Ci siamo rotti i polmoni

Terzo appuntamento con il dott. Danilo Pulvirenti, chimico e responsabile di progetto ambiente. Quest’oggi una chiacchierata sulla mobilità sostenibile e su quanto questa rappresenti un miraggio per il Comune etneo.

Cosa s’intende per mobilità sostenibile?

Avvalersi di mezzi alternativi all’uso di veicoli in modo da ridimensionare gli impatti ambientali e sociali che questi producono.

La mobilità comincia a diventare sostenibile nel momento in cui si provvede a sostituire le fonti di approvvigionamento energetico. Quindi eliminare, magari progressivamente e con una politica attenta e mirata, i combustibili che conosciamo e che sono gli unici che si utilizzano: benzina, diesel, anche lo stesso gas, il metano.

Il diesel, poi, a differenza di quello che si crede, inquina più della benzina. Costa meno, infatti, perché è meno raffinato. Le riconosciamo subito le macchine a diesel perché emettono polveri sottili quando accelerano. Purtroppo l’Italia ha il primato dell’inefficienza su questi campi, un po’ perché esiste da un lato lo strapotere dell’Eni e dall’altro quello della Fiat – un connubio di convenienza reciproca -, un po’ perché esiste un ritardo culturale non indifferente su questo genere di cose.

Anche il gas è inquinante?

Il gas inquina meno rispetto al petrolio, perché un conto è bruciare molecole complesse come quelle della benzina, altamente inquinanti, un altro è bruciare molecole molto semplici come quelle del gas dalle quali alla fine si ottiene Co2 e acqua. Tuttavia, l’intero percorso che va dall’estrazione al conferimento del gas, o del metano, nella macchina è analogo, in termini d’inquinamento, alla benzina.

A quali alternative alludi?

Bisogna principalmente rivedere e riorganizzare il sistema di mobilità. Usare macchine elettriche è un inizio possibile. Il Comune potrebbe predisporre per la città le torrette per ricaricare le batterie delle macchine. Una scelta del genere non può che portare vantaggi ambientali, senza trascurare che, mentre la benzina, una volta bruciata, è persa, la batteria diversamente può essere riciclata.

D’altro canto le macchine elettriche non possono rappresentare un’unica soluzione. Il Comune deve dotarsi di più efficienti mezzi pubblici, acquistare bus navette per rendere più agibile la circolazione nel centro storico.

Dovrebbe chiudere al traffico determinati quartieri, penso ad esempio a piazza Stesicoro, perché l’inquinamento rischia di rovinare anche i palazzi storici, la cultura della città.

Il numero di auto che c’è in circolazione è esponenziale. Secondo un recente studio di Legambiente, Catania ha il più alto numero di auto per abitante; ben 72 ogni 100 abitanti.

Quindi, almeno settantaduemila auto al giorno, per la maggior parte del tempo in fila ferme o parcheggiate. È evidente che è una soluzione insostenibile. E, aggiungo, ridicola perché la velocità media nelle città tecnologicamente avanzate, nelle quali si muovono migliaia di automobili, è di 15 km/h con minimi di 7-8 km/h nelle ore di punta. Oggi si va più lenti che nel ‘700, quando si andava in carrozza e non s’inquinava come oggi.

Abbiamo avuto un periodo d’incentivi di varia natura

Sì, poca roba e insignificante. Occorrono politiche atte a disincentivare l’utilizzo delle macchine, incentivi per passare alle auto elettriche che costano di più sì, ma nella gestione si va comunque a risparmiare, incentivi soprattutto alla condivisione.

Introdurre il car sharing, rigorosamente a consumo elettrico, in modo da avere sempre a disposizione auto che circolano e disinibire, in questo modo, l’acquisto di nuovi veicoli. Bisogna creare più aree ciclabili per rendere necessaria e attraente l’idea di circolare in bici. Per chi viene da fuori, per i turisti, bisognerebbe creare delle aree di scambio alle porte della città, perché si possa continuare il viaggio con i mezzi pubblici o con le auto in car sharing.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Adriano Fischer

Adriano Fischer è docente di diritto e scrittore. Si occupa di narrativa e scrittura creativa. Gestisce il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”. Collabora con numerose case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri: “Bella Cohen” per Nulladie Edizioni; “Dissipatio G. M.” per Robin Edizioni; “Assenze” per Delfino Edizioni.

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