Intervista a Renato Magistro, editore Leima

Abbiamo intervistato questa settimana Renato Magistro, editore Leima, casa editrice di Palermo.

Allora Renato, il nome Leima perché, che vuol dire? Con quale obiettivo nascete?

Il nome Leima nasce dalla legatoria industriale di famiglia, fondata da mio padre nel 1989. È acronimo di Legatoria Industriale Magistro. Amo definire l’azienda come la culla dell’editoria siciliana.

Molti editori siciliani, fra cui Sellerio, si appoggiano a noi per l’allestimento dei propri volumi. Era inevitabile, crescendo in questo contesto, che coltivassi il sogno di aprire una mia casa editrice.
L’obiettivo è quello di contribuire alla sopravvivenza e alla valorizzazione della lettura.

Ho visto che avete un catalogo molto variegato. Quali requisiti bisogna possedere per farvi parte? Cosa bisogna raccontare?

Non c’è qualcosa di specifico da raccontare.
Dal momento che non siamo una casa editrice a pagamento, il primo requisito è che il testo mi emozioni, susciti la mia curiosità o mi diverta. Insomma, pubblico quello che mi piace.

Attraverso quali canali vi arrivano i manoscritti?

Arrivano sia direttamente dagli autori, che mediante le agenzie. È chiaro che quanto arriva dalle agenzie ha maggior probabilità di essere pubblicato, visto che ha già superato un primo filtro. Il canale più utilizzato è quello della posta elettronica.

Com’è fare l’editore in Sicilia? E qual è il vostro bilancio dopo questi anni?

La Sicilia è un mercato difficile, che però conosco da sempre, viste le origini della casa editrice. È proprio questo lo stimolo. Cercare di sensibilizzare le persone a leggere di più. Come scrisse Stefano Mauri in occasione del decennale della casa editrice che rappresenta: leggere può creare indipendenza.
La sfida in Sicilia è creare questa indipendenza nel pubblico dei giovani. Il miglioramento dello stato di una collettività passa necessariamente attraverso un arricchimento culturale.
Certo, le difficoltà non mancano: i numeri del mercato editoriale sono abbastanza espliciti, ma il nostro bilancio è decisamente positivo. In pochi anni di vita abbiamo raggiunto una distribuzione nazionale, e alcuni grandi nomi della letteratura italiana con noi.

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