Il Gruppo di Polifemo

È nato un amore (im)possibile. A proposito di bookabook

L’editore che bocciò La fattoria degli animali non ci pensò due volte. Scrisse una lettera canzonatoria informando Orwell che i lettori americani non avrebbero mai letto storie con maiali come protagonisti.
Da questa parte del continente, invece, Elio Vittorini rifiutò aspramente il Gattopardo perché «troppo ottocentesco, troppo obsoleto». Marcel Proust, addirittura, visto l’inespugnabile stallo editoriale, pensò opportuno di auto pubblicarsi il suo Alla ricerca del tempo perduto.
Esempi di questo tipo il pianeta ne è ricco.

Gelosia

di Sara Bartolucci

Approcciarsi a un libro come “Gelosia” non è facile, soprattutto se non si conosce l’ autore, Alfredo Oriani. Egli, come i suoi romanzi, sono fra i “dimenticati”, coloro che, seppur dotati di enorme talento, non hanno avuto il riconoscimento che meritavano né in vita né dopo.
Oriani (1852-1909) è uno scrittore di fine Ottocento incompreso dalla maggior parte della critica del tempo e dal suo pubblico. A rivalutarlo fu Mussolini, che volle pubblicare tutta la sua opera in una raccolta di ben trenta volumi, regalandogli una popolarità post mortem più che meritata.

OSSA di GIAMPIERO MARGIOVANNI

di Sara Bartolucci

Giampiero Margiovanni, nonostante la giovane età, ha esordito con successo nel panorama editoriale italiano con il romanzo I sogni nelle lacrime, ma è grazie a “Ossa”, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019, che il suo talento viene confermato.
Edito dalla casa editrice Il Viandante nel febbraio 2019, il libro è una raccolta di diciassette racconti in cui i protagonisti sono un bel gruppetto di borderline, psicopatici, depressi e tipi ben poco raccomandabili. Ci sono i falliti, le prostituite, i ludopatici, gli artisti incompresi, i ragazzi in cerca di brividi e adrenalina e perfino la morte:

«Ha i capelli lunghi e sottili come spaghetti […] il viso sommerso di rughe, rigato come un foglio di carta messo a posto dopo esser stato appallottolato e calpestato da una mandria di bambini durante la ricreazione.
Non ha sopracciglia né ciglia e il colore dei suoi bulbi oculari tende al giallognolo. Il nero della matita attorno agli occhi le è colato sulle guance, facendo fatica a passare tra una ruga e l’altra.»

Il grido di Luciano Funetta

di Sara Bartolucci

«Mentre gli androni s’illuminavano e il neon iniziava a bruciare, nuvole impenetrabili attraversavano il cielo sopra la città. Una figura entrò in un vicolo. Un’altra ne uscì, identica alla prima. La strada era cieca.»

Candidato al Premio Strega 2016 con il suo romanzo d’esordio “Dalle Rovine” (Tunué), Luciano Funetta torna alla ribalta con un sorprendente distopico che scardina completamente i canoni classici della letteratura.

“Il grido” non è un libro comune e non ha una vera e propria trama: qui fantascienza e fantastico si fondono in una narrazione visionaria e allucinante; un vortice di scene futuristiche che rimandando ai più noti temi psicologici della letteratura del passato – straniamento, spaesamento, spleen, male di vivere -, attraverso una scrittura ipnotica, affascinante, dallo stile intenso e coinvolgente.

L’annusatrice di libri di Dasy Icardi

 

Quello di Dasy Icardi è un esordio con i fiocchi.  L’annusatrice di libri,  Fazi Editore  è un “libro che parla di libri” fra i migliori degli ultimi tempi. La storia è semplice: la quattordicenne Adelina viene trapiantata dalla campagna alla città, per la precisione a Torino. Ospite in casa di sua zia Amalia, vedova spilorcia e taccagna ma con un passato da soubrette, frequenta una scuola prestigiosa insieme a ragazze di buona famiglia. Il divario sociale e intellettivo si fa subito sentire e Adelina soffre di questo complesso d’inferiorità sentendosi inadeguata, meno bella, meno intelligente e meno fortunata di tutte le sue compagne.

Da Euripide a Philip Dick, chi ha inventato la realtà?

Il 412 A.C. è l’anno in cui è stata rappresentata per la prima volta Elena, la tragicommedia di Euripide. Epoca buia, imperversa la guerra del Peloponneso, Atene contro Sparta, Pericle contro Archidamo II. Il motivo per cui il drammaturgo riscrive il mito di Elena, elevandola adesso a simbolo della virtù coniugale, funge da espediente per assumere una posizione squisitamente antimilitarista. Le allusioni a un inutile spargimento di sangue, presenti nell’opera, infatti, sono molteplici.

Ricorderete, a questo proposito, il servo che, venuto a sapere dell’abbindolo, domanda sorpreso a Menelao «vuoi dire che abbiamo sofferto invano per una nuvola?» dove con nuvola ci si riferisce proprio a Elena, o meglio al suo ειδολον, la sua immagine, la sua evanescenza, il suo doppio.

In realtà Euripide non dice nulla di nuovo. L’idea infatti della virtuosa e castigata Elena, questa rivisitazione tragicomica di una Penelope in perenne attesa e che declina le profferte amorose del contendente di turno, la troviamo già nella Palinodia di Stesicoro.

Due secoli prima.

Maccheroni Connection di Roberto Minigioia

Un titolo insolito, una copertina dal sapore gangster e una trama avvincente; sono questi gli ingredienti di Maccheroni Connection, un romanzo poliziesco di Roberto Mingioia edito nel 2017 da Imprimatur.

La storia è coinvolgente fin dalle prime pagine, quando il protagonista, Francesco Spina, esce di prigione e si trova a dover scappare da una banda di criminali che meditano vendetta. Rifugiatosi in un bar della movimentata cittadina siciliana di Ogghiularu (località inventata che letteralmente significa “venditore d’aglio”), assiste all’uccisione di un uomo appena arrivato in città, un certo Luca Pappalardo.

Il Bufalo della notte di Guillermo Arriaga

«Prima che esseri umani, siamo animali […] E molto prima siamo dèmoni.»

Parole forti quelle dette da Tania, la protagonista femminile di “Il bufalo della notte”, scritto dal messicano Guillermo Arriaga e pubblicato in Italia da Fazi.
Un romanzo forte, emotivamente destabilizzante, che racconta le intricate vicende amorose e psicologiche di tre amici: Manuel, Gregorio e Tania.

IL GRADE CHIHUAHUA di Luca Raimondi e Joe Schittino

Il grande Chihuahua, secondo romanzo scritto a quattro mani da Luca Raimondi e Joe Schittino, edito da AUGH! nel 2017, è un ardito esperimento letterario, divertente e imprevedibile. La storia viene narrata in prima persona dal protagonista, un giovane studente universitario di Filosofia di Catania con uno strano hobby: l’omicidio.

Corpi estranei di Christian Rovatti

«“Ivan Navi?! Ma è un palindromo!” si sarebbe senz’altro sentito dire… Proprio così: un palindromo! Un nome bifronte, speculare, a due versi, come un errore reversibile, o il lusso di un’altra chance; ma anche illusorio come uno specchio, vano e ridondante come un perpetuo ritorno, beffardo come una condanna a ripetersi in eterno.»

Può un nome concentrare su di sé l’essenza stessa della vita di un uomo? Dopo aver letto Corpi estranei di Christian Rovatti, edito da Giraldi (2017), la risposta è si. Ivan è un musicista over trentenne alle prese con la famosa “crisi” che prima o poi investe tutti coloro che raggiungono quella determinata fascia d’età.