articolo di Adriano Fischer

L’ultimo articolo del Gruppo, in chiusura estiva, lo voglio dedicare a un personaggio che meriterebbe un maggiore risalto mediatico. Si chiama Gary Yourofsky. Non è granché conosciuto in Italia ma gli animalisti, da Pachino a Bolzano, sanno perfettamente di chi sto parlando.

Gary è un attivista statunitense, un vegano, un antispecista. Ora, se i primi due termini sono ormai di linguaggio comune, qualche parolina è bene spenderla sull’ultima. Gli antispecisti sono persone che sanno di non godere di uno status di superiorità rispetto alle altre specie animali e, in virtù di questa posizione, non usano alcuna violenza nei loro confronti.

Gary è stato arrestato tredici volte eppure non è un criminale. Bandito da tre nazioni che ne hanno vietato categoricamente l’accesso, ma senza aver commesso alcun crimine. Ha trascorso 77 giorni in una prigione di massima sicurezza in Canada per aver liberato 1.542 visoni da un allevamento intensivo. Lo trovate facilmente su youtube, le sue conferenze hanno fatto il giro del mondo e una, in particolare, intitolata the best speech ever, ha avuto milioni di visualizzazioni ed è stata tradotta in italiano.

 

I suoi interventi hanno suscitato spesso polemiche e controversie, è stato accusato di essere un terrorista, un sovversivo. In un’intervista presso un’emittente israeliana ha paragonato il genocidio degli ebrei a quello che subiscono gli animali, non vergognandosi di appellare il dramma come un vero e proprio olocausto. Le reazioni d’indignazione non si sono sprecate. Si è fatto un numero incredibile di nemici, tutti pilotati dai media e dalle industrie di carne, le quali hanno dimostrato di avere un ascendente pressoché infinito sul potere legislativo americano. Condivido ogni parola di Gary. Io sto con Gary. E sto con Gary in ogni suo estremismo fin adesso perpetrato.

Quella che presento qui è un’intervista, che stimo istruttiva, con l’auspicio che, se non riesca a far cambiare le abitudini alimentari, riesca quantomeno a instillare un dubbio. Il dubbio che non siamo padroni né del mondo né degli esseri che lo abitano, che siamo parte di un insieme, ospiti passeggeri, cui spetta uno spazio, vitale appunto, e in questo poterci elevare in piena sintonia con l’ambiente.

Gary ha quarantanove anni, anche se ne dimostra venti. Una capa lucida e due occhi che non si riposano mai, sembra sempre lì sull’attenti, che vigila con sospetto qualunque cosa gli ronzi attorno. Ci siamo seduti nei tavolini di un chiosco, abbiamo preso due birre e da qui è iniziata la nostra discussione.

Vorrei cominciare chiedendoti perché hai scelto di essere vegano?

Il veganismo è il modo più etico per vivere. Causa il minimo dolore e sofferenza intenzionale a questo pianeta. Io non voglio causare dolore e sofferenza a qualcuno che non ha mai fatto del male a nessuno.

Che cosa rispondi a chi dice che gli animali non hanno la stessa intelligenza degli uomini?

Risponderei che queste persone hanno dimostrato che gli uomini non sono esseri intelligenti. Chiunque proclami una cosa del genere è un idiota, uno specista, un fascista. È folle pensare che gli animali non sentano nulla. Quando li torturano, urlano dal dolore. Quando li appendono a testa in giù al macello perché strillano? Perché i ricercatori anestetizzano gli animali allora se non soffrono? Quando si parla di sofferenza, animali e uomini sono completamente uguali. È un mito che solo gli esseri umani siano le uniche creature razionali e consapevoli. Gli animali sanno volare in formazioni a V, si nascondono quando non vogliono essere visti, cercano l’ombra in un giorno assolato, cercano da bere quando hanno sete, si bagnano quando hanno caldo, questi sono pensieri logici. È aggiungo una cosa, gli animali sanno perfettamente, quando sono scaricati in un macello, che saranno giustiziati. Nei loro occhi c’è tutta la tragedia di esseri che vogliono disperatamente vivere.

Spesso sono gli stessi genitori che t’insegnano che gli animali non soffrono,

I nostri genitori sono pieni di menzogne. Perché è quella l’educazione, a loro volta, che hanno ricevuto dai loro genitori e così a ritroso nel tempo. Mamma e papà non hanno la minima idea di cosa sia l’etica nella maggior parte dei casi. Non hanno idea di una corretta relazione tra umani e animali. Fanno passare per virtuosi insegnamenti che invece sono deleteri. Sono dell’idea che bisogna staccarsi dalle proprie famiglie, rompere questo invisibile cordone ombelicale. Siamo troppo legati alle famiglie che ci condizionano nelle scelte anche quando, sia pure istintivamente, le avvertiamo sbagliate.

Hai buoni rapporti con la tua famiglia?

Li odio. Ho una famiglia di psicotici che non vedo, non sento da anni. Hanno smesso di parlarmi perché ho a cuore gli animali. Ricordo qualche anno fa, in via di riconciliazione, ci siamo rivisti. Abbiamo cenato fuori per l’occasione. Dopo due anni che non ci vedevamo, mio padre ha avuto il coraggio di ordinare un hamburger con doppio formaggio. Assurdo, no? Hanno avuto più di settecento giorni per nutrirsi di carcasse di animali, cosa gli costava saltare un giorno?   Passiamo alla prossima domanda per piacere.

D’altronde, a proposito di insegnamenti deleteri, è la famiglia che ti dice di assumere il latte perché ha il calcio e la carne perché contiene proteine, no?

Precisamente. «Prendi il latte, su, che ti fa bene, bevi il latte per avere ossa più forti (voce isterica n.d.r.)». Bullshit, ever and ever Bullshit. La mia domanda allora è questa; è la migliore fonte di calcio?

Beh, non lo so. L’attivista vegano sei tu!

Paesi con maggior consumo di latte sono gli Usa, la Finlandia, la Svezia, Inghilterra e la Norvegia. E… sai cos’è l’osteoporosi?

Dimmelo tu!

È una perdita di densità delle ossa. Indovina un po’ quali sono i Paesi in cui sono stati registrati i più alti tassi di osteoporosi. Vedo che hai capito! Usa, Finlandia, Svezia, Inghilterra e Norvegia. Ogni prodotto che viene da animali ha proteine animali, ok è logico. Gli amminoacidi sono i mattoni che costituiscono le proteine. Sono buoni sì, ma contengono un alto livello di zolfo. Una volta assunto nel corpo, questo diventa acido, quando dovrebbe essere alcalino, (ovvero basico, il corpo umano per sopravvivere si deve mantenere alcalino cioè con un livello di Ph compreso fra 7.1 e 7.4 n.d.r.). Il corpo per neutralizzare quest’acidità inizia a prendere il calcio dalle ossa che progressivamente perdono densità. Più latte si prende, più deboli diventeranno le ossa. E se ti stai domandando dove prendere le proteine in sostituzione del latte, la risposta te la fornisce la natura: latte di riso, di soia, di canapa, d’avena, di mandorla, di cocco. Le piante non contengono colesterolo e non sottraggono calcio alle ossa. Solo fibre e proteine. Pensaci un attimo, qual è il più grande e il più forte animale sulla terra?

Il leone?

No, è l’elefante! Pesa 4,5 tonnellate. E in cosa consiste la sua dieta? Piante, mangia solo piante. Quello che la gente rifiuta di capire è che il 70% delle malattie è riconducibile all’alimentazione. Le prime tre cause di morte negli Usa sono il cancro, le cardiopatie e ictus. Quando entro in aula, quando mi accingo a fare una delle mie conferenze, inizio sempre con la stessa domanda: quanti di voi conoscono o, conoscevano, almeno una persona che ha sofferto di una malattia cardiovascolare? Tutti quanti alzano la mano. Tutti, ripeto. Bisogna assolutamente cambiare modello alimentare, e diventare vegani non è un’alternativa, è l’unica via possibile per salvare noi e il pianeta.

Perché secondo te la carne causa la maggior parte delle morti e delle malattie?

Per innumerevoli motivi. Ma soprattutto per uno di ordine biologico. Nonostante tutto quello che ci hanno detto o ci hanno fatto credere, non assomigliamo per nulla agli onnivori e ai carnivori. Siamo piuttosto identici ai nostri fratellastri, gli scimpanzé o ai grandi primati, quindi ai cavalli, alle mucche, alle giraffe, agli elefanti, capisci?

E per quale ragione?

I denti. I canini. Non sono appuntiti come quelli dei cani e dei gatti. Non useremmo coltelli e forchette se li avessimo avuti appuntiti.Ne abbiamo tanti, poi. Perché? perché ci servono per masticare il cibo. La nostra mascella tritura il cibo. Quella dei carnivori no. Strappa e ingoia. Poi le mani. Non abbiamo artigli. Se portassi un maiale qui e ti chiedessi di ucciderlo con i tuoi artigli, il maiale forse lo troverebbe estremamente piacevole. L’intestino. Tenue e crasso. Insieme fanno una lunghezza che è dieci volte il nostro busto. L’intestino dei carnivori e degli onnivori è quattro volte il loro busto. Quindi tra10 metri e 4 metri, secondo te, quale cibo esce fuori più in fretta?

Direi quello dei carnivori e degli onnivori….

Precisamente. I carnivori hanno dieci volte di più la quantità di acido cloridrico per distruggere il cibo in decomposizione, cioè i batteri. Noi, no. E’ la ragione per cui non conosciamo esempi di tigri che hanno la pressione alta, o soffrono d’obesità, o di colesterolo alto o d’ictus. Per quanto riguarda l’alimentazione, siamo la specie più stupida del pianeta.

Gary, siamo in chiusura. Io, a questo punto, ti chiederei cosa consigli alle persone che vogliono diffondere il veganismo?

Dire sempre la verità con onestà. Mai tenere un discorso politico. La politica non funziona. Dopo tutti i miei incontri ho capito che la gente o è pronta ad ascoltare il messaggio o non lo è. Posso essere Gandhi o M. Luther King, ma se la gente non vuole cambiare idea non lo farà. Del resto tutte le persone che ammiriamo, Gandhi, Martin Luther King, Malcom X, Rosa Parks, Nelson Mandela, Henry David Thoreau, non erano politici, erano tutti attivisti. Quello che consiglierei agli attivisti allora è di dire la verità, raccontare dell’olocausto che avete sotto gli occhi, spiegare le violenze che subiscono gli animali ogni giorno. Io penso che alla fine tutti aderiranno al veganismo, è solo una questione di tempo. Del resto nell’ottocento, così anche nei primi del Novecento anche la schiavitù esisteva ed era un fenomeno culturale pienamente accettato. Gli strumenti che io utilizzo, sono soltanto quelli di parlare e mostrare il dolore vero cui sono sottoposti gli animali. Finiamolo con questa sofferenza.