Il Gruppo di Polifemo

OSSA di GIAMPIERO MARGIOVANNI

di Sara Bartolucci

Giampiero Margiovanni, nonostante la giovane età, ha esordito con successo nel panorama editoriale italiano con il romanzo I sogni nelle lacrime, ma è grazie a “Ossa”, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2019, che il suo talento viene confermato.
Edito dalla casa editrice Il Viandante nel febbraio 2019, il libro è una raccolta di diciassette racconti in cui i protagonisti sono un bel gruppetto di borderline, psicopatici, depressi e tipi ben poco raccomandabili. Ci sono i falliti, le prostituite, i ludopatici, gli artisti incompresi, i ragazzi in cerca di brividi e adrenalina e perfino la morte:

«Ha i capelli lunghi e sottili come spaghetti […] il viso sommerso di rughe, rigato come un foglio di carta messo a posto dopo esser stato appallottolato e calpestato da una mandria di bambini durante la ricreazione.
Non ha sopracciglia né ciglia e il colore dei suoi bulbi oculari tende al giallognolo. Il nero della matita attorno agli occhi le è colato sulle guance, facendo fatica a passare tra una ruga e l’altra.»

La narrazione è incalzante, spesso spiazzante per il lettore, che non riesce a capacitarsi di come i personaggi possano vivere situazioni così surreali o compiere determinate scelte senza senso; ma è proprio questo il messaggio del libro. Margiovanni esplora un universo inquietante di proposito, mettendo sotto i riflettori personalità discutibili che fanno parte della nostra società. Ne esce un quadro non proprio roseo dell’umanità, ma purtroppo reale. Ci sono persone che vivono
costantemente ai limiti, sul filo del rasoio, che spesso cadono nel lato sbagliato; l’autore ha sondato le loro menti, i lati più nascosti della loro psicologia contorta e oscura, mostrando i lati peggiori ma pur sempre facenti parte dell’essere umano nella sua totalità.

«Mentre infilava il corpo di Cinzia in uno dei sacchi neri che teneva riposto sotto il letto, pensò a una cosa molto simile a quella che gli era venuta in mente nel bagno di casa sua: risparmiare Cinzia gli avrebbe senz’altro ripulito la coscienza, ma ucciderla lo fece sentire in pace col resto del mondo. Come se avesse azzerato i suoi debiti nei confronti di tutte le altre vittime uccise prima di lei.»
Lo stile originale ed eccentrico della narrazione, che accentua la negatività dei protagonisti, salta immediatamente all’occhio di chi legge, seguendo perfettamente il genere pulp/thriller a cui sembrano appartenere i racconti. Alcune storie sono meno provocatorie di altre, tendendo più alla riflessione e all’approfondimento psicologico; è il caso di “Tra la doccia e il resto del mondo”, in cui il protagonista è un uomo che chiede disperatamente un momento di pace e di silenzio, un momento per se stesso, lontano dalla routine e dalla frenetica vita quotidiana: «Non sento niente. Sono in
completo relax. Non c’è nulla che provenga dall’esterno a rovinare questo momento. Quello che sento è soltanto all’interno della mia mente. I miei pensieri hanno lo stesso suono dello scaldino. Un ronzio senza fine.»

Un racconto con “morale” invece può essere “Gianni Dado e Piero”, in cui tre giovani ragazzini ricevono una delle lezioni più importanti dopo un incidente d’auto da cui escono miracolosamente illesi.
Con “L’alba e il tramonto” infine, ci si addentra in una dimensione post apocalittica dove riesce a emergere un sottile messaggio di speranza.
Nonostante questi piccoli intermezzi prevalgono i racconti macabri e negativi, in cui i protagonisti sono personalità raccapriccianti e seriamente discutibili come “Paolo Manaché”, un serial killer che incontra un’altra serial killer; o “Tix”, un obeso ludopatico disperato, per non parlare di “Asso”, che voleva raggiungere a tutti i costi il successo da appiccare volontariamente un incendio e spezzare vite innocenti-
Lo stile di scrittura è veloce, senza orpelli e diretto: ben si sposa con la materia psicologica e inquietante delle storie.

“Ossa” rappresenta l’intento dell’autore di spolpare l’umanità, mostrarne lo scheletro, la natura più intima e animalesca che si cela in ogni essere umano, enfatizzandone i lati più perversi e grotteschi.
Così facendo punta il dito sul materialismo della società attuale, al suo costante interesse verso il profitto, all’egoismo e opportunismo che spesso trasforma gli individui in esseri malvagi, votandoli al male; vittime di tale mutamento sono spesso i deboli e i disperati che si ritrovano senza più una scelta.

Questi diciassette racconti creano un’esperienza di lettura, attraversando i lati più nascosti e terribili della natura umana, istigando una profonda riflessione sulla società e sull’umanità in generale. Diciassette racconti per stomaci forti e lettori coraggiosi, diciassette racconti che meritano di essere letti e compresi per non “rimanere appesi a una balaustra e dare il meglio di noi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *