Il Gruppo di Polifemo

È nato un amore (im)possibile. A proposito di bookabook

L’editore che bocciò La fattoria degli animali non ci pensò due volte. Scrisse una lettera canzonatoria informando Orwell che i lettori americani non avrebbero mai letto storie con maiali come protagonisti.
Da questa parte del continente, invece, Elio Vittorini rifiutò aspramente il Gattopardo perché «troppo ottocentesco, troppo obsoleto». Marcel Proust, addirittura, visto l’inespugnabile stallo editoriale, pensò opportuno di auto pubblicarsi il suo Alla ricerca del tempo perduto.
Esempi di questo tipo il pianeta ne è ricco.

Verrebbe spontaneo biasimare questi editori ma non serve, le cantonate si possono prendere. Anche, se però, con il Gattopardo, vabbè lasciamo correre…
L’editore, al netto della sua passione per i libri, per la sua ideologia bibliofila, resta comunque un imprenditore, ossia chi, secondo il codice civile, fa attività d’impresa, investe e rischia sulla risposta di un certo mercato. Il rischio è inevitabilmente sorretto dall’intuito e da una buona dose di fortuna perché l’editore non potrà mai sapere prima e con certezza se il libro troverà il consenso sperato.
In realtà publish is not a gambler, ovvero pubblicare non è un gioco d’azzardo. Gli editori, anche i più noti e più navigati, tendono a contenere il rischio – come del resto farebbe qualsiasi imprenditore – acquistando diritti di autori che abbiano dati di vendita certi e considerevoli o ingaggiando nelle loro scuderie volti noti e sparagnare sulla promozione.

Questo è quindi il tradizionale, e il più corroborante, modo per fare editoria in Italia.
Ho conosciuto la bookabook mentre lavoravo su un amore (im)possibile. Si tratta del primo crowdfunding editoriale in Italia, cioè di un finanziamento collettivo – questa è almeno la traduzione epicorica – attraverso cui si sostengono i progetti di persone o di organizzazioni.
Mi incuriosì ma non approfondì quanto meritava. È dovuto passare un po’ prima che ci ritornassi.
E lo spunto me lo fornì un editore.

Un mattino come un altro, trovo la mail di una casa editrice di cui non farò il nome. La mail è curiosa. L’editore mi tempesta di domande e di osservazioni che mi colgono alla sprovvista. Riporto qui in via approssimativa il senso della mail.

Gentile Piscer (Piscer, ma perché?)
Mi dia cortesemente delle spiegazioni. A quanto mi pare di avere capito, il romanzo gioca sull’illusione tra realtà e finzione. Lei scrive di uno che scrive un romanzo che, non riuscendo a completarlo, perde il contatto con la finzione e cerca le risposte nella realtà. La situazione si ingarbuglia. Il gioco degli specchi, l’epoché: è suicidio oppure omicidio? Bene, ma mi perdoni, Gentile Piscer, ma quale sarebbe il target? A chi è rivolto questo metaromanzo? Chi si dovrebbe identificare in questo Pisciotta? Perché lei lascia a un commissario capire se sia tutta una realtà o una finzione?
Questa storia potrebbe funzionare, ma come si racconta? Nello Cico e Mino sono personaggi che supportano la sua storia o quella del suo Cutrera?

Non risposi. Non è lo scrittore, a mio avviso, che deve svelare o risolvere i dubbi del lettore, né si può prestare al marketing trattando il suo romanzo come un piano assicurativo da cucire su misura al cliente.

Ecco che riscopro la bookabook. E sempre per puro caso. Interviste, articoli, inchieste, servizi mi spingono in quella direzione. Scopro un mondo a me sconosciuto.
La bookabook ha spodestato l’editore dal suo scranno di presunta onniscienza e ha spostato sui lettori il giudizio di commerciabilità del romanzo. La redazione, invece, si riserverebbe il non facile compito di valutare la qualità dell’opera proposta, vagliarne l’originalità attraverso un giudizio che coinvolge più editor professionisti. La pubblicazione è lo sfogo naturale del lavoro una volta che è stato raggiunto un determinato numero di lettori che, credendo nel progetto, ne diventano, a loro modo, degli editori morali. Una sorta di idea platonica, o iperuranica, che preesiste alla sua forma concreta.
Tra due giorni, il 9 settembre, alle ore 17: 30, inizia la campagna di promozione. Un amore (im)possibile si troverà sul sito di bookabook. Che buon crowd si faccia!

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