Esche di Andrea Fiorito

Tornato in carcere, qualcuno gli chiede: − Allora? − Bene − risponde lui. − Ti è piaciuto? − No.

Ho scelto questa frase perché algida e sarcastica e rappresenta la mia visione dell’insieme.

Andrea Fiorito concima con ermetici e disturbati dialoghi la sua raccolta di racconti sintetici, costipati e apparentemente irrisolti.

Esche è un bel lavoro edito da Corrimano Edizioni, che presenta per la prima volta uno scrittore sicuro di mettere in scena diagnosi poco convenzionali di tematiche reiterate, investendole schiettamente di connotati agri e diretti.

In primo piano troviamo semplici uomini riportati ad uno stadio primordiale, la cui natura spicca prima di qualsiasi inserimento strutturale o convenzione sociale; se fosse stato un cruciverba avremmo dovuto incrociare turpiloquio e medio registro colloquiale per trovare una chiave di lettura a primo impatto semplice, ma non ci sono parole incrociate, piuttosto sono racconti scollati che richiedono al lettore di scucire le idee per garantirsi il reperimento di un denominatore comune di temi e senso.

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Agitare spauracchi per pilotare la paura

Viviamo, oggi più che mai, anni in cui il leitmotiv dei politici in auge e dei sedicenti esperti tuttologi, in bella mostra nei talk show, è quello del bisogno di sicurezza della società, del bistrattato popolo. Tanto che, nell’immaginario collettivo, non risulterebbe affatto bizzarro il paragone con gli anni “bui” del medioevo.

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Intervista alla casa editrice Il Palindromo

Ciao, allora rompiamo subito il ghiaccio. Una casa editrice in Sicilia, cosa ve l’ha fatto fare? E’ una scommessa o avete trovato la ricetta per fare leggere?

Abbiamo fondato una casa editrice in Sicilia perché siamo siciliani e perché la nostra intenzione era quella di avviare nella nostra città, Palermo, un’attività editoriale dopo aver vissuto e studiato proprio con questo obiettivo a Roma. Nessuna ricetta, solo dedizione assoluta al lavoro che abbiamo scelto di portare avanti.In realtà se da un lato è vero che logisticamente fare gli editori a Palermo è sicuramente complicato, dall’altro la nostra città è uno stimolo incessante per la nostra attività.

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Sconcerto al festival di Taormina. Parte II

Intanto sul palco, l’eccitazione della folla veniva placata dai due buttafuori, che dopo avere accerchiato Ronald Green, lo scortavano verso il parodo a ovest del teatro e poi dentro un’auto di lusso fino al San Domenico Palace.
Carlo Martelli che poco prima aveva cercato di fermare la Brocca, prese subito le redini del festival: Buonasera spettatori del Tao film fest, purtroppo c’è stato un problema con la nostra general manager che ha accusato un piccolo malore. Niente di grave! ma non può proseguire lo spettacolo…Quindi anticipiamo i tempi e proiettiamo il film in programma questa sera “Picnic at Hanging Rock”. Questo film, che ha reso noto in tutto il mondo Peter Weir e il cinema australiano, torna a Taormina dopo 42 anni. Venne proiettato in anteprima europea in questo stesso luogo e fu premiato con il Gran Prix. Buona visione.

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Sicilia terra bruciata di Vincenzo Maimone

Immagino Acireale al buio ma tuttavia percorribile in una confusa alternanza di rumori più o meno ingombranti. Silenziosa ed inquietante deposita dietro le quinte abbellimenti estetici, per poter allestire un palcoscenico scricchiolante calpestato da un protagonista già presentato in veste di commissario, invischiato in nuove avventure.

Sì certo, si tratta di un noir che puzza di bruciato, appunto il titolo “Sicilia terra bruciata” di Vincenzo Maimone, Fratelli Frilli editori, in cui un comune commissario, tale Costante, reduce da una forzata vacanza per un grave incidente, rientra in scena carico di intenti di fronte a due casi lastricati di spine; il primo atto inizia palleggiando il fiuto tra “ordinaria” amministrazione, legata da intimidazioni di stampo mafioso a sindaco e onorevole e anomala, nonché maldestra, uccisione da parte di un pirata della strada dell’ex preside del liceo cittadino.

Le pagine si inaspriscono al cospetto del profilo di una donna brutalmente uccisa e con la lingua mozzata e si diramano nello sfinimento nel momento in cui si reperisce un ennesimo insegnante scuoiato.

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Sconcerto al festival di Taormina. Parte I

Tivadar Csontváry Kosztka; Le rovine del teatro greco di Taormina

 

Tramonto a Taormina

Un fiume di gente calpesta a passo lento il corso Umberto; tra chi odora ancora di salsedine e chi si è già messo in ghingheri per la sera. Giù, nella spiaggia di fronte a isola Bella, non sono rimasti che pochi bagnanti: una turista bionda di mezza età, tutta agghindata, che legge le ultime pagine di un noir di autore ignoto tedesco, una coppia di adolescenti che si sbaciucchia appassionatamente sul bagnasciuga senza curarsi di chi e che cosa ci stia intorno e un uomo in maschera e tubo che, emergendo dal fondo del mare, interrompe un silenzio surreale.

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La ragazza con la leica di Helena Janeczek

 

recensione di Grazia Chillè

Il libro vincitore della LXXII edizione del Premio Strega è La ragazza con la Leica di Helena Janeczek (Guanda editore). Una lettura del tutto al femminile, scritto da una donna per le donne, in modo da poter rendere giustizia al volto sfrontato e malizioso, difficile da incorniciare, di Garda Taro.

Il Premio Strega contribuì alla rinascita culturale del Paese del dopo guerra. Un premio letterario che ha sempre evidenziato gli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani, anno dopo anno, dimostrando quali sono gli argomenti ai quali la maggior parte dei lettori si affeziona.

I libri premiati dal 1947 fino ad oggi hanno raccontato il nostro Paese, documentandone la lingua, i cambiamenti, le tradizioni.

La ragazza con la Leica riunisce al suo interno amanti della lettura e della fotografia, in quanto il racconto prende vita proprio a partire da scatti che immortalano attimi di vita eterni, così come può diventare eterna l’esistenza di una donna, Gerda, dentro le testimonianze e le esperienze delle persone che hanno trascorso con lei pezzi di storia. Da questi ultimi scorci di esistenza nasce il romanzo caleidoscopico basato su riflessioni multiple e costruito sulle fonti originali, delle quali Gerda è il cuore pulsante.

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Leggere per legittima difesa

…diceva Woody Allen. Voglio dire, se esiste un motivo concreto per leggere, beh, è quello, per legittima difesa. Che si capisca o no, il libro resiste a qualunque aggressione e nella maggior parte dei casi mette in fuga l’aggressore. Quest’ampliamento della solitudine come lo definiva, boh, non ricordo, è il rifugio in cui si forma, si educa la personalità di un individuo.

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Agenzia Pertica

La casa editrice Miraggi pubblica ancora una volta un testo per temerari scalatori di memorie introspettive, dà voce a tutti quegli autori che hanno l’ardire di smantellare strutture tradizionali e puntare su anarchia e disobbedienza.

Dunque stavolta rimbomba l’eco del torinese Luca Ragagnin che strizza, con stile appuntito, torbidi contenuti per restituire confusione e disorientamento ad un lettore comunque predisposto e pronto ad affidarsi all’idea di un epilogo irrisolto.

Agenzia Pertica è il contenitore di una storia nella storia raccontata e vissuta da un protagonista arrovellato nella continua analisi di sé in rapporto a tutto ciò che esiste fuori di sé tra pronostici, sconfitte, razionalizzazioni, tentativi, adagiamenti, rese e caos.

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