Genitorialità 2.0

Con la messa in crisi del modello patriarcale – che, per quanto discusso e discutibile, ha fornito comunque un organizzatore psichico, culturale e comportamentale al gruppo familiare – le dinamiche della coppia genitoriale, così come le relazioni genitori-figli, hanno subìto, a dir poco, uno scossone tellurico.

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Il corpo e l’anima. La nascita della coscienza

 

Mi è sembrato opportuno cominciare a fare un esame di coscienza, analizzarne la storia, osservarne gli sviluppi. È un tema, dico la coscienza, la sua scaturigine, la sua lungamente discussa esistenza, così la sua antropologica identificazione, che trovo di nutrimento inesauribile e inestimabile.

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Debole o forte, nelle tragedie e nei miti psicoanalitici

Nella società 2.0 parlare di debolezza può risultare assolutamente demodè.
Viviamo – o sentiamo di vivere – sotto l’egida dell’efficientismo più sfrenato e selvaggio che ci vuole rapidi, operativi, performanti, socialmente seduttivi ed emotivamente controllati.

Anche ai più piccini spesso, a scuola come in famiglia, viene richiesto un comportamento adultomorfo, un rendimento soddisfacente financo, talora, una pseudo autonomia.

Chiaramente, tutto a vantaggio (ma è solo un’apparenza) degli adulti che, in tal modo, si sentono sgravati dall’impegno, certamente faticoso, richiesto da un accudimento adeguato.

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Scuola, tra mondo esterno e gruppo interno

 

Bella Cohen, dello scrittore catanese Adriano Fischer, a un primo livello di lettura potrebbe presentarsi come il romanzo d’esordio di un quarantenne che non ha ancora del tutto metabolizzato gli anni controversi e tribolati della scuola, e sulla falsariga di Rostand, secondo cui la “penna ferisce più della spada”, li mette in scena nudi e crudi.

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DACCI LA NOSTRA ARTE QUOTIDIANA

 

“Aci e Galatea” di S. Grasso

Esiste ancora l’artista? E se sì, qual è la sua funzione oggi?

L’arte può essere intesa come un’operazione trasformativa dal sensoriale alla pensabilità, attraverso la simbolizzazione e attraversando le emozioni. Tutto ciò, presumibilmente, a partire dalle pitture rupestri rinvenute sulle pareti di una grotta, risalenti al paleolitico.

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Bella Cohen (Nulladie edizioni) di Adriano Fischer

Recensione di Cinzia Carroccio

Bella Cohen?

E chi era costei?

Glielo chiedo e faccio la figura dell’incolta, o non glielo chiedo affatto e spero di non farglielo notare fino a che, concluso il libro, l’arcano sarà svelato?!

Basta elucubrazioni, inizio e m’immergo in una lettura che, secondo me, ha solo il difetto di essere un po’ breve; mi sarebbe piaciuto ci fosse qualche personaggio in più nella storia.

Però che idea, una genialata, il nome di una scuola, di solito una dedica ad un grande, e non avere nessuna idea di chi sia! Mi fa pensare a Nanni Moretti e al Liceo “Marylin Monroe”, di filmica fama, l’unico che avesse avuto, nei miei ricordi, un’idea altrettanto viva.

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Umano troppo disumano

Non stiamo commemorando l’Olocausto, lo stiamo attuando, attualizzandolo giorno dopo giorno, complici volenti o dolenti di un genocidio di massa.
Il patto che l’Italia ha siglato con la Libia, la scorsa estate, è stato definito dall’Onu «disumano». Schiavitù 2.0 con migranti torturati nelle carceri e venduti all’asta nei lager libici.

Ma, d’altra parte, siamo abituati da anni alla tratta delle schiave africane, soprattutto donne nigeriane, violentate, abusate e costrette, sotto minacce e ricatto, alla prostituzione nelle nostre strade.

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Nessuna donna sceglie la violenza

Il Gruppo di Polifemo ospita il punto di vista di Pina Ferraro Fazio, storica fondatrice del centro antiviolenza di Catania

    La violenza contro le donne è un argomento che fa tanto clamore e su cui si giocano vere e proprie azioni di propaganda. Se ne parla in termini di emergenza e i giornali utilizzano linguaggi, costruzioni simboliche e narrazioni, che non centrano il vero problema, ma contribuiscono, per contro, a rinforzare un concetto distorto del fenomeno: si uccide per troppo amore!

Un’attenta disamina della produzione normativa, nazionale e internazionale, potrebbe indurci a considerare il superamento, già da lungo termine, di ogni forma di discriminazione di genere; sappiamo, tuttavia, che non è affatto così.

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Abuso: un attacco alla mente oltre che al corpo

I recenti casi di molestie e abusi sessuali che hanno interessato il mondo hollywoodiano (e, purtroppo, non soltanto quello), nonché la bagarre che ne è seguita, mi cimentano, da donna e da psicoanalista, in una riflessione che si propone di contribuire a fare chiarezza circa i processi psicologici che entrano in gioco in siffatte situazioni.

Innanzitutto, intendo occuparmi del perché la denuncia, semmai la vittima la inoltri, arrivi di solito a distanza di tempo rispetto a quando si riferiscono i fatti di abuso.

A partire dalla mia esperienza clinica, una donna, così come un’adolescente, per quanto si trovi all’interno di una situazione protetta e scevra da giudizio qual è la relazione analitica, riesce, in genere, a recuperare (ovvero ricordare e parlare di) episodi di molestie con grande fatica e sofferenza, e solo dopo aver stabilito un rapporto di fiducia che richiede un periodo variabilmente lungo di analisi.

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Adozione, un processo psichico e relazionale.

Un bambino adottato è un bambino traumatizzato nelle prime esperienze di vita e di relazione, in quanto ha subìto, inevitabilmente, gravissime carenze nell’ambiente familiare originario.

Accade, inoltre, che difficoltà nell’accudimento, abusi e violenze di varia natura, spesso si protraggono negli istituti ove viene collocato in seguito alla separazione dal nucleo familiare.

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