Una sentenza storica

articolo di Adriano Fischer

Sarò sincero, non sono vegano! Però lo sono stato, ci ho provato. Per tre mesi, giugno, luglio e agosto – quando l’essere frugale rappresenta una necessità – ho riscritto la mia dieta, quindi ho eliminato tutti, e dico tutti, gli alimenti di origine animale che, poi, voleva dire per le mie abitudini cassare formaggi e pesce. È stata dura. Molto dura. È inutile che sciorini adesso la mia alimentazione quotidiana, mi limiterò a dire che mangiavo molte verdure e altrettanti frullati di carote o di cetrioli, insomma certi pastrocchi che non vi dico. E’ stata dura principalmente perché se non entri in certi giri, sono battaglie che combatti da solo, la gente ti potrà odiare o amare ma di sicuro non troverai apostoli – termine che uso intenzionalmente – che sosterranno la tua rivoluzione alimentare.

La comunità non è neppure organizzata; risulta sempre più conveniente comprare prodotti di provenienza animale che strettamente vegetale, costano di meno, sono di più e sono ovunque. C’è addirittura una sorta di discriminazione, se non di confinamento, nei confronti di chi ha adottato uno stile di vita vegano.

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Arte incontra – ’12 movimenti’

articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso di questi appuntamenti abbiamo incontrato diversi artisti ed anche tentato di comprendere quali potessero essere i moti interiori in grado di determinare il gusto espressivo e quali i loro sentimenti dinanzi al disagio sociale. Abbiamo anche osservato quanto scollamento la realtà locale riserva al settore artistico e, viceversa, contato le iniziative volte a divulgare idee ed eventi.

Le tappe che ci hanno condotto all’interno dei vicoli acesi hanno avuto il merito di introdurre una parte degli attori che aderirono (e tra questi figura anche il mio nome) ad un interessantissimo progetto artistico che fu capace di promuovere cultura, aggregazione e, non da meno, interesse economico.

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Quale civiltà oggi

articolo di Luciana Mongiovi

Nel vorticoso tempo “sospeso” del lockdown, in assenza di informazioni obiettive, siamo stati più o meno privati della possibilità di valutare accuratamente quanto stava accadendo e gli eventi tuttora in corso.
In questo interregno di transizione, contrassegnato da un allentamento delle misure d’isolamento per l’epidemia covid-19, abbiamo bisogno di creare uno spazio di pensabilità del pregresso ma anche di immaginare gli scenari futuri possibili, per poter apprendere dall’esperienza.

Gli effetti significativi su un piano psichico nella cosiddetta fase-due non saranno tanto la paura o la sospettosità con cui riprenderemo ad incontrarci ed eventualmente a riabbracciarci, quanto piuttosto gli scossoni, gli smottamenti subìti dal nostro apparato psichico.
Ma quali sono stati? Quali sono gli involucri psichici, del nostro stare al mondo, coinvolti da questi mutamenti? Quali le cesure e le regressioni attivate? E quali le certezze, cui si fonda la mente, messe in crisi?
Ma è, poi, davvero così?

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Felicia Bartolotta, sposata Impastato

 

articolo di Ombretta Costanzo

In questo 2020 interminabile la festa della mamma è oggi, l’indomani di un anniversario feroce e correlato per cui la coincidenza impone che ricordi la storia di una madre siciliana. Parrebbe lo stereotipo fisico e ornamentale, con lugubri connotati, delle donne senza tempo di una Sicilia dimenticata, Felicia è però fotografata all’interno del suo corpo gracile e un po’ curvo, rigorosamente vestita di nero, in sintonia con un viso solcato da millenarie rughe e decorato con occhiali grandi e spessi che stanno alla base della fronte da cui partono strisce di capelli completamente bianchi.

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Roberto Bolano, lo scrittore selvaggio

articolo di Adriano Fischer

Roberto Bolaño nasce il 28 aprile 1953 a Santiago del Cile da una famiglia molto povera, analfabeta e di tradizione rigidamente proletaria ma sarà il Messico a diventare la sua terra d’elezione e formazione spirituale.

Lettore vorace, ladro di libri per amore, parolaio, cronopio, sempre all’irrequieta ricerca di poesia. Un ammalato di letteratura che dentro le parole ci muore.  Alla sua morte, nel 2003 per cirrosi epatica, nasce una mania mitizzante che non ha precedenti nella storia dei post mortem artistici. Negli Stati Uniti, le sue opere sono state vendute in 100 mila copie, cifra record per un paese che legge libri tradotti solo per il 3 per cento.

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Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi, J. S. Foer

 

articolo di Sara Bartolucci

«La crisi ambientale, pur essendo un’esperienza universale, non ci dà la sensazione di un evento di cui facciamo parte. Anzi, non ci dà proprio la sensazione di essere un evento. […] È solo il clima, solo l’ambiente. Quasi certamente però le generazioni future guarderanno in retrospettiva e si chiederanno […] Per quale ragione al mondo abbiamo scelto di suicidarci e di sacrificare loro?»

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Il lavoro dagli uomini alle macchine

 

articolo di Ciccio Schembari

In natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma!
In un tozzo di pane, oltre a quella solare, c’era, fino a cinquanta anni or sono, l’energia muscolare degli uomini e delle bestie che aravano, mietevano, trebbiavano, macinavano, impastavano, ora c’è l’energia del petrolio consumata dalle macchine che fanno tutte quelle azioni.
Quando, circa dieci mila anni fa, le donne e gli uomini (non l’UOMO) impararono a trasformare l’energia muscolare propria e quella degli animali in prodotti di consumo, diventarono agricoltori, col sudore della loro fronte mangiarono il pane e cambiarono il volto della terra.

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Luciano Canfora, Il Sovversivo, Concetto Marchesi e il comunismo italiano

recensione di Loredana Pitino

Luciano Canfora, forse il più grande intellettuale vivente in Italia, dedica un volume monumentale (978 pagine) a un personaggio complesso, un grande intellettuale italiano, siciliano, un comunista “puro” (come egli stesso si definiva), uno dei fondamentali studiosi della Lingua e della Letteratura latina: Concetto Marchesi, un sovversivo.

Attraverso la vicenda personale, politica e intellettuale di Marchesi, Canfora ripercorrere l’intera vicenda del movimento socialistico italiano: dai fasci siciliani al PCI, dalla scissione di Livorno alla persecuzione fascista, dal giuramento degli intellettuali al Partito fascista, alla guerra e alla Resistenza, al dibattito politico degli anni Cinquanta.

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Arte incontra Calusca (Luca Scandura)

articolo di Sebastiano Grasso

L’assenza di attenzione che da parecchio tempo molte amministrazioni siciliane dedicano all’Arte ha generato l’anonimato culturale che conosciamo. Come avviene anche ad Acireale, fatta salva qualche eccezione, a memoria registro la ‘Rassegna d’Arte Internazionale’, prodotta dal Comune e altri partner istituzionali, negli anni ’70 e ’80, una manifestazione che ha inciso nelle dinamiche di settore, ma poco o per niente presso gli artisti locali, i quali hanno continuato a restare ‘abbastanza chiusi nel loro mondo e con scarsa capacità di uscirne fuori’ (P. Nicolosi, 2019). Quando nel 1996 iniziai a frequentare gli studi di alcuni artisti acesi rimasi colpito dall’insofferenza che gravitava dentro le loro piccole ‘cattedrali’: tra i silenzi sospesi, rarefatte atmosfere alimentavano un unico miraggio: la grande galleria d’arte, l’attenzione del famoso critico. Nulla di più. Fu durante la vigilia di Natale del 2000, quando incontrai il volto di alcuni amici artisti, che notai un’espressione diversa: un misto tra orgoglio e ansia da riscatto. Mi dissero di una imminente serie di appuntamenti espositivi. In verità furono mostre che diedero il via ad una nuova stagione di gestione dell’immagine/evento; l’artefice un giovane pittore, Calusca, acronimo di Luca Scandura (classe 1975).

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Caducità e pandemia

Statistica A-Z

articolo di Luciana Mongiovì

Lo stato di emergenza – Covid-19, che ha modificato in modo così repentino e drastico le nostre abitudini di vita sovvertendone alcune delle coordinate di riferimento, unitamente alla paura del contagio e all’isolamento sociale, sta riattivando, spesso potenziandole in intensità, angosce profonde e primitive che, come primo effetto, mettono a dura prova la nostra capacità di pensare.

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