Cometa di Gregorio Magini

I tre comandamenti di Raffaele sono: non lavorare, non aspettare, non invecchiare. Ne mancano sette per completare l’egemonia irriverente di una vita capovolta. Raffaele è il primo uomo che germina tra le pagine di Cometa di Gregorio Magini, Neo Edizioni, creatura primordiale all’alba di una vita che sembra tramontare ad ogni sguardo per rigenerarsi ciclicamente.

Il triplice motto su cui si dipana il cursus honorum dell’allucinato protagonista è una contesa devastante tra pretese e inquietudini, inseguimento di ideali senza idee e adempimenti inesistenti di percorsi mai intrapresi tra ragionamenti apocalittici e vizi brutali di lussuria a compensazione di amore negato.

Una lotta continua tra consapevolezza e derealizzazione di una personalità priva di collocazione cosmica. La prima tela del libro è affidata ad una malinconica e grottesca pornografia inquieta ed irrequieta che si ripropone dietro l’angolo con cadenza ormai prevedibile ma tuttavia sorprendente.

Raffaele è una maschera nuda sciolta tra le pagine spinose e increspate che, come conche di contenuti sovrapponibili e scollegati, imbastiscono il testo di discutibile arte contemporanea con “una densità mostruosa di assenza di senso”. Raffaele si esibisce in una danza sfrenata e delirante che divampa da un’esperienza ad un’altra, con salti iperbolici da una scenografia che malamente emula Woosdtock, all’incaponimento su geniali e tristi invenzioni informatiche incentrate unicamente su manovre erotiche.

Vive la vita come una pantomima sorda ma incessante e determinata, come a voler osservare i suoi spettatori mentre si scruta di spalle in uno specchio appannato. La figura della donna è un costante interludio che tramuta il candore stilnovista in infernali prede da “cacciare” e su cui rigurgitare i più perversi desideri sessuali, con minuziose descrizioni prosastiche e lampi di autoironia che inframezzano indecenze via via neutralizzate.

Raffaele vive a pieno ritmo stimoli androgeni ed esterna senza indugio istinti puri, gli stessi istinti che cerchiamo di recintare per timore di partorirci e per influenza di dogmi e parametri educativi, altrettanto innati, che comprimono di rabbia e violenza, surroghe di complicazioni dovute ai legami sociali. Rientriamo come nuotatori agonisti nel guscio, ma stiamo meglio così? Siamo stati tutti neonati come Raffaele per un misterioso principio vitale di tutte le cose che hanno una sorgente e un ponte oscillante verso destini inattesi; sono adulta e anche io dotata di sottilissima membrana, panni sporchi e fantasie.

E poi c’è Fabio, un nerd erotomane che finisce addirittura in un intrigo internazionale di hackers. Fabio è un esploratore dell’universo che immagina di vivere in un’astronave ingoiando con inettitudine nuove forme di dolore proprie di un autolesionista in impennata indomabile. Il secondo tempo è un cemento grigio in cui si percepiscono rumori elettronici anni ’90 di video giochi e storie ancestrali di figure antropomorfe e robotiche, un indotto di compagnie inamidate e gotiche abitano la sua realtà.

Fabio si incastra nelle programmazioni sfrenate di video game, è un cibernetico dipendente che stana algoritmi per gratificare l’assoluta mancanza di verità, ed è anche un miope che investe le sue astrazioni comportamentali con manovre simulate e finte. La donna? Una franabile figura erotica più contenuta, forse perché fin troppo reale.

Si programma un’amicizia tanto squilibrata quanto compensativa che assegna un ruolo a ciascuno dei partecipanti accomunati da vuoto siderale e comunicazione sincera come testimonia la risposta disinvolta e serafica di Fabio a Raffaele, sempre più narcisista velleitario cresciuto in una bolla di sapone.

«Vai in galera. Pff. Tutto qui? No. Diventi anche, in generale, una persona che è meglio non frequentare»

Niente cinismo per nascondere disincanto ma è evidente un aura di pessimismo cosmico proiettato sullo spazio e sul tempo, senza fare nessun tipo di morale, qualsiasi giudizio è provvisorio così come sono provvisorie le rispettive presenze cinicamente imperanti e impregnate di livida incompiutezza.

Sognai che il cosmo era diventato uno schermo nero su cui lampeggiava un cursore verde. Dovevo inserire la password, altrimenti sarei rimasto nello schermo per sempre, ma non la ricordavo.

Ritengo che distenda i nervi decifrare insinuazioni tra le righe e trovare possibilità di riscatto di due uomini, disallineati ma perpendicolari, scelti come caricature di prototipi 2.0 in un gioco mostruoso di astrazione virtuale.

La lettura è endoscopica, il lettore è una falena impazzita se si poggia su Raffaele e si abbandona ad una satirica danza dal ritmo selvaggio; con Fabio invece è una lucciola che abbaglia l’anticamera di un regno che non esiste, un surrogato di realtà immaginata o immaginazione reale da cui rifugge e in cui convoglia necessità psicosociali che lo astraggono dalla sconfortante inesistenza, è puntellato di nichilismo che lo ormeggia in una perpetua staticità.

Sembrano entrambe personalità mortifere affette da sentimento del contrario, legate indissolubilmente dall’unico sbocco possibile: la catastrofe. Ad un tratto si slegano le corde e scivola il velo che copriva Cometa, si palesa finalmente la struttura dantesca in cui si sublimano i corpi sprigionati da una recita infernale, fino a dissolversi nell’incanto della volta celeste perfetta ma eternamente inafferrabile:

Si era aperta una vasta parte del cielo… le stelle brillarono come impiantate, una per una, infinitamente più numerose delle cellule della retina, scintillanti configurazioni sovrapposte a miriadi nell’occhio della mente degli spettatori che trattennero il fiato, si tennero per mano, i più impressionabili caddero in ginocchio sotto la maestà della volta, ormai, ora che le pupille si erano dilatate, più luminosa di un cielo diurno.

About Ombretta Costanzo

Ombretta Costanzo si occupa di marketing operativo, ha una formazione universitaria umanistica con una laurea in Scienze della Comunicazione indirizzo editing. Gestisce da otto anni l' ufficio stampa di un centro commerciale impegnandosi nella stesura e veicolazione di comunicati stampa in testate giornalistiche locali, nonché redazione di articoli ed elaborazione di redazionali. Collabora con il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”.

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