Impasto fra pulsione di vita e pulsione di morte

articolo di Luciana Mongiovì

La recente nuova ondata pandemica ci cimenta, ancor più gravosamente, col senso di caducità dell’esistenza umana. Questo secondo tempo sembra comportare infatti un aggravio economico e psicologico ulteriore, perché ci trova più deboli, depauperati dal “primo tempo”, o, forse, perché rileva la valenza traumatica – sul piano della rappresentazione psichica – della prima fase.

Gli accadimenti della contemporaneità, e nella fattispecie il ricorso nel mondo, più o meno a macchia di leopardo, del “sistema difensivo” del lockdown, ci mettono a confronto col tema della morte, non soltanto quella dolorosamente fisica dei cari che perdiamo ma anche in riferimento a un vissuto psichico di tipo depressivo che tende a diffondersi.

Gli eventi di questa nostra epoca controversa sembrano catapultarci, talora, dentro le stanze che ospitano la personale di un grande pittore, Goya o Kubin, in cui il visitatore s’immerge, venendone risucchiato, dall’intreccio inestricabile tra vita e morte, catturato da opere d’arte ove l’ineluttabile sofferenza umana si mescola con una spinta vitale.
Per gli stoici «appena veniamo al mondo, cominciamo a morire»; per lo psicoanalista francese Pontalis «la morte, dentro la vita, è “al lavoro”».

Continue reading

Pandemia: la funzione della scuola

articolo di Luciana Mongiovì

La scuola è ripresa ormai in quasi tutta Italia, certamente un passo in avanti rispetto a un auspicabile ritorno alla “normalità”. Un avanzamento significativo, innanzitutto, circa la possibilità di recupero ancorché parziale della socialità dei più giovani, di partecipare a lezioni de visu anziché da remoto, di condividere di presenza spazi, tempi, sensazioni ed emozioni. Gli affetti, ad esempio, possono essere vissuti, comunicati e condivisi, a pieno e in modo autentico, solo di presenza. Di sicuro, la didattica a distanza ha privato le nuove generazioni di una esperienza fondamentale e fondativa della psiche, del vivere sociale, della capacità di stare in relazione con l’altro nello stesso luogo.

Continue reading

Attesa, angoscia, speranza

articolo di Luciana Mongiovì
ll lockdown, che ha contrassegnato tragicamente i mesi scorsi, ha seminato tracce i cui effetti saranno, ancora, in larga parte da scoprire, analizzare ed elaborare, così come accade nelle situazioni post traumatiche le cui ricadute psicologiche possono essere colte e comprese soltanto apres coup.
Dal lavoro clinico psicoanalitico registriamo una recrudescenza delle angosce paranoidi, associate a movimenti regressivi e a un accentuarsi dei bisogni di dipendenza affettiva, assieme a un’intensificazione delle paure legate allo stato di salute del corpo, da una parte.
Nel versante opposto, si evidenzia una tendenza di tipo controfobico, volta alla ricerca dell’ebbrezza e della superficialità (spesso confusa, invece, col bisogno di leggerezza), con ridotta percezione dei potenziali rischi e pericoli, per sé e per gli altri.
Un primo ordine di considerazioni può riguardare l’attacco, subìto, alla capacità di pensare, progettare e proiettarsi nel futuro.

Continue reading

I nutrienti della mente

articolo di Luciana Mongiovì

L’impatto della pandemia, come reale brutale e potente, ha messo a nudo le fragilità dell’essere umano e il  suo bisogno intrinseco di sicurezza e senso di continuità dell’esistenza. Ne abbiamo bisogno a tal punto che, quando ne siamo privati, tendiamo a sviluppare gravi sofferenze mentali.

Continue reading

Quale civiltà oggi

articolo di Luciana Mongiovi

Nel vorticoso tempo “sospeso” del lockdown, in assenza di informazioni obiettive, siamo stati più o meno privati della possibilità di valutare accuratamente quanto stava accadendo e gli eventi tuttora in corso.
In questo interregno di transizione, contrassegnato da un allentamento delle misure d’isolamento per l’epidemia covid-19, abbiamo bisogno di creare uno spazio di pensabilità del pregresso ma anche di immaginare gli scenari futuri possibili, per poter apprendere dall’esperienza.

Gli effetti significativi su un piano psichico nella cosiddetta fase-due non saranno tanto la paura o la sospettosità con cui riprenderemo ad incontrarci ed eventualmente a riabbracciarci, quanto piuttosto gli scossoni, gli smottamenti subìti dal nostro apparato psichico.
Ma quali sono stati? Quali sono gli involucri psichici, del nostro stare al mondo, coinvolti da questi mutamenti? Quali le cesure e le regressioni attivate? E quali le certezze, cui si fonda la mente, messe in crisi?
Ma è, poi, davvero così?

Continue reading

Caducità e pandemia

Statistica A-Z

articolo di Luciana Mongiovì

Lo stato di emergenza – Covid-19, che ha modificato in modo così repentino e drastico le nostre abitudini di vita sovvertendone alcune delle coordinate di riferimento, unitamente alla paura del contagio e all’isolamento sociale, sta riattivando, spesso potenziandole in intensità, angosce profonde e primitive che, come primo effetto, mettono a dura prova la nostra capacità di pensare.

Continue reading

Tanto a me non accadrà mai!

articolo di Luciana Mongiovì

Alcuni fatti di cronaca alquanto cruenti, che hanno scosso la sensibilità collettiva alimentando – come è consuetudine – una sorta di tribunale mediatico, richiedono delle riflessioni più attente. Quando, ad esempio, un bambino piccolo viene dimenticato dentro una macchina per ore con temperature infernali, quando due ragazze attraversano la strada in condizioni di estremo rischio col semaforo rosso e la pioggia battente, quando una persona si mette alla guida dopo aver ingerito alcol e/o assunto stupefacenti, ci troviamo di fronte a fenomeni facilmente e difensivamente etichettati, e così liquidati, come incomprensibili e inaccettabili.

Continue reading

Lou Salomé e l’impudenza delle intellettuali

Articolo di Luciana Mongiovì

Nel 1931 S. Freud omaggia pubblicamente, con parole di insolita ammirazione, l’allieva Lou von Salomè, prima psicoanalista donna, riconoscendole una «superiorità su noi tutti, conforme alle altezza dalle quali Lei è scesa a noi».

Cinquant’anni prima si era avvalso di una metafora affine F. Nietzsche quando, incontrandola per la prima volta a San Pietroburgo, le aveva chiesto incantato dalla “giovane russa”:«Da quali stelle siamo caduti per incontrarci qui?».

Continue reading

Una risata vi seppellirà!

 

Articolo di Luciana Mongiovì

Nella prefazione de “La voce del padrone” (1968) dello scrittore polacco Stanislaw Lem – lo stesso, per intenderci, del celebre “Solaris” (1961) – l’autore condivide col lettore alcune intime note autobiografiche, rivelando un acume introspettivo di pregevole spessore e coraggio.
Scrive Lem a proposito del suo “male”:«Negli ambienti più decorosi, per esempio in chiesa, o in compagnia di persone particolarmente rispettabili, il mio pensiero correva spesso verso ciò che mi era proibito. (…) Non ricordo quando fu che li intrapresi per la prima volta. Ricordo solo il terribile senso di rimpianto, la rabbia e la delusione che mi accompagnarono per anni quando fu chiaro che nessun fulmine, in nessun luogo e in nessuna compagnia, avrebbe colpito la mia testa colma di cattivi pensieri. (…) la verità è che quel fulmine, o qualsiasi altra forma di tremendo castigo e espiazione, io l’auspicavo, l’invocavo, e detestavo il mondo quale luogo della mia esistenza per avermi dimostrato la vanità di ogni azione mentale, ivi comprese quelle cattive. Per cui, pur astenendomi dall’infierire sugli animali o sull’erba, trituravo pietre e sabbia, malmenavo gli utensili, torturavo l’acqua e facevo mentalmente a pezzi le stelle per punirle della loro indifferenza; e più capivo quanto comici e ridicoli fossero i miei gesti, più mi accanivo con furia impotente».

Continue reading

Dove va a finire la rabbia

 

Articolo di Luciana Mongiovì

«Un giorno, esaminando l’Etna, il cui seno vomitava fiamme, desiderai essere quel vulcano.”Bocca degli inferi, esclamai, se come te potessi inghiottire tutte le città che mi circondano, quante lacrime farei versare!». Così scriveva il Marchese de Sade in La Nouvelle Justine.

L’impulso alla distruzione e ad arrecare danno è certamente insito nell’umanità, per quanto costi ammetterlo. Ne sono testimonianze guerre, discriminazioni, violenze di diverso genere e grado.

Una questione atavica, dunque, su cui ci si è da sempre interrogati. Un problema al quale, negli ultimi anni, si sta provando a fornire una “pseudo-soluzione” facile, acquistando un semplice biglietto d’ingresso per una stanza particolare.

Continue reading