Sarò io, strana questa editoria. Oggi, giornata mondiale del libro

Il 23 aprile ricorre la giornata mondiale del libro e dell’editoria. Non so davvero quanto attiri, né credo sia così particolarmente conosciuta. Questa giornata però merita un minuto per alcune riflessioni sullo stato di salute dell’editoria. Una più di tutte. Per quale motivo si pubblicano così tanti libri a fronte di uno scarso numero di lettori? Libri su libri in una produzione, oserei, bulimica.

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Nozioni di base di Petr Kral

Recensisco un altro “Tamizdat” di cui a questo punto vale la pena spiegare il significato o perlomeno cosa si intende: “Tamizdat” era il termine che indicava le opere occidentali (provenienti da “tam”, cioè da “là”) in circolazione clandestina tra Trieste, Gorizia e Berlino, nei deprimenti anni della Guerra Fredda.

“Viaggiare senza smettere, tra le curve, di scrivere il proprio romanzo” potrebbe essere un epitaffio oppure una sinossi ben strizzata della destrutturata enciclopedia proposta da Petr Kral, intelligenza ceca esule per questioni politiche, surrealista antisovietico che offre il titolo “Nozioni di base” Miraggi edizioni, al flusso di coscienza su cui struttura il suo lavoro.

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IGNAZIO BUTTITTA: IL CANTORE DEGLI ESCLUSI

I politici Italiani ca sannu i boni frasi
chiammanu stu spittaculu ” Tiatru di vastasi”.
Vasatasi sunni chiddi ca stannu nte i palazzi e fannu a notti jornu e tutti li intrallazzi…..
Nàutri semu artisti,artisti pupulani: cu trasi si diverti,nni duna un pezzu i pani.
Rapprisintammu a vita; dicemu cosi veri:
imbrogghi chi cuminanu i ministri ai ministeri…I scannali e l’abusi contru li puvireddi ca ci paremu porci e nni scorcianu a peddi.A tassa supra a casa u daziu nta farina
nuàutri pani picca e iddi a panza china.
U Presidente joca a cummannari:
e parla l’iitalianu…
cu taci un sbagghia mai…
battemmuci li manu

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Ho scoperto di essere morto di Joao Paulo Cuenca

Ho scoperto di essere morto, scritto dal brasiliano J.P. Cuenca, Miraggi Edizioni, è un testo arrabbiato che traduce, in crescenti allucinazioni, un provocato abbrutimento intellettuale che offusca le più segrete inclinazioni. La voce guida gioca tra l’elenco di vie brasiliane e ricorrenti trip geografici, con un rigurgito verbale che palesa incontinenza e irrequieto intorpidimento.

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A misura d’uomo di Roberto Camurri

L’inattesa o sensazionale imprevedibilità che appizza ‘na iunnata, che scombossula u ciriveddu, ecco, quello che non mi dispiacerebbe provare a termine di un romanzo.

Intingoli di splatter, non sono da escludere. Ad esempio, i due sposini corrono mano nella mano lungo lo scompigliato campo di grano, si amano follemente, si guardano melensi negli occhi, tanto futuro davanti, lui d’un tratto cade e la testa gli finisce dentro una trebbiatrice, le orecchie schizzano via e diventano dei sottobicchieri

Non è la richiesta di un genere, già ricco, vasto e con un suo pubblico, è l’ambizione di vedere gli autori della penisola allontanarsi un pochettino dal loro ombelico.
Vien proprio da provar nostalgia per lo stolto che guarda il dito, piuttosto che, sì, la luna.

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La madre di Eva di Silvia Ferreri

Eva non è la protagonista del romanzo di Silvia Ferreri che decide di dar come titolo “La madre di Eva”  – Neo Edizioni –  al magistrale lavoro edificato su un’introspezione ostinata, che incide nella cornea del lettore la luce riflessa di un’anima dalla sensibilità corazzata e incorniciata da capelli rossi, che ne infuocano i contorni.

La madre non ha un nome e la chiamerò “la madre” rischiando un’infinita successione anaforica che possa rendere omaggio a una donna che non ha scelto di essere genitore, tanto meno genitore di Eva, ma si ritrova a realizzare inesorabilmente tale condizione seduta davanti ad un vetro, dietro cui qualcosa sta per cambiare irreversibilmente.

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L’urlo e il furore di William Faulkner

Mi trovavo a Dublino la prima volta che l’occhio mi cadde sul romanzo di Faulkner. Era una bancarella super attrezzata con arrampicanti che ornavano ogni superficie scevra da libri. Il titolo era ovviamente nell’originale The sound and the fury e la copertina… la copertina, Boh!

Ricordo però che mi piaceva il titolo e il nome dell’autore di cui non sapevo assolutamente nulla.

William Faulkner

Non lo acquistai, non so il perché, ricordo però che qualcuno mi passò una pinta di guinness e tutto svanì. Da allora sono passati sette anni e dell’Urlo e il furore ho perso le tracce. Ci troviamo a Roma adesso. Siamo nel 2010.

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La magica letteratura di Giuseppe Bonaviri

Nella notte, lasciati….e vecchie con lucerne alle finestre, andavano con carri: dormivano il merlo, la quercia, il guerriero, Gesù beveva, guardando…..

“L’incominciamento” di Giuseppe Bonaviri, di cui oggi 21 marzo 2018 ricorre il IX anniversario dalla morte, sembra a primo sguardo un tentativo di neorealismo un po’ attardato, a cui si accosta con occhio strabico, per mettere in scena “pupi” siciliani poveri ed emigranti. In veste quasi “ sacra” di fedele mineolo, sebbene ometta reiterate circostanze tipiche della letteratura meridionalistica, intona tuttavia con petto da tenore, il suo lirico lamento

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Il prete bello di Goffredo Parise

Non sembra neppure tanto vero ma il prete bello rappresenta il primo bestseller – si dice anche da noi così? – italiano.

E’ indubbiamente il romanzo di Parise che ha avuto il maggior riscontro commerciale. E non solo qui, decine sono state le traduzioni che gli hanno permesso notorietà all’estero.

Viene da chiedersi quasi perché? Cioè perché un’opera del genere abbia titillato la curiosità di un popolo così parco di lettere come il nostro tutto fashion e aperitivi.

E cosa ancora più strana è che il prete bello, lo stesso seguito, non l’ha avuto con la critica che ha nutrito, al contrario, parecchie perplessità.

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