La celestialità delle parole de la Libreria Libò

Titolo strano vero? e si questa volta ci stà!

Di recentissima uscita per Sinnos, ci siamo trovate tra le mani questo splendido esemplare di letteratura per ragazzi dal titolo Celestiale. Impossibile passasse inosservato!

L’autrice Francesca Bonafini, fino ad ora scrittrice di letteratura per adulti, con questo romanzo esordisce nel settore per ragazzi e con argutezza e scorrevolezza ci racconta di quelle emozioni in cui ciascun lettore o lettrice può riconoscersi.

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La notte dei botti di Biagio Cepollaro

Dobbiamo fermare l’orologio e abbracciare le lancette per vivere la dimensione allegorica di un segmento temporale scritto più di trent’anni fa: cosa è La notte dei botti di Biagio Cepollaro Miraggi edizioni?

Più volte è stato definito un romanzo profetico che interpreta l’Italia “alle soglie di un ventennio politico che per alcuni di noi si profilava oscuramente come una notte lunga, la vera notte della Repubblica, un tunnel interminabile”, i cui protagonisti sono i resistenti seminati in una zolla confusionaria e circoscritta di un autogrill, in cui non si ha percezione nitida di cosa succeda e la curiosità tende la corda capoverso dopo capoverso.

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Ed è subito Nobel. Salvatore Quasimodo

«Jean Cocteau è un emerito porco. René Char scrive di coglioni impagliati. Alberto Savino, un mediocre. Saba? È un cretino infinocchiato da Freud. Penna un grazioso pederasta. Montale una specie di pidocchio che si nutre delle proprie caccole»Non sono le parole di un hater dell’era facebukiana, o di un qualunque irrisolto detrattore, qui a commentare è il canuto Ungaretti.

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Viaggio al termine della notte di Ferdinand Louis Céline

Se Classico è qualunque cosa che conserva inalterata la sua fiamma, lo slancio vitale che lo ha definito, Viaggio al termine della notte è indubbiamente rubricabile sotto questa voce.

Adesso, e ancora di più, a ottant’anni dalla sua pubblicazione.

È cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente.

È cominciata che un giorno di aprile del 1923, il giovane editore parigino Donoel trova sulla scrivania un dattiloscritto di 900 pagine, spazio due, che non porta alcuna indicazione sull’autore. È cominciata così che la lettura di questo dattiloscritto lo porta a una tale esaltazione che mette in moto tutte le sue forze per rintracciare l’autore.

«mi trovai davanti un uomo straordinario come il suo libro. Parlò due ore da medico che sapeva tutto della vita, da uomo di estrema lucidità, disperato e freddo e tuttavia passionale. Lo rivedo ancora nervoso, agitato, occhi azzurri, uno sguardo duro, penetrante, l’aria stralunata.

 

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Cometa di Gregorio Magini

I tre comandamenti di Raffaele sono: non lavorare, non aspettare, non invecchiare. Ne mancano sette per completare l’egemonia irriverente di una vita capovolta. Raffaele è il primo uomo che germina tra le pagine di Cometa di Gregorio Magini, Neo Edizioni, creatura primordiale all’alba di una vita che sembra tramontare ad ogni sguardo per rigenerarsi ciclicamente.

Il triplice motto su cui si dipana il cursus honorum dell’allucinato protagonista è una contesa devastante tra pretese e inquietudini, inseguimento di ideali senza idee e adempimenti inesistenti di percorsi mai intrapresi tra ragionamenti apocalittici e vizi brutali di lussuria a compensazione di amore negato.

Una lotta continua tra consapevolezza e derealizzazione di una personalità priva di collocazione cosmica. La prima tela del libro è affidata ad una malinconica e grottesca pornografia inquieta ed irrequieta che si ripropone dietro l’angolo con cadenza ormai prevedibile ma tuttavia sorprendente.

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Lo scaffale delle prime letture di Libò: aperto a tutti!

 

Con un bambino piccolo, spesso, mi capita di stare comodamente seduta sulla poltrona gialla della libreria ad allattare proprio accanto allo scaffale delle cosiddette “prime letture”. Ultimamente mi sono imbattuta in un titolo che – avendo come primogenita una donna – aveva attirato la mia attenzione fin da quando abbiamo fatto l’ordine all’editore: “mi piace SpiderMan…e allora?”

Settenove è un editore scelto con amore e soprattutto scelto per contrastare gli stereotipi che ormai accomunano tutto e tutti,  purtroppo.

L’editore così si presenta sul sito: “Una casa editrice per la prevenzione della violenza di genere. Nuovi linguaggi, senza stereotipi. Diritti, rispetto, collaborazione”.

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La terra scivola di Andrea Segre

Recensione di Grazia Chillè

Torpignattara, Roma.

Francesca e Yasmine, intime amiche, complici. Due culture dfferenti.

Siamo nella realtà evoluta, la questione delle diverse culture presenti in Italia è trattata da un punto di vista 2.0, Yasmine arriva dal Bangladesh già moglie e madre, si contraddistingue per la sua appartenenza a Roma e per il senso di possessività acquisita nei confronti della stessa città.

“E’ proprio perché non sei di qui che sei di qui”.

Francesca è di Padova e colloca corpo e mente in un posto non suo, per caso o forse per necessità.

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La Dora dei miei sogni di Massimo Torre

L’onirico percorso tortuoso che Massimo Torre costruisce tra carta e momenti lirici, è un romanzo di impronta distopica che ondeggia tra realtà e illusione. Si chiama La Dora dei miei sogni edito da Giulio Perrone Editore, dunque un nome preso in prestito da Freud, degno maestro di menti perverse in costante affanno interpretativo, e un palese riferimento allo psicanalista che continua ad avvolgere autori e lettori in nevrosi esistenziali.

Dora è una fittizia presenza che tuttavia esiste e persiste finché morte non la separi dalla voce narrante che si chiama Mauro, un uomo avvolto tra pensieri scomposti, azioni sconnesse e profonde paure che si rifugia nella più assurda fantasia riabilitativa.

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