Il Gruppo di Polifemo

Dedicato al…papà de la Libreria Libò dei ragazzi e degli errori

“Non riesco a considerare nessuna necessità nell’infanzia tanto forte come la necessità di protezione del padre.”
(Sigmund Freud)

Tra pochi giorni ricorre la festa del papà: ne prendiamo spunto per fare alcune riflessioni in merito.

Diversi studiosi di settore ritengono che il padre abbia abdicato al suo ruolo, cioè quello di rappresentare un mito per il figlio, colui che aiuta a distinguere il senso del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto.

Sembra essersi ammorbidito troppo, e la conseguenza pare sia una generazione di ragazzi non pronti a vivere davvero, insicuri, poco dotati di autonomia e poco capaci di tolleranza e adattabilità. Ragazzi che hanno avuto quasi tutto garantito ma non sanno come regolarsi bene davanti alle difficoltà. Questo perché i genitori, ed i padri soprattutto, non li hanno abituati alle responsabilità, ad assumere i rischi di scelte coraggiose.

E allora ? che fare? Intanto, magari, provare a bilanciare. Un padre più accudente rispetto al passato, più sensibile e disponibile, non è un male se sa anche mostrare che si può vivere in questo mondo dando un senso alla vita, dimostrandosi esempio per il figlio, un punto di riferimento in grado di trasmettere valori.

La nostra società ci abitua ad avere tutto subito e questo accelera i tempi ma non li migliora. Al contrario, rischiamo di non avere il tempo per far nascere nella nostra testa un pensiero critico, per approfondire un tema, una esperienza, per goderne e farne tesoro per il futuro. Cercare un confronto, una crescita, farsi turbare da un’altra intelligenza, da un ragionamento che ci metta in discussione.

La nostra proposta riguarda, allora, l’utilizzo di un tempo dedicato alla conoscenza, allo scambio, alla scoperta del papà: un tempo esclusivo dedicato a lui, che si sentirà così amato, favorendo, a sua volta, il benessere per il figlio.

Un tempo per conoscersi ed amarsi, facendo una passeggiata al mare, in montagna o in città, due chiacchiere, dei giochi, insomma tutto ciò che volete e credete possa essere utile a trasmettere emozioni e ad avvicinarsi, prendendosi cura del pensiero, dell’immaginario e dell’affettività dei propri figli. Loro ci guardano e ci imitano, siamo il loro esempio e la loro guida nonostante tutto.

E, poi, non può mancare un bel libro per accompagnare questo tempo. Uno di certo adatto allo scopo è “Chiedimi cosa mi piace” di Bernard Waber, illustrato da Suzy Lee, Terre di mezzo editore.

Un libro energico, semplice e colorato, con illustrazioni che trasmettono gioia e libertà,che attraverso un complice e giocoso dialogo tra padre e figlia, racconta del calore, della fiducia, della protezione e del lasciarsi andare tra le braccia di chi ti vuol bene. La vicenda narrata si svolge nell’arco di un pomeriggio d’autunno, dall’uscita da casa al momento della buonanotte, e attraversa tante emozioni.

Un invito ad essere curiosi per scoprire chi è l’altro e ad aprirsi soprattutto quando ad ascoltare è una delle persone più importanti della propria vita… il Papà!

Buona feste e buone letture!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *