Come se io fossi te di Andrea Caschetto

Recensione di Ombretta Costanzo

Con Andrea si studia uno spazio cosmico alto un metro da terra e si rotola nel tempo spingendo quattro piccole ruote fino ai confini del mondo. Andrea Caschetto con Come se io fossi te, Chiarelettere editore, regala un’immagine di sé trasmigrata da un’anima immobile; trasforma metaforicamente in un derviscio rotante una donna con impedimenti motori e improvvisa un rapporto simbiotico e delirante con una sedia a rotelle. Una carrozzina diventa compagna di viaggio a cui da il nome Azzurra.

Azzurra è una metonimia che vuole ricordare la vita intrisa di noia e di euforia, staticità e dinamismo, debolezza, malattia, dipendenza e coraggio di “lasciarsi andare nelle braccia dolci della diversità”.

E così con movimenti leggeri e ottimismo in spalla, decide di realizzare il sogno di una donna disabile, attraversando chilometri di oceano per dedicare il cono ottico a colori diversi: scopre l’Argentina con quattro occhi, ogni stanza del suo sentiero racchiude una storia e ogni storia determina empatia con i compagni di viaggio che scorrono insieme alle sue ruote.

A noi spetta la manutenzione. Occorre essere bravi meccanici, per conoscere i meccanismi del cuore. Se un bullone si allenta, bisogna stringerlo. Ognuno di noi è un luogo da scoprire.

La disabilità simulata diventa un’introspezione di sé e del fuori di sé, una compenetrazione scambievole ora frizzante, ora romantica, talvolta inaspettata. Una sorta di osmosi che ricompone l’armonia spezzata.

I giorni scorrono luminosi e i dialoghi diventano ininterrotti, Andrea si definisce turista di luoghi e di persone ed è proprio in questa sovrapposizione che vede nascere propositi per coltivare relazioni col mondo e con se stesso.

 Sono belle le storie d’amore. Ma la più grande, la più forte, la più intensa di tutte, è quella che si consuma fra noi e il mondo.

Ogni capitolo è un profilo di persone, luoghi o sensazioni da scansionare per trascriverle tra le pagine di cuore che forse al ritorno dal pellegrinaggio farà leggere a qualcuno che ama o che al massimo è stata codice segreto di ispirazione, secchio in cui ogni volta nasce l’arcobaleno diretto chissà dove.

Ma se non sto sognando, a cosa appartengono queste immagini così vere e nitide? Sto pescando nel cilindro del Cappellaio Matto, in fondo, dove il mio braccio, per quanto si sia spinto, non è mai arrivato. Finora ho rimediato brandelli di storie

Vorrei infine puntare il cursore sulla porzione di libro che tendenzialmente transita a stento sulla coda dell’occhio: i ringraziamenti. Rancore, memoria e arcobaleno si stringono in un climax ascendente di soluzioni e riscoperte autobiografiche e rappresentano i destinatari astratti di un romanticismo opaco, consapevole di sensibilità placata da continua rinascita di intenti.

Informazioni su Adriano Fischer

Adriano Fischer è docente di diritto e scrittore. Si occupa di narrativa e scrittura creativa. Gestisce il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”. Collabora con numerose case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri: “Bella Cohen” per Nulladie Edizioni; “Dissipatio G. M.” per Robin Edizioni; “Assenze” per Delfino Edizioni.
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