Il Gruppo di Polifemo

Ade e Adolescenza, una lettura psicoanalitica

Chi è Ade? A questa domanda non possiamo che rispondere che Ade è il dio degli inferi. Pur nondimeno, in quanto dio del cosiddetto “mondo di sotto”, può essere inteso anche come rappresentante di una parte del nostro mondo psichico; la parte più profonda, oscura e perturbante, ciò che chiamiamo Inconscio.

Donne del 2018

Abbiamo appreso alcune settimane fa dalla cronaca nera – come purtroppo accade periodicamente – che una madre, più o meno giovane, più o meno apparentemente “matta”, ha ucciso il proprio bambino di pochi mesi. Si tratta spesso di accanimenti sul corpicino del piccolo particolarmente efferati, che sembrano andare aldilà dell’intenzione di togliere la vita.

Perché? Domandarsi il perché di tali agiti, in casi come questi, è certamente più difficile che indignarsi, che porsi subito nei panni della vittima. Chiaro! Epperò sussiste anche una responsabilità etica collettiva innanzitutto nel cimentarsi a capire.

A QUARANT’ANNI DALLA LEGGE “BASAGLIA”

Quarant’anni fa – il 13 maggio del 1978 – venne approvata la legge n.180, la cosiddetta legge “Basaglia”, che rivoluzionò il modo di pensare la sofferenza mentale, la sua cura e la sua collocazione all’interno della società, rispetto agli orrori e abomini precedentemente perpetrati.

Sulla (trascurata) sessualità dei bambini

Il presente lavoro è rivolto non soltanto agli adulti che, in quanto genitori o per motivi di lavoro, vivono una relazione costante e significativa con i bambini, ma anche a tutti gli altri adulti, dal momento che provo a tracciare gli esordi e le prime espressioni della sessualità umana.

SULL’AGGRESSIVITA’ DEI BAMBINI

Genitori, insegnanti ed educatori si interrogano spesso sulla presunta valenza aggressiva di alcune condotte dei più piccoli, che possono sollevare difficoltà di gestione, specialmente oggigiorno dato il diffuso inserimento precoce dei bambini nella scuola materna se non, ancora prima, presso i nidi dell’infanzia.

In realtà, certi comportamenti dei bimbi – soprattutto quelli dei più piccoli (0-6 anni) – etichettati talora come segnali di aggressività, vanno almeno in parte reinterpretati.
Morsi, pizzicotti, tirate di capelli et similia.,

Agitare spauracchi per pilotare la paura

Viviamo, oggi più che mai, anni in cui il leitmotiv dei politici in auge e dei sedicenti esperti tuttologi, in bella mostra nei talk show, è quello del bisogno di sicurezza della società, del bistrattato popolo. Tanto che, nell’immaginario collettivo, non risulterebbe affatto bizzarro il paragone con gli anni “bui” del medioevo.

Il corpo e l’anima. La nascita della coscienza

 

Mi è sembrato opportuno cominciare a fare un esame di coscienza, analizzarne la storia, osservarne gli sviluppi. È un tema, dico la coscienza, la sua scaturigine, la sua lungamente discussa esistenza, così la sua antropologica identificazione, che trovo di nutrimento inesauribile e inestimabile.

Debole o forte, nelle tragedie e nei miti psicoanalitici

Nella società 2.0 parlare di debolezza può risultare assolutamente demodè.
Viviamo – o sentiamo di vivere – sotto l’egida dell’efficientismo più sfrenato e selvaggio che ci vuole rapidi, operativi, performanti, socialmente seduttivi ed emotivamente controllati.

Anche ai più piccini spesso, a scuola come in famiglia, viene richiesto un comportamento adultomorfo, un rendimento soddisfacente financo, talora, una pseudo autonomia.

Chiaramente, tutto a vantaggio (ma è solo un’apparenza) degli adulti che, in tal modo, si sentono sgravati dall’impegno, certamente faticoso, richiesto da un accudimento adeguato.