Ed è subito Nobel. Salvatore Quasimodo

«Jean Cocteau è un emerito porco. René Char scrive di coglioni impagliati. Alberto Savino, un mediocre. Saba? È un cretino infinocchiato da Freud. Penna un grazioso pederasta. Montale una specie di pidocchio che si nutre delle proprie caccole»Non sono le parole di un hater dell’era facebukiana, o di un qualunque irrisolto detrattore, qui a commentare è il canuto Ungaretti.

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Il corpo e l’anima. La nascita della coscienza

 

Mi è sembrato opportuno cominciare a fare un esame di coscienza, analizzarne la storia, osservarne gli sviluppi. È un tema, dico la coscienza, la sua scaturigine, la sua lungamente discussa esistenza, così la sua antropologica identificazione, che trovo di nutrimento inesauribile e inestimabile.

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Antologia della malata felice di Angela Bonanno

Antologia dal greco significa «raccolta di fiori», non per caso ho avuto la sensazione che tra varie citazioni di tulipani, l’autrice Angela Bonanno abbia voluto profondere l’idea di correre controvento in un campo colorato, per rinnovare paura e felicità in un conflitto tra morte e rinascita.

Antologia della malata felice, Forme Libere edizioni è una vicenda triangolare di due donne legate da rapporto madre figlia e un uomo, clichè di padre/marito insicuro, incastrato in un’esasperata immaturità, irresponsabile ed egoista: un fallito detentore della sua cattiveria e incapace di produrre i suoi sentimenti.

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Nuovi orientamenti su prevenzione e governo del territorio

Qualche tempo fa, in un articolo, ho affrontato il tema del rischio sismico e, con tono greve ho concluso: «[…] non è possibile evitare che un terremoto si verifichi, ovvero è impensabile agire sulla pericolosità sismica di un dato luogo, ci si può tuttavia difendere dai suoi effetti devastanti, agendo sulla struttura urbana ed edilizia, con azioni che riducono la vulnerabilità sismica delle stesse».

Catania vista dal mare.

Tuttavia, se a dirsi sembra cosa facile, a farsi è un groviglio di competenze, conoscenze specialistiche, risorse... da sciogliere al fine di trarne una conclusione quanto più vicina ad un metodo, che in quanto tale, sia facilmente comprensibile e replicabile.

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Intervista a Gregorio Magini

 

Ho dato diverse interpretazioni a Cometa talvolta contrastanti, ma forse il tuo obiettivo era proprio questo, intrappolare il lettore e metterlo nelle condizioni di dover rivisitare se stesso, è stata una scelta stilistica o Raffaele cercava compartecipazione?

Più che un obbiettivo: un presupposto. Non scrivo per divertirmi o per divertire (anche se poi molti leggono Cometa ridendo), ma per capire delle cose nella speranza di riuscire a cambiarle. Per entrare e far entrare i lettori in questo spazio di duttilità, bisogna scardinare le loro difese. Prima di operare, bisogna aprire. La storia degli stili è anche la storia dei grimaldelli retorici usati a questo scopo. È il presupposto della letteratura, a cui mi adeguo.

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Il gufo filosofo Lucio Piccolo

Ho conosciuto Lucio Piccolo qualche anno fa. Non avevo alcuna contezza di questa figura mesta e timida, dalla stessa famiglia, chiamato “l’ingufito”. Più precisamente l’incontro fu casuale perché il poeta, intrepretato da Leopoldo Trieste, ha fatto la sua comparsa, semplice e sbrigativa, nel film di Roberto Andò, Il Manoscritto del Principe.

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Viaggio al termine della notte di Ferdinand Louis Céline

Se Classico è qualunque cosa che conserva inalterata la sua fiamma, lo slancio vitale che lo ha definito, Viaggio al termine della notte è indubbiamente rubricabile sotto questa voce.

Adesso, e ancora di più, a ottant’anni dalla sua pubblicazione.

È cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente.

È cominciata che un giorno di aprile del 1923, il giovane editore parigino Donoel trova sulla scrivania un dattiloscritto di 900 pagine, spazio due, che non porta alcuna indicazione sull’autore. È cominciata così che la lettura di questo dattiloscritto lo porta a una tale esaltazione che mette in moto tutte le sue forze per rintracciare l’autore.

«mi trovai davanti un uomo straordinario come il suo libro. Parlò due ore da medico che sapeva tutto della vita, da uomo di estrema lucidità, disperato e freddo e tuttavia passionale. Lo rivedo ancora nervoso, agitato, occhi azzurri, uno sguardo duro, penetrante, l’aria stralunata.

 

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Debole o forte, nelle tragedie e nei miti psicoanalitici

Nella società 2.0 parlare di debolezza può risultare assolutamente demodè.
Viviamo – o sentiamo di vivere – sotto l’egida dell’efficientismo più sfrenato e selvaggio che ci vuole rapidi, operativi, performanti, socialmente seduttivi ed emotivamente controllati.

Anche ai più piccini spesso, a scuola come in famiglia, viene richiesto un comportamento adultomorfo, un rendimento soddisfacente financo, talora, una pseudo autonomia.

Chiaramente, tutto a vantaggio (ma è solo un’apparenza) degli adulti che, in tal modo, si sentono sgravati dall’impegno, certamente faticoso, richiesto da un accudimento adeguato.

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Cometa di Gregorio Magini

I tre comandamenti di Raffaele sono: non lavorare, non aspettare, non invecchiare. Ne mancano sette per completare l’egemonia irriverente di una vita capovolta. Raffaele è il primo uomo che germina tra le pagine di Cometa di Gregorio Magini, Neo Edizioni, creatura primordiale all’alba di una vita che sembra tramontare ad ogni sguardo per rigenerarsi ciclicamente.

Il triplice motto su cui si dipana il cursus honorum dell’allucinato protagonista è una contesa devastante tra pretese e inquietudini, inseguimento di ideali senza idee e adempimenti inesistenti di percorsi mai intrapresi tra ragionamenti apocalittici e vizi brutali di lussuria a compensazione di amore negato.

Una lotta continua tra consapevolezza e derealizzazione di una personalità priva di collocazione cosmica. La prima tela del libro è affidata ad una malinconica e grottesca pornografia inquieta ed irrequieta che si ripropone dietro l’angolo con cadenza ormai prevedibile ma tuttavia sorprendente.

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Lo scaffale delle prime letture di Libò: aperto a tutti!

 

Con un bambino piccolo, spesso, mi capita di stare comodamente seduta sulla poltrona gialla della libreria ad allattare proprio accanto allo scaffale delle cosiddette “prime letture”. Ultimamente mi sono imbattuta in un titolo che – avendo come primogenita una donna – aveva attirato la mia attenzione fin da quando abbiamo fatto l’ordine all’editore: “mi piace SpiderMan…e allora?”

Settenove è un editore scelto con amore e soprattutto scelto per contrastare gli stereotipi che ormai accomunano tutto e tutti,  purtroppo.

L’editore così si presenta sul sito: “Una casa editrice per la prevenzione della violenza di genere. Nuovi linguaggi, senza stereotipi. Diritti, rispetto, collaborazione”.

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