Sconcerto al festival di Taormina. Parte II

Intanto sul palco, l’eccitazione della folla veniva placata dai due buttafuori, che dopo avere accerchiato Ronald Green, lo scortavano verso il parodo a ovest del teatro e poi dentro un’auto di lusso fino al San Domenico Palace.
Carlo Martelli che poco prima aveva cercato di fermare la Brocca, prese subito le redini del festival: Buonasera spettatori del Tao film fest, purtroppo c’è stato un problema con la nostra general manager che ha accusato un piccolo malore. Niente di grave! ma non può proseguire lo spettacolo…Quindi anticipiamo i tempi e proiettiamo il film in programma questa sera “Picnic at Hanging Rock”. Questo film, che ha reso noto in tutto il mondo Peter Weir e il cinema australiano, torna a Taormina dopo 42 anni. Venne proiettato in anteprima europea in questo stesso luogo e fu premiato con il Gran Prix. Buona visione.

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Sconcerto al festival di Taormina. Parte I

Tivadar Csontváry Kosztka; Le rovine del teatro greco di Taormina

 

Tramonto a Taormina

Un fiume di gente calpesta a passo lento il corso Umberto; tra chi odora ancora di salsedine e chi si è già messo in ghingheri per la sera. Giù, nella spiaggia di fronte a isola Bella, non sono rimasti che pochi bagnanti: una turista bionda di mezza età, tutta agghindata, che legge le ultime pagine di un noir di autore ignoto tedesco, una coppia di adolescenti che si sbaciucchia appassionatamente sul bagnasciuga senza curarsi di chi e che cosa ci stia intorno e un uomo in maschera e tubo che, emergendo dal fondo del mare, interrompe un silenzio surreale.

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La militanza del cinema King

Pomeriggio al King: Cinestudio

Il film è Su Re del regista architetto Giovanni Columbu, una versione sarda della passione di Cristo con attori non professionisti ambientata tra le pietre di Supramonte. Un film visivamente ostico e che difficilmente troverà posto in una prima serata di un canale generalista della televisione italiana. Il numero di spettatori non supera la decina e tutti abbondantemente sopra l’età della pubertà.

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Recupero, un cinema in agonia

Mentre scrivo questa introduzione conosco poco della storia del Recupero. Un cinema di Catania sito nel quartiere di Picanello, in via Duca degli Abruzzi, dove spesso ho visto film insoliti e di qualità rispetto alla programmazione omologata dei cinema etnei. E non si direbbe per via della condizione fatiscente in cui questa struttura versa.

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Il senso del luogo nel cinema

  Stephen Shore. “2nd Street East and South Main Street, Kalispell, Montana, August 22, 1974″

Quando parliamo di connessione tra cinema e senso del luogo, vogliamo riferirci a quel tipo di racconto dove i personaggi sono immersi in un territorio specifico e peculiare tanto che la sua drammaturgia si possa sviluppare in quel posto e in nessun’altra parte.

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Vita Da Set

Articolo di Federica D’Ignoti

Sveglia ad orari improponibili per andare in posti spesso che non hanno accesso al pubblico, in condizioni igieniche disagiate. Lavori la maggior parte delle volte per più di 10 ore, in alcuni casi anche venti.

Spesso la sera prima di andare a letto conti con le dita le ore di sonno che hai davanti a te e quando completi la mano ed arrivi a cinque, sei felice perché sai già che l’indomani ti sveglierai riposato. E poi corri, corri tutto il giorno, con l’ansia che a tutti i costi devi finire il tuo lavoro  perché, come se fosse una questione di vita o di morte,  devi rispettare gli orari e se non lo fai,  sai che sarà colpa tua e questa cosa non può accadere perché hai la responsabilità di altre circa 70 persone che hanno bisogno di te per andare avanti, oltre ad avere il peso di migliaia di euro sprecate inutilmente, hai la responsabilità che se sgarri, quella cosa non potrà più essere fatta, perché non c’è la luce, non ci sono più i permessi, quella persona poi è impegnata in un altro lavoro, non ci sono più i soldi.

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L’ alchimia della sala cinematografica

La gente di ogni ceto sociale si accalca nell’atrio del cinema e attende il turno dello spettacolo serale. Si aprono le porte dell’unica sala del cinematografo e bambini, donne, uomini, anziani, mignotte, papponi, intellettualoidi, sognatrici e disturbatori entrano per celebrare il rito collettivo della condivisione. Si spengono le luci e inizia lo spettacolo nello spettacolo.

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Emozioni in digitale

Questo è un periodo in cui l’immagine è troppe volte svilita dalla sua immediatezza. La possibilità di essere autori d’immagini pervade tutti perché è immediata. Telefonini, macchine digitali, reflex e mirrorless; una rivoluzione che ha reso tutti potenziali autori. Oggi le possibilità sono infinite. Il digitale ha democratizzato la possibilità di creare quantità infinite d’immagini, cosicché, molte volte, la discriminante tra un lavoro “professionale” e uno “amatoriale” sembra dipendere quasi esclusivamente dalla sua definizione: hd, full hd, 4k e 5k e poi chissà dove si arriverà. È una corsa ossessiva all’immagine più nitida, che sembra non avere un punto di arrivo.

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