Categoria: EVENTI E VENTI

Cose delle donne confinate

 

articolo di Ombretta Costanzo

“L’ordigno è un anello in oro 18 carati. E’ formato da una calotta e due piccole branchie che possono essere divaricate o avvicinate, con la distensione o meno di una molla a spirale, che si avvolge nella parte superiore delle branchie”.


L’ordigno in questione è un anello uterino, un pericoloso attrezzo anticoncezionale, uno strumento di aborto, “un’opera di aperta offesa morale” che determina un vivo allarme sociale. Nel 1929 una certa Sebastiana Di Stefano, una scaltra e apolitica levatrice viene arrestata insieme all’orafo De Santis, nella cui officina vengono ritrovati “ordigni” destinati ad un business regionale e vari attrezzi necessari per produrne altri: una fabbrica della morte! La Di Stefano racconta di esser venuta a conoscenza del metodo anticoncezionale da una sua amica tornata dagli Stati Uniti che si era sottoposta al montaggio dell’arnese a scopo meramente antifecondativo: l’eccessivo dolore durante il parto e l’intenzione di non ripetere più simili esperienze l’aveva invogliata a sperimentare su di sé la soluzione. Dunque Sebastiana, dopo aver partorito quattro volte, entusiasta, decide di coinvolgere un orafo per la riproduzione fedele del prototipo galeotto che spedì entrambi al confino.

…o come dicevan tutti Peppa ‘a cannunera

Articolo di Ombretta Costanzo

Via Peppa la cannoniera è incastonata in quella trama di “vanedde” che si mimetizzano nella zona più folkloristica e intrigante di Catania da cui mi ostino ad estrarre propositi con misterioso sentimento. Ho un’antica fissazione per nomi di vie e piazze, da piccola le memorizzavo come se fosse un lavoro; “via Peppa la cannoniera” trovavo fosse insolito e divertente e chiesi notizie a mia mamma. Chiaramente ho rimosso in breve tempo, finché, in una delle mie recenti perlustrazioni socio-antropologiche, ho esplorato via Purgatorio, la perpendicolare, mi giro e rileggo quel nome.

Sarò io, strana questa editoria. Oggi, giornata mondiale del libro

Il 23 aprile ricorre la giornata mondiale del libro e dell’editoria. Non so davvero quanto attiri, né credo sia così particolarmente conosciuta. Questa giornata però merita un minuto per alcune riflessioni sullo stato di salute dell’editoria. Una più di tutte. Per quale motivo si pubblicano così tanti libri a fronte di uno scarso numero di lettori? Libri su libri in una produzione, oserei, bulimica.

Giovanni Verga e l’illusione (o la disillusione) della realtà

 

“L’onorevole Scipioni” sarebbe stato un compendio di dominio e ingegno innestati in assoluta autonomia su un progetto di auto esaltazione, frutto di una considerazione negata dal pregiudizio sociale attento alla sua nascita illegale; altresì un uomo di legge nato fuori da principi legittimi. E’ un archetipo dell’uomo politico inserito in qualche corrente attualizzata a posteriori;

“L’uomo di lusso” invece si accomoda sull’alloggio spigoloso dell’ambizione socio culturale, ingloberebbe, a quanto pare, il sogno dell’artista raffinato scosso da cupidigia e immodestia che lo distraggono dalle controversie terrene sulle quali annega con sofferente consapevolezza.