Intervista a Gregorio Magini

 

Ho dato diverse interpretazioni a Cometa talvolta contrastanti, ma forse il tuo obiettivo era proprio questo, intrappolare il lettore e metterlo nelle condizioni di dover rivisitare se stesso, è stata una scelta stilistica o Raffaele cercava compartecipazione?

Più che un obbiettivo: un presupposto. Non scrivo per divertirmi o per divertire (anche se poi molti leggono Cometa ridendo), ma per capire delle cose nella speranza di riuscire a cambiarle. Per entrare e far entrare i lettori in questo spazio di duttilità, bisogna scardinare le loro difese. Prima di operare, bisogna aprire. La storia degli stili è anche la storia dei grimaldelli retorici usati a questo scopo. È il presupposto della letteratura, a cui mi adeguo.

Ho vissuto il contenuto come un processo respiratorio “inspira-espira” riferito al binomio Raffaele-Fabio, nella parte di testo in cui recita Fabio sono stata col diaframma “finalmente” disteso, fino a che ho capito che la sua introversione rivela qualcosa non di facile lettura, chi o cosa vuole rappresentare?

L’introverso è per definizione “non di facile lettura”. La moribonda civiltà dello spettacolo tende a rimuovere quella parte dell’umanità che è timida, non ama intestarsi le situazioni, esprimersi. Le assegna il ruolo di spettatore, che è per definizione muto, invisibile. In passato, la letteratura è stata un’importante arma di espressione e autonomia per la persona timida. Ma il crollo del valore sociale della letteratura a partire dagli anni Ottanta l’ha resa meno utile in questo senso. Internet però muove in direzione di una rivalsa della testualità, sebbene multimediale e mutata, ed è quindi un alleato naturale della persona timida – purché si renda conto che internet non coincide con i social network, che sono i regni dell’estroversione.

Si può considerare Raffaele come l’inconscio di Fabio o viceversa?

Credo che Raffaele e Fabio sarebbero d’accordo nel sostenere che non possiedono alcun inconscio. Secondo me sbagliano, ma chi sono io per contraddirli?

Mi ricordi tanto Baudelaire che, con la sua ironia e il suo cinismo decadente, crea un’atmosfera in cui l’essere umano fluttua “tra nadir sublime e zenit diabolico”, tra l’eccelso ed il grottesco, l’ideale e il malinconico. La noia di Raffaele e il panico di Fabio con il conseguente desiderio di infinito, stimolano la tua feroce critica alla moralità e all’ipocrisia della società. Sono scelte stilistiche mirate ad emulare uno “poeta maledetto” 2.0?

È curioso come con tutti i cambiamenti incorsi dal Romanticismo a oggi, le condizioni sociali della modernità continuino, generazione dopo generazione, a favorire la riproduzione di una gioventù piccolo borghese intellettuale e marginale. Una minoranza che comunque, nel XXI secolo, ha ormai raggiunto dimensioni di massa, e una bohème di massa non può che entrare in cortocircuito, rovesciarsi in farsa. Raffaele è sospeso tra l’ansia di essere profondo, la consapevolezza della propria superficialità, e la disperazione per non riuscire a capire se e dove sbaglia.

Sei un pianificatore o scopri tutto man mano che scrivi?

Cometa è stato un processo lungo e difficile, ho lavorato a tentoni e fatto varie riscritture. Spero che non mi capiti mai più.

Perché hai scelto la componente erotica come leitmotiv?

Perché anche se stiamo lentamente uscendo dall’era dell’edonismo ideologico, del consumismo compulsivo, culturalmente e artisticamente siamo sempre lì, a muoverci trai diecimila piani dell’individuo e delle sue “politiche del desiderio”. Anche questo risale al Romanticismo.

La cometa intesa come significante collettivo ha una scia e una luce auto prodotta, cosa                volevi si riflettesse nello sguardo dell’osservatore di fronte a questo titolo?

Eccentricità, stranezza, presagio, contraddizione (distanza e vicinanza).

Alla luce delle domande che ti vengono rivolte o alle varie recensioni susseguite, pensi di avere trasmesso al lettore il tuo messaggio? E soprattutto, durante la stesura che connotati hai identificato nel tuo “lettore implicito”?

Un romanzo non deve necessariamente avere un “messaggio” specifico. È un’esperienza estetica, nel migliore dei casi un’esperienza esistenziale. Se una lettrice mi dice che la lettura ha mosso qualcosa, sono a posto. Poi potrà razionalizzare, interpretare come vuole.

Il concetto di amore è volutamente represso e soppresso, credi sia un elemento di disturbo?

Certo, il sentimentalismo a buon mercato è il peccato mortale di qualsiasi opera letteraria, ma non è tanto per questo che ho tenuto l’amore fuori dalla narrazione. Anzi, se guardi bene non è vero che l’ho tenuto fuori, i protagonisti sono innamorati metà del tempo, Raffaele in un certo tempo, tutto il tempo, solo che non sembra proprio amore, se per amore intendiamo un qualche sentimento di benessere che dà la vicinanza di una persona, quindi forse la cosa che ho tenuto fuori sono certi tipi di rapporti più distesi e duraturi, di cui i protagonisti sono incapaci.

Ho avuto l’impressione che l’affascinante epilogo fosse incompiuto, l’ascesa verso l’impalpabile che ho interpretato è un invito, o forse è solo una conferma della distanza tra finito e infinito; dopo circa una settimana dalla fine della lettura ho pensato a Kant “il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”; hai ribaltato il concetto di legge morale: cos’è la legge morale per Raffaele?

Raffaele è un nichilista, il massimo che riesce a fare è smettere di torturare gli altri. Ma la speranza non si nega a nessuno, e se la luna ormai è solo una palla di sassi, le stelle, per fortuna, non le abbiamo ancora esaurite.

Da siciliana ho valutato analogie e differenze territoriali che in qualche modo ci “manovrano”. Hai dato voce a te stesso o all’idea che hai della società che vivi o che sei/siamo abituati a vivere?

Ho usato la mia vita come materiale grezzo di partenza, su cui poi ho ricamato abbondantemente. Non saprei dire le percentuali precise del cocktail.

Chi o cosa è la tua fonte di ispirazione?

Perché limitarsi a una fonte sola? Cerco di assorbire qualcosa da tutta l’arte che incontro.

Condividiamo in tanti scompensi emotivi che siano realizzati o repressi, che peso ha avuto la tua personale esperienza emotiva dal 1980 ad oggi in Cometa?

Come dicevo sopra, ho usato molte esperienze personali per scrivere Cometa. Ora però il libro deve camminare da sé, non voglio interferire con i fatti miei.

Su cosa si basa principalmente l’amicizia tra due esseri umani secondo te? Mi servirebbe un parere circa l’ipotetico beneficio che se ne trae.

Non c’è alcuna speranza di star bene nella vita senza alcune amicizie solide e durature. La coscienza individuale procede allargandosi a cerchi concentrici, dal sé all’intero universo, e forse lo scalino più importante, quello che rende di più in ogni senso, è il confronto con i “pari”, cioè gli amici.

Quale “password” suggerisci per superare l’immobilismo? Mi è piaciuta molto la metafora dello schermo nero col cursore verde!

L’incubo di essere intrappolato in un computer e non poter uscire senza la password giusta che non ricordo è la mia personale versione dell’inferno. La password continuo a non saperla, ma per fortuna è solo un incubo, almeno per ora.

Forse viviamo tutti in un’astronave in cerca di pianeta, ma tu pensi o consigli davvero di approdare?

Non vedo l’ora, sarebbe divertentissimo incappare negli alieni. E se poi va a finire male e ci sterminano o schiavizzano? Beh, se davvero ci sono razze aliene maldisposte nei nostri confronti che scorrazzano per le galassie, non vedo come possiamo sperare di nasconderci, prima o poi ci troverebbero comunque. Tanto vale accelerare.

Ti andrebbe, nel caso in cui riuscissimo ad organizzare, di fare una chiacchierata in radio in Sicilia? Se non ti ho già triturato e invaso abbastanza con tutte le mie curiosità!

Certamente!

 

 

About Ombretta Costanzo

Ombretta Costanzo si occupa di marketing operativo, ha una formazione universitaria umanistica con una laurea in Scienze della Comunicazione indirizzo editing. Gestisce da otto anni l' ufficio stampa di un centro commerciale impegnandosi nella stesura e veicolazione di comunicati stampa in testate giornalistiche locali, nonché redazione di articoli ed elaborazione di redazionali. Collabora con il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”.

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