La telefonata

Stavo lì per mettere un punto alla mia prima e soffertissima frase quando il telefono bussa, sì, bussa perché la mia suoneria fa toc toc. De gustibus! Che volete, mi evoca scenari campagnoli, vino, gladioli, poesia. Allora apro, cioè rispondo, e una voce femminile molto educata, molto intrigante, non invadente, mi chiede se sono io la persona cui sta chiamando.

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La terrazza su Corso Italia

 

Sì, insomma, gli uffici postali sono più puliti, non ci su schigghi, uciate, la gente è quasi più arucata, quasi. Nel senso che il taglia code, in fin dei conti, è una gran trovata, uno ha il suo numero e con questo si fa la sua fila. Certo sti cose di ultima generazione sono complicati, troppo tecnologici.

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Sulle tracce di Pirandello. Chiacchierata con il Maestro

Partito alla volta di Roma, sono arrivato che la giornata non poteva essere chiù luminosa. Ho preso il 19 e, dopo appena venti minuti, sono sceso a Trastevere. Trovare via Lumiere numero 15, roba di un minuto; è una di quelle vanedde che portano a piazza Santa Maria in Trastevere. Qui, al sesto piano, in una palazzina rosa elegante con un ingresso discreto vive Andrea Camilleri.

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Potere al propoli: il mito dell’invasione

Quest’articolo nasce essenzialmente da una parola che, per ragioni ignote, mi è rimasta a mantecare in testa per un po’ di tempo. E ancora ribolle. La parola è: invasione. A me evoca sempre la medesima immagine, un centinaio di valchirie che galoppano furenti, aizzati dalle note di Wagner.

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Leggere per legittima difesa

…diceva Woody Allen. Voglio dire, se esiste un motivo concreto per leggere, beh, è quello, per legittima difesa. Che si capisca o no, il libro resiste a qualunque aggressione e nella maggior parte dei casi mette in fuga l’aggressore. Quest’ampliamento della solitudine come lo definiva, boh, non ricordo, è il rifugio in cui si forma, si educa la personalità di un individuo.

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