I libri dei giovanissimi

Prima di cominciare a stilare questa lista di libri, mi preme informare dei criteri che mi hanno guidato nella selezione.

Il mare magnum dell’editoria dei ragazzi è tale che basta nulla per perdersi. Le case editrici offrono una tale gamma di prodotti tra illustrazioni, fumetti e libri, che è davvero difficile barcamenarsi per chi, come il sottoscritto, rappresenta ormai un outsider.

Quindi, i criteri guida sono stati di grandissimo aiuto.

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Oltre le reti di Cristina di Pietro

La questione Muos è stato un ciclone che ha avvinto interamente l’opinione pubblica coinvolgendo un’infinità di attivisti per la difesa di un territorio stuprato dalla prepotenza statunitense.

Ma seguiamo un ordine. Cosa sono i Muos? Acronimo di Mobile User Objective System è un sistema di comunicazione satellitare ad alta frequenza progettato per far interagire le forze navali, aeree e terrestre, in qualunque parte del mondo queste si trovino.

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Passaggi in Siria di Samar Yazbek

Recensione di Ombretta Costanzo

Se penso alla Mesopotamia si attivano all’istante associazioni miste tra profonda cultura e radicata civiltà, utili per gestire con critica equilibrata ma tuttavia amara, la durezza delle immagini evocate.

E’ proprio la Siria il terreno in cui oggi ci si copre il capo con lo “hijab” per difendere l’incolumità individuale da imposizioni sociali islamiche e per proteggersi dai quei cumuli di bombe a grappolo che imperversano sovrane in una landa sconvolta da terrore.

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La ragazza che dormì con Dio di Val Brelinski

La ragazza che dormì con Dio è indubbiamente un esordio potente. Il titolo, a dirla tutta, è foriero di così tante allusioni che è difficile non cimentarsi nella lettura, anche solo per curiosità. L’autrice è Val Brelinski, pubblica la casa editrice Nutrimenti e, a titolo di riconoscimento, il romanzo è splendidamente tradotto da Sandro Ristori.

Innamorarsi è dar vita a una religione il cui dio è fallibile.

La provincia americana, la bigotta e moralista provincia, è fulcro e bersaglio del romanzo. Per certi aspetti potrebbe ricordare un quadro di Hopper, con quegli scorci di solitudine patinata, o con quei tramonti che si spengono a saracinesche chiuse.

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La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato

Devo ammettere che quello che mi ha convinto a intraprendere la lettura del romanzo è stata l’immagine sulla copertina, ovvero il quadro di Balthus dal titolo Ragazza con gatto. E a me Balthus piace un botto. Quell’inclinazione, lontana dal perverso e dal pornografico, di provocare, di suscitare del disagio/scandalo attraverso la rappresentazione della sessualità infantile che spesso ha quasi dello sfacciato come nella Lezione di chitarra. L’immagine, era vero, poteva suggerire il contenuto, ma non vi badai minimamente.

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Sicilian Comedi di Ottavio Cappellani


Gli stereotipi, è un dato inoppugnabile, sono difficili da smantellare; su certi argomenti, poi, si perde a tavolino senza dover fornire troppe spiegazioni.

Di determinate cose, infatti, noi siciliani non ce ne liberiamo manco a morire, sono il nostro derma sopra il quale sciddica la maggior parte delle buone intenzioni. La mafia rappresenta qualcosina di più che un fenomeno culturale e sociale dell’isola; è questo, sì, ma anche il suo opposto.  È una faccia, una delle due che indossiamo senza potercene, nostro malgrado, sbarazzare. Un po’ come le teste di moro, in siciliano graste, che leggenda e tradizione vogliono inseparabili.

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Dei nostri fratelli feriti di Joseph Andras

Recensione di Ombretta Costanzo

“Tahia El Djazair” ripetuto tre volte, è il grido “liberatorio” disturbato dal ronzio delle tempie che Iveton pronuncia pochi minuti prima di lasciare il suo ricordo a una patria per cui ha lottato e sacrificato la dignità.

Operaio e militante comunista e anticolonialista francese, Fernand Iveton è stato l’unico europeo a essere giustiziato dopo un fallito tentativo di sabotaggio, durante la guerra d’Algeria scoppiata nel 1954, per proclamarne l’indipendenza dalla politica coloniale della Francia.

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Suttaterra di Orazio Labbate

Desideravo leggere nuovamente Orazio Labbate, e già prima che il giovane scrittore concepisse questo suo ultimo lavoro. L’ho conosciuto, infatti, con la sua opera precedente, Lo Scuro, un romanzo dagli umori gotici con cui ha esordito qualche anno fa. Tanto nel primo quanto nel secondo, i protagonisti, metafisici e terreni nello stesso tempo, sono la famiglia Buscemi.

Suttaterra, Tunuè edizioni, è un romanzo suggestivamente epico. Giuseppe Buscemi, figlio del già noto Razziddu, di mestiere becchino, è vedovo, non ancora trentenne e vacilla, già solo per questo, tra la vita e la morte. Improvvisamente, e dal nulla, Giuseppe riceve una lettera da Maria, la moglie defunta, che lo prega di raggiungerlo in Sicilia.

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Memorie di uno psicopatico di Venedikt Erofeev

Recensione di Ombretta Costanzo

Rifletto a ritroso dall’ultima pagina in cui si centrifugano stile, contenuto, idee e contraddizioni: “ … chi sbircia alle finestre altrui vede sullo sfondo della tenda scura il riflesso della sua stessa figura”. Finestre, tende viola, riflesso: conclusione allegorica della ragnatela costruita con gli “sputi” di una vita irriverente, sognante e allo stesso tempo lucida e cinica. L’alcol, la follia, il suicidio, la tragedia umana sono strumenti tramite cui il giovane Erofeev ci racconta tutto lo spazio circostante nel quale vive inquieto e spaccato tra la ricerca di un’elevazione e la celebrazione di ciò che è reietto, con un esame tanto minuzioso quanto risentito.

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Fuga da Gaza di Selma Dabbagh

Il Gruppo di Polifemo quest’oggi atterra a Gaza. Siamo sempre ospiti della casa editrice Il Sirente che con la collana altriarabi ci offre ancora una volta un Medio Oriente che profuma di resistenza e di speranza.

Gaza è sempre lo scenario singolare che conosciamo, un territorio rivendicato dai palestinesi ma occupato e controllato da Israele.

Le intifade, che si sono susseguite negli anni mietendo un numero esasperato di vittime, hanno contraddistinto un conflitto, israelopalestinese, che non ha vena di risolversi in alcun modo.

E’ così intricato di risentimenti, rancori, trame d’odio e di vendetta che sembra si sia lasciato alle spalle il principale motivo per cui tutto è iniziato.

È da queste riflessioni che nasce il romanzo d’esordio di Selma Dabbagh, scrittrice anglo palestinese, che con Fuga da Gaza racconta la storia della famiglia Mujahed.

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