DACCI LA NOSTRA ARTE QUOTIDIANA

 

“Aci e Galatea” di S. Grasso

Esiste ancora l’artista? E se sì, qual è la sua funzione oggi?

L’arte può essere intesa come un’operazione trasformativa dal sensoriale alla pensabilità, attraverso la simbolizzazione e attraversando le emozioni. Tutto ciò, presumibilmente, a partire dalle pitture rupestri rinvenute sulle pareti di una grotta, risalenti al paleolitico.

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Bella Cohen (Nulladie edizioni) di Adriano Fischer

Recensione di Cinzia Carroccio

Bella Cohen?

E chi era costei?

Glielo chiedo e faccio la figura dell’incolta, o non glielo chiedo affatto e spero di non farglielo notare fino a che, concluso il libro, l’arcano sarà svelato?!

Basta elucubrazioni, inizio e m’immergo in una lettura che, secondo me, ha solo il difetto di essere un po’ breve; mi sarebbe piaciuto ci fosse qualche personaggio in più nella storia.

Però che idea, una genialata, il nome di una scuola, di solito una dedica ad un grande, e non avere nessuna idea di chi sia! Mi fa pensare a Nanni Moretti e al Liceo “Marylin Monroe”, di filmica fama, l’unico che avesse avuto, nei miei ricordi, un’idea altrettanto viva.

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Umano troppo disumano

Non stiamo commemorando l’Olocausto, lo stiamo attuando, attualizzandolo giorno dopo giorno, complici volenti o dolenti di un genocidio di massa.
Il patto che l’Italia ha siglato con la Libia, la scorsa estate, è stato definito dall’Onu «disumano». Schiavitù 2.0 con migranti torturati nelle carceri e venduti all’asta nei lager libici.

Ma, d’altra parte, siamo abituati da anni alla tratta delle schiave africane, soprattutto donne nigeriane, violentate, abusate e costrette, sotto minacce e ricatto, alla prostituzione nelle nostre strade.

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Nessuna donna sceglie la violenza

Il Gruppo di Polifemo ospita il punto di vista di Pina Ferraro Fazio, storica fondatrice del centro antiviolenza di Catania

    La violenza contro le donne è un argomento che fa tanto clamore e su cui si giocano vere e proprie azioni di propaganda. Se ne parla in termini di emergenza e i giornali utilizzano linguaggi, costruzioni simboliche e narrazioni, che non centrano il vero problema, ma contribuiscono, per contro, a rinforzare un concetto distorto del fenomeno: si uccide per troppo amore!

Un’attenta disamina della produzione normativa, nazionale e internazionale, potrebbe indurci a considerare il superamento, già da lungo termine, di ogni forma di discriminazione di genere; sappiamo, tuttavia, che non è affatto così.

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Abuso: un attacco alla mente oltre che al corpo

I recenti casi di molestie e abusi sessuali che hanno interessato il mondo hollywoodiano (e, purtroppo, non soltanto quello), nonché la bagarre che ne è seguita, mi cimentano, da donna e da psicoanalista, in una riflessione che si propone di contribuire a fare chiarezza circa i processi psicologici che entrano in gioco in siffatte situazioni.

Innanzitutto, intendo occuparmi del perché la denuncia, semmai la vittima la inoltri, arrivi di solito a distanza di tempo rispetto a quando si riferiscono i fatti di abuso.

A partire dalla mia esperienza clinica, una donna, così come un’adolescente, per quanto si trovi all’interno di una situazione protetta e scevra da giudizio qual è la relazione analitica, riesce, in genere, a recuperare (ovvero ricordare e parlare di) episodi di molestie con grande fatica e sofferenza, e solo dopo aver stabilito un rapporto di fiducia che richiede un periodo variabilmente lungo di analisi.

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Adozione, un processo psichico e relazionale.

Un bambino adottato è un bambino traumatizzato nelle prime esperienze di vita e di relazione, in quanto ha subìto, inevitabilmente, gravissime carenze nell’ambiente familiare originario.

Accade, inoltre, che difficoltà nell’accudimento, abusi e violenze di varia natura, spesso si protraggono negli istituti ove viene collocato in seguito alla separazione dal nucleo familiare.

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