Senza vergogna

Se c’è una cosa che sentivo frequentemente da piccolo, e così anche da adolescente, oltre “Molla subito quel cannolo!”, era “Vergognati”.

Non che fossi io l’unico destinatario, anzi, per certi versi era un’abitudine che rischiava di castrare ogni spontaneità, ogni pulsione innocente.

La parola era davvero un tormento a casa, a scuola, alla televisione; ogni istituzione si dotava, già solo perché un crocefisso campeggiava sui muri, della sua quota di “Vergognati!”

La telefonata

Stavo lì per mettere un punto alla mia prima e soffertissima frase quando il telefono bussa, sì, bussa perché la mia suoneria fa toc toc. De gustibus! Che volete, mi evoca scenari campagnoli, vino, gladioli, poesia. Allora apro, cioè rispondo, e una voce femminile molto educata, molto intrigante, non invadente, mi chiede se sono io la persona cui sta chiamando.

L’utopia moderna «La libertà è partecipazione»

Immagine realizzata dall’artista James Gulliver Hancock, in onore del centesimo anniversario della nascita di J.Jacobs.

Alla luce del fallimento dell’approccio tradizionale dell’urbanistica, viene da chiedersi se trattare il tema di gestione e pianificazione territoriale nelle maniere tradizionali sia ancora un approccio credibile, oltre che funzionale alle effettive esigenze del territorio.

Vinpeel degli orizzonti di Peppe Millanta

Dinterbild mi ricorda Dogville di Lars von Trier , mi evoca anche l’isola che non c’è di Peter Pan.

Sin dal primo approccio ho frenato la curiosità di capire prima possibile quali fossero gli orizzonti di Vinpeel, ho preferito studiare Vinpeel.

Non racconto la trama di Vinpeel degli orizzonti di Peppe Millanta però mi sento di dire che si tratta di un testo straordinario, Neo Edizioni ancora una volta è garante di successi, mai mi sono lasciata sfuggire tanta enfasi nei giudizi.