Che fine ha fatto Dolly? di Lupo Alberto

“Continuo a pensare a un fiume da qualche parte là fuori, con l’acqua che scorre velocissima. E quelle due persone nell’acqua, che cercano di tenersi strette, più che possono, ma alla fine devono desistere. La corrente è troppo forte. Devono mollare, separarsi”

Così un passo del meraviglioso e malinconico libro “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, il naturalizzato inglese , premio Nobel per la letteratura 2017.Sembra una vita serena e normale quella vissuta in amicizia da Kathy, Tom e Ruth nel collegio di Hailsham, dove insieme a tanti altri ragazzi studiano e gareggiano con i loro prodotti artistici.

Ma tante domande sul loro destino, più o meno velate, non trovano che ambigue risposte nei loro tutori e assistenti scolastici.Vite sospese perché concepite in provetta col metodo della clonazione per realizzare donatori di organi! Ma mentre la vita scorre con i suoi ritmi “normali” i giovani assumono una sia pur piccola presa di coscienza su un percorso segnato ed a cui è difficile offrire una pur minima ribellione….

L’argomento della clonazione è stato affrontato più volte nella letteratura (la possibilità di un’isola e Le particelle elementari di Michel Houellebec, La curva che viene da dentro di Angelo Vescovi, I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin) e nella cinematografia (Never Let Me Go, dallo stesso romanzo di Ishiguro, Alien di Jean Pierre Jeunet, Womb, The Island, I ragazzi venuti dal Brasile, ecc.) poiché è un tema che affascina nella misura in cui può affascinare il desiderio di onnipotenza e immortalità, ma anche la necessità di estremizzare la ricerca scientifica e forse disumanizzarne gli effetti.

Con la clonazione si trasferisce il nucleo di una cellula all’interno di un ovocita da cui è stato rimosso il nucleo originario. La cellula ibrida ottenuta viene stimolata, tramite una scossa elettrica, in modo che avvii la divisione cellulare in vitro, quindi fuori da un organismo vivente. La moltiplicazione delle cellule porta alla blastocisti, una delle prime fasi dell’embrione, e a questo punto è possibile procedere con il suo impianto nell’utero della madre surrogata che porterà avanti la gravidanza, fino alla nascita del nuovo individuo. In questo modo si ottiene un clone dell’organismo di partenza, a differenza di una normale fecondazione in cui sono messi insieme il patrimonio genetico della madre e del padre. La caratteristica e la difficoltà sta nel fatto che la cellula da cui si preleva il patrimonio genetico è una cellula somatica, e quindi una cellula già specializzata.

Storicamente l’idea di poter sfruttare il nucleo di una cellula somatica per ricreare un individuo fu un biologo tedesco, Hans Spemann nel 1938 (le leggi razziste di Norimberga sono del 1935!), specializzato in embriologia sperimentale per la quale ottenne il Nobel nel 1924.

Spemann non potè sperimentare la propria idea perché allora non si possedevano le tecniche per separare il nucleo e le cellule. Negli anni ’50 si eseguirono i primi esperimenti di clonazione di organismi pluricellulari sulle rane. Nel 1996 il dibattito sulla clonazione fa un grosso balzo in avanti con la realizzazione da parte dei ricercatori del Roslin Institute di Edimburgo di un clone su un mammifero, appunto la pecora Dolly e agli inizi del2018, la notizia che a Shangai si è potuto realizzare una clonazione per due mammiferi antropomorfi con il metodo Dolly, appunto i macachi Zhong Zhong e Hua Hua.

Sia per Dolly che per Zhong Zhong e Hua Hua la scienza ha fatto un gran passo avanti con l’obiettivo dichiarato che queste clonazioni permettono un ulteriore sviluppo nelle conoscenze genetiche in grado di apportare benefici terapeutici e conoscenze nella possibilità della donazione di tessuti specializzati.

Le opinioni riguardanti problematiche etiche non hanno presentato sostanziali divergenze rispetto a quanto statuito. In passato Il Papa Giovanni Paolo II aveva già manifestato la propria avversità a qualsiasi forma di clonazione anche se giustificata da fini “buoni” Per quanto riguarda la clonazione animale e vegetale, già praticata da tempo nelle coltivazioni e negli allevamenti non vi sono particolari restrizioni a condizione che: a) siano chiari il fine di realizzare un bene umano; b) che gli animali non siano sottoposti ad esperimenti che creano loro sofferenza; c) che la clonazione non crei attentato o rischi alla biodiversità.

Diversa è l’impostazione dei governi nell’ambito della clonazione per individui umani. Si ritiene infatti che possano essere considerati leciti gli interventi a carico del genoma umano che abbiano finalità terapeutiche e le tecniche che abbiano come obiettivo non la clonazione di un essere umano ma quella di tessuti o singoli organi con chiara finalità terapeutica. Nel caso di una clonazione dell’intero individuo la pratica potrebbe rientrare nel progetto dell’eugenismo, e come tale essere esposta a tutte le osservazioni etiche e giuridiche del caso. La clonazione, secondo la maggior parte degli studiosi di bioetica rappresenta una radicale manipolazione della costitutiva relazionalità e complementarietà di uomo e donna , sia negli aspetti biologici che in quelli psico-comportamentali, con tutte le ulteriori implicazioni individuate dai teologi (vedi Osservatorio Romano del 25 giugno 1997 – Riflessioni sulla clonazione-). Per tale motivo ogni stato, dopo la proibizione di ogni esperimento di clonazione umano espresso dal G7 del 1997, ogni governo si è dato una legislazione più o meno restrittiva. Nel febbraio 2004 la legge 40/2004 in Italiavieta: interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell’embrione o di ectogenesi sia ai fini procreativi che di ricerca”

E intanto Dolly si fa ammirare imbalsamata al Museo di Edimburgo!

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