INERTI di BARBARA GIANGRAVE’

Acremonte è il paese immaginario dell’autrice. A leggerlo non sembra così immaginario, al contrario ricorda quei paesi che noi meridionali abbiamo confinanti, a qualche metro da casa; e questo nella migliore delle ipotesi, cioè quando non siamo costretti a viverci.

La fantasia del resto è sempre un processo d’imitazione, il fatto che Acremonte non esista, il fatto che gli Acremontani siano dei semplici cittadini che vivano senza voler complicazioni, per intenderci camurrie, il fatto che il lavoro non sia un diritto ma, se non un privilegio, uno scambio di favori, il fatto che nessuno parla, nessuna denuncia, nessuno contesta, ecco tutto questo non rende Acremonte la suburra di un Impero, ma un paese come tanti.

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