Appunti per un naufrgio di Davide Enia

La tragedia avvenuta il 3 ottobre del 2013 segna l’inizio di un incubo, qualcosa di enorme, che spiazza pure l’indifferenza e che neppure la lontananza regala più sogni tranquilli. Il naufragio a Lampedusa straccia quella soglia d’impermeabilità con cui siamo cresciuti, da cui, più o meno consapevolmente, ci siamo voluti proteggere.

Siamo rimasti nudi e senza giustificazioni. O, forse, così mi sono sentito io. Le immagini che il telegiornale passava mi ripugnavano, e per solo questa reazione mi sono sentito complice di un massacro. Perché la domanda è: cosa deve fare un uomo quando è davanti a una tragedia di queste dimensioni?

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Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra di Sumia Sukkar

Oggi presentiamo Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra, romanzo di Sumia Sukkar, Edizioni il Sirente, traduzione Barbara Benini.

Confesso che, prima di iniziare a leggere, ho fatto una veloce ricerca su quali fossero i sintomi della sindrome di Asperger. La quarta mi aveva suggerito questa mossa e il titolo, parallelamente, aveva dato una spinta in più. Lo scopo era innocente, ovvero infiltrarmi nella storia come qualcosa di più di un semplice lettore, come qualcuno, insomma, che interagisse meglio con una realtà così lontana dalla propria.

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Catania: una città con il mare senza il mare

Immaginate una città con 9 Km di costa, due chilometri e mezzo dei quali occupati dal litorale sabbioso, altri due dei quali occupati dal porto e gli altri caratterizzati da tratti lavici di particolare pregio naturalistico che si assestano a quote comprese tra gli otto e gli undici metri. Immaginate inoltre che su questi tratti lavici dal forte pregio naturalistico sia stata inserita un’infrastruttura del peso della RFI (Rete ferroviaria italiana) che colloca in Piazza Giovanni XXIII la sua stazione passeggeri centrale. Bene, sarà facile a questo punto capire in che modo Catania si relazione al mare. Con molte difficoltà. Continue reading