di Giusi Sipala

Tra riflettori e tappeti rossi, ma soprattutto tra il mare e la montagna, e incorniciato dal teatro greco-romano che ne amplifica l’atmosfera suggestiva, anche quest’anno il Taormina Film Fest accoglie i suoi ospiti e le sue proiezioni. Spegne le sue 65 candeline e, nonostante negli ultimi anni non abbia goduto di ottima salute, si vanta di avere imparato la lezione del passato e di essere pronto a rilanciare il valore e il prestigio che lo ha portato a essere uno dei più importanti festival internazionali del settore.

E se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, quest’anno a ispirarsi a questo principio non sono stati solo gli organizzatori del festival ma anche due nostri collaboratori, Aurelio Gambadoro e Giusi Sipala.

Partendo dall’intento comune di raccogliere i contributi che il clima multiculturale della nostra isola ci invita a osservare, dall’unione tra la passione per il cinema di Aurelio e da quella per le traduzioni di Giusi, anche noi siamo diventati protagonisti di un ambizioso progetto, e siamo qui a raccontarvelo come un regista introduce il copione ai propri attori.

Il programma del Festival accoglie questo fine settimana, sabato 06 luglio, due film di registi rumeni che proprio i ragazzi hanno proposto. Mesi di lavoro e di letture, a selezionare i film e a discuterne con la direzione artistica: potrebbe essere lo scenario di un film di azione, in cui nel finale usciamo vincitori, portando con noi anche due ospiti, registi e attori.

La Sicilia è da sempre popolata da persone di culture diverse, davvero eterogenee, ma che spesso non conosciamo davvero. Una delle comunità più numerose, per esempio, in tutta Italia è la comunità rumena.

Ci sono più di un milione di rumeni sulla nostra penisola, e da anni la Romania è ormai uno dei nostri maggiori partner commerciali: in Sicilia i corrieri diretti verso il Mar Nero partono più volte a settimana, e a Catania ospitiamo gli uffici del Consolato rumeno, che con solo una decina di impiegati deve coprire le esigenze burocratiche e amministrative dei rumeni della nostra isola e dell’isola di Malta.

Eppure poco conosciamo del loro cinema, delle loro storie e della loro Storia. Da decenni ormai sotto i riflettori, grazie ai loro più conosciuti registi protagonisti, come Puiu o Mungiu, vincitori tra l’altro di importanti riconoscimenti cinematografici, la Nuova Onda Rumena non è riuscita fino in fondo a travolgere le rive dei nostri litorali cinematografici con le dovute attenzioni.

Con questi presupposti e forti dell’appoggio del suddetto consolato, i nostri collaboratori sono riusciti a convincere la direzione artistica del Taormina film fest, che  ha concesso loro una sala del Palazzo di congressi per proiettare un cortometraggio e un lungometraggio che secondo Aurelio e Giusi meglio potevano raccontare i sentieri verso cui si sta incamminando il cinema rumeno di questi anni.

Attraverso il prezioso aiuto del consolato sono riusciti ad avere contatto diretto con alcuni dei più importanti rappresentanti del cinema romeno, in particolare soprattutto con uno dei produttori più conosciuti di quel panorama, Dan Burlac, e con le figure più rappresentative di questo specifico panorama artistico.

A partire dalle 14:30 di sabato sarà possibile assistere alla proiezione de “Il regalo di Natale”, corto diretto da Bogdan Muresanu, e di “Non m’importa se passeremo alla storia come barbari”, film di Radu Jude.

Invitati ad assistere alla proiezione e a discutere insieme al pubblico delle tematiche e dello stile di questi film saranno proprio i loro protagonisti: il regista Muresanu e l’attrice protagonista del film di Jude, Ioana Iacob.

Sebbene condensati in 23 minuti di crescente tensione emotiva, il cortometraggio di Bogdan Mureșanu accoglie tra le sue linee narrative tutti gli elementi stilistici caratterizzanti del cinema rumeno cosiddetto della Nuova Onda. Non si tratta infatti di un movimento sviluppatosi intorno a un manifesto programmatico o a rigidi schemi accademici, quanto piuttosto di un movimento spontaneo nato dalla comune necessità di raccontare la transizione di un’intera nazione dal duro regime dittatoriale dei Ceaușescu ad una nuova epoca democratica e senza censure. Una recitazione dai toni sottomessi e sfumati, con i dialoghi e i rumori della quotidianità catturati in presa diretta, un’attenzione minuta per i dettagli, anche quelli che a una prima analisi possono sembrare insignificanti, e un utilizzo delle immagini e dei suoni usati in chiave destabilizzante: tutti elementi che mirano alla partecipazione emotiva dello spettatore.

E se da un lato questi sono i tratti che accomunano la produzione rumena degli ultimi anni, altri registi, come Radu Jude, decidono invece di intraprendere nuovi modi di raccontare la storia: scegliendo temi meno comuni ad esempio, a cui poco i rumeni stessi sono abituati, e soprattutto cercando di sdoganare l’artificialità della finzione artistica rendendo esplicito l’atto recitativo sin dall’inizio della pellicola.

Insomma, come dice il titolo che Giusi e Aurelio hanno dato a questo evento speciale all’interno del festival: andiamo oltre la Nuova Onda e verso nuovi percorsi del cinema rumeno.

Il focus è stato presentato anche sulle reti televisive e radiofoniche statali rumene, e speriamo che ad accoglierlo con maggiore entusiasmo siano proprio i giovani isolani: facciamo parte di una comunità di europei che oggi più che mai ha necessità di essere riscoperta e ripensata, come stimolo interculturale che è alla base dei principi a cui il Gruppo di Polifemo fa riferimento.

Siete tutti invitati all’evento!