Onde in ascolto de la Libreria Libò dei ragazzi e degli errori

“…una parola gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio...” cit. G. Rodari – La grammatica della fantasia.

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Gli ebrei italiani traditi due volte. Il caso di Guido Jung di Roberta Raspagliesi

“La persecuzione degli ebrei in Italia è stata poca cosa rispetto alla Germania”, “le leggi razziali sono state calate dall’alto a Mussolini”, “l’Italia non era antisemita”. Sono queste le frasi più comuni che spesso aleggiano ogniqualvolta si parli di Shoah o si commemori la giornata della memoria.

Come a voler sottolineare che il problema non ci riguarda, e soprattutto non riguarda la Sicilia, luogo da cui gli ebrei erano stati cacciati nel lontanissimo 1492, durante la dominazione spagnola.

Con questo piccolo intervento si vorrebbe portare alla luce la vicenda degli ebrei italiani fascisti.

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Librino, la ‘Periferia delle Periferie’

Ho conosciuto l’architetto Giacomo Leone una decina di anni fa: avevo deciso di concludere il mio percorso di studi in architettura, affrontando il tema delle periferie, in particolar modo di Librino e, approfittando dell’incontro di una mia cara amica con l’architetto nel suo studio, sono andata ad incontrarlo, per conoscerlo e conoscere i suoi punti di vista sulla ‘città satellite’, tanto discussa e criticata, di Kenzo Tange.

Ci accolse nel suo studio, un attico in via Reclusorio del Lume, in pieno centro di città, con una visuale che domina Catania su ogni fronte, dal vulcano al mare, a 360°. Indossa i suoi occhiali tondi in celluloide, bretelle e papillon, ne rimango subito colpita.

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Nudi come siamo stati di Ivano Porpora

Il romanzo di Porpora, Nudi come siamo stati, Marsilio editore, meriterebbe due recensioni simultanee, una per mano.

Proviamo a scomporlo,

Una prima parte è centrata sul rapporto discepolo maestro, Severo il giovane pittore, bolso, un fallito che fa arte che convive con la sua Anita, reclutato dall’artista affermato, Arsene, il quale, dopo aver visionato alcuni suoi quadri, decide di impartirgli delle lezioni.

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Umano troppo disumano

Non stiamo commemorando l’Olocausto, lo stiamo attuando, attualizzandolo giorno dopo giorno, complici volenti o dolenti di un genocidio di massa.
Il patto che l’Italia ha siglato con la Libia, la scorsa estate, è stato definito dall’Onu «disumano». Schiavitù 2.0 con migranti torturati nelle carceri e venduti all’asta nei lager libici.

Ma, d’altra parte, siamo abituati da anni alla tratta delle schiave africane, soprattutto donne nigeriane, violentate, abusate e costrette, sotto minacce e ricatto, alla prostituzione nelle nostre strade.

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Le sarde del turmarca (pasta ch’i sardi) di Lupo Alberto

L’alba appariva tremula agli occhi del turmarca Eufemio, ed il mare prima scuro e violento , ora placido s’illuminava a tratti dei bagliori residui della tempesta passata. Eufemio stringeva nervoso l’elsa della sua akinakes e osservava preoccupato i suoi uomini olivastri e pallidi, sfiniti, ciondolanti o scompostamente distesi in più parti di quella nave che da poco si era salvata da una tremenda tempesta.

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Il mare negato di Simon Caldwell

La Città di Catania dispone di litorali costieri vasti (lunghi 18 km) e diversificati per morfologia (spiagge sabbiose, colate laviche, scogliere), eppure rimane controversa e irrisolta la triste situazione del mare negato.

La zona della Plaia, il litorale sabbioso della città, a un paio di chilometri dalla centrale piazza del Duomo, è inchiodata all’immutabilità dalla mole di cemento giammai scalfita. Anzi!

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La casa che respira

Toti Domina (agronomo) e Tiziana Cicero (antropologa), sono i protagonisti del primo esempio di costruzione di una ‘Casa di Paglia’ in Sicilia, ai piedi dell’Etna, a 900 m s.l.m., in un piccolo angolo di paradiso, circondato ovunque dalla ‘felce rossa’, pianta dalla quale prende il nome la casa stessa.

Il Gruppo di Polifemo, nelle persone di ElianaRachele, li ha voluti intervistare. Ci accolgono Toti, Tiziana e il piccolo Lele, con una calda e profumata tisana alle erbe.

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Nessuna donna sceglie la violenza

Il Gruppo di Polifemo ospita il punto di vista di Pina Ferraro Fazio, storica fondatrice del centro antiviolenza di Catania

    La violenza contro le donne è un argomento che fa tanto clamore e su cui si giocano vere e proprie azioni di propaganda. Se ne parla in termini di emergenza e i giornali utilizzano linguaggi, costruzioni simboliche e narrazioni, che non centrano il vero problema, ma contribuiscono, per contro, a rinforzare un concetto distorto del fenomeno: si uccide per troppo amore!

Un’attenta disamina della produzione normativa, nazionale e internazionale, potrebbe indurci a considerare il superamento, già da lungo termine, di ogni forma di discriminazione di genere; sappiamo, tuttavia, che non è affatto così.

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Abuso: un attacco alla mente oltre che al corpo

I recenti casi di molestie e abusi sessuali che hanno interessato il mondo hollywoodiano (e, purtroppo, non soltanto quello), nonché la bagarre che ne è seguita, mi cimentano, da donna e da psicoanalista, in una riflessione che si propone di contribuire a fare chiarezza circa i processi psicologici che entrano in gioco in siffatte situazioni.

Innanzitutto, intendo occuparmi del perché la denuncia, semmai la vittima la inoltri, arrivi di solito a distanza di tempo rispetto a quando si riferiscono i fatti di abuso.

A partire dalla mia esperienza clinica, una donna, così come un’adolescente, per quanto si trovi all’interno di una situazione protetta e scevra da giudizio qual è la relazione analitica, riesce, in genere, a recuperare (ovvero ricordare e parlare di) episodi di molestie con grande fatica e sofferenza, e solo dopo aver stabilito un rapporto di fiducia che richiede un periodo variabilmente lungo di analisi.

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