Intervista all’editore Salvo Bonfirraro

Salvo, buongiorno. Siamo in circolazione ormai da un bel po’ di anni, siamo anche dei sopravvissuti a un clima che rema contro determinate realtà. Ci racconteresti allora come e perché una casa editrice?

Come e perché una casa editrice? Molto sinteticamente: ci provo. Pochi ingredienti, soltanto due: amore e passione, tutto il resto gira, attraverso questi sentimenti, intorno ai nostri libri. Vero che, a volte, la passione da sola non è sufficiente ma ci proviamo tutti i giorni e a forza di insistere ci riusciamo pure! Sono passati ormai 32 anni. All’epoca c’era poco in questo senso, soprattutto nel centro della Sicilia. A parte Sellerio a Palermo e Sciascia a Caltanissetta, e altre piccole realtà anche di natura diversa, come per esempio tipografia/editrici, per il resto non c’era nulla e allora, vista la mia passione per i libri, ho voluto colmare questa lacuna. Certo per i tempi una grande scommessa. Essere al di fuori dei salotti letterari di Palermo e Catania era ancora più penalizzante. Ma si sa, l’entusiasmo e l’incoscienza di chi è giovane, oltre agli ingredienti di cui ho detto prima, fanno superare ostacoli che, oggi, potrebbero sembrare insormontabili. La mission principale, dunque, diventa quella di dare voce anche a coloro che, pur vivendo di cultura, non avevano la possibilità di accedere al mondo dell’editoria.

Attraverso quali canali vi arrivano i manoscritti? Quanti ne ricevete e in base a quale criterio cercate di intercettare i gusti dei vostri futuri lettori?

Abbiamo due canali fondamentali.
Il primo attraverso l’invio delle opere da parte degli stessi scrittori: in media riceviamo dai 30 ai 50 inediti al mese. Il secondo, invece, attraverso coloro che hanno già pubblicato con noi, perché si impegnano a presentare altri autori: questo rientra nell’ottica di una delle nostre mission, ovvero la creazione di un contesto sinergico e intraprendente tra gli attori della nostra casa editrice.
Naturalmente facciamo anche scouting sia in Italia che all’estero. Perché è importante ricercare sul mercato autori validi e promettenti che possano essere oggetto di attenzione da parte nostra.

Che ne pensate dell’editoria a pagamento? È un’alternativa conveniente o da deprecare?

Non mi sento di dare giudizi in questo senso, anche perché questa storia dell’editoria a pagamento è stata coniata non so da chi per denigrare alcune buone realtà che operano nel mercato librario. Certo in giro ci sono pseudo editori che chiedono un sacco di soldi per pubblicare, ma non dimentichiamoci che anche le maggiori sigle editoriali, per ospitare alcune opere (la poesia soprattutto) nelle proprie collane chiedono una barca di soldi. Non mi sento di dare un giudizio perché, in fondo, se ci sono autori che accettano, e lo possono fare, sanno che in cambio avranno una grossa visibilità, anche se pochissime vendite. Anche nel mercato dei libri ci deve essere democrazia. Chi opera in questo modo e offre agli autori una soluzione a pagamento fa un lavoro per il quale deve essere pagato. Naturalmente chi paga sa a cosa va incontro… salvo poi venire a conoscenza di questi che gridano all’editoria a pagamento che offrono servizi editoriali a pagamento connessi alla pubblicazione…

Com’è fare editoria in una delle regioni in cui si legge di meno. Ci siamo mai pentiti, avete mai pensato “adesso basta”?

A dire il vero nel corso degli anni momenti di scoramento ne abbiamo avuti, ma poi i successi che, via via, si ottengono con alcune fortunate pubblicazioni e ottimi progetti editoriali fanno superare anche questi momenti.

Qual è il vostro bilancio dopo tutti questi anni?

Direi positivo. L’ingrediente maggiore, comunque, nel nostro lavoro rimane la passione. Senza questa non si va da nessuna parte. Fortunatamente da noi, in casa editrice, questa passione è ancora viva e quindi avanti tutta. Ci aspetta un 2019 con tante novità, sia editoriali che strutturali e la cosa è veramente interessante. Per sapere di cosa si tratta basta seguirci sui social e sul sito.

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