noi, la pattuglia di pittori acesi.

Questa era la politica della storica Galleria degli Archi di Comiso e premiava l’estetica. Ad ogni inaugurazione le luminose sale erano zeppe di persone.

L’arte incontra: Gaetano Murolo

Schopenhaurer sosteneva che «ognuno di noi confonde i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo» Durante la pratica del bonsai, il mio maestro, cui feci vedere lo stato di lavorazione della mia foresta, con solennità orientale, prese tronchesina e forbici e ridusse il boschetto a una tundra spazzata del Buran! Mi disse «Non è bello ciò che piace! E’ bello ciò che è bello!»

L’arte incontra: Arturo Cussigh

Sebbene mi sia garantito una minima abilità pittorica, non mi appartengono i luoghi comuni di un pittore/artista: nel mio studio, oltre alle cataste di quadri e di colori, trova posto un arsenale di macchinari. All’odore degli oli si mischia il profumo delle resine di abete tagliato e nessuno spazio vuoto da regalare al riposo dello sguardo.