INERTI di BARBARA GIANGRAVE’

Acremonte è il paese immaginario dell’autrice. A leggerlo non sembra così immaginario, al contrario ricorda quei paesi che noi meridionali abbiamo confinanti, a qualche metro da casa; e questo nella migliore delle ipotesi, cioè quando non siamo costretti a viverci.

La fantasia del resto è sempre un processo d’imitazione, il fatto che Acremonte non esista, il fatto che gli Acremontani siano dei semplici cittadini che vivano senza voler complicazioni, per intenderci camurrie, il fatto che il lavoro non sia un diritto ma, se non un privilegio, uno scambio di favori, il fatto che nessuno parla, nessuna denuncia, nessuno contesta, ecco tutto questo non rende Acremonte la suburra di un Impero, ma un paese come tanti.

Acremonte è il paese d’origine di Gioia, quello dei genitori, il paese che ha abbandonato, ma dove decide di ritornarvi per, guarda il destino, ricominciare tutto daccapo. Acremonte è soprattutto la terra dei fuochi dove gli scarti tossici, appunto gli inerti, vengono oculatamente sotterrati in aperta campagna e sono la causa degli innumerevoli tumori che hanno ucciso molti acremontani.

Dietro si nasconde sempre il medesimo problema, noto e irrisolto, l’incapacità di alzare la testa, di denunciare i misfatti, anche quando si conoscono i colpevoli ma si temono perché a questi stessi si deve un lavoro, una sistemazione, una vita dignitosa.

S’inaugura, in questo modo, l’omertà della malattia, il fatto di averla, o di rischiare di averla, ma che non conviene denunciare. La colpa è delle antenne telefoniche, dichiara un cittadino, la colpa è che non abbiamo una vita salutare, troppi stravizi, dichiarerà un altro.

Il romanzo scorre piacevolmente e senza esitazioni e può essere letto interamente una domenica e l’unico rischio, una volta chiuso il libro, è quello di ritrovarsi di fronte gli stessi personaggi. O nella peggiore delle ipotesi, di vederne di altri, di nuovi, il giorno dopo a casa, a lavoro ovunque.

L’autrice furbamente intitola il suo romanzo gli Inerti perché gli inerti chi sono? sono sì i composti chimici, lo scarto industriale, definito tale perché non reagisce con gli altri composti, con gli altri elementi, ma sono anche tutti coloro che stanno a guardare, che non si muovono, che fanno finta di vivere, fino a quando questa finzione, in un modo o in un altro, finisce.

Barbara Giangravè è nata a Palermo nel 1982. Laureata in Scienze della Comunicazione, giornalista professionista dal 2006, ha lavorato per agenzie informative, testate giornalistiche online, uffici stampa. È stata insignita nel 2011 del titolo di Inspiring Woman of Italy per gli anni del suo attivismo antimafia. Ha viaggiato in Europa, America e Asia.

Inerti  è il suo primo romanzo.

About Adriano Fischer

Adriano Fischer è docente di diritto e scrittore. Si occupa di narrativa e scrittura creativa. Gestisce il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”. Collabora con numerose case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri: “Bella Cohen” per Nulladie Edizioni; “Dissipatio G. M.” per Robin Edizioni; “Assenze” per Delfino Edizioni.

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