Passaggi in Siria di Samar Yazbek

Recensione di Ombretta Costanzo

Se penso alla Mesopotamia si attivano all’istante associazioni miste tra profonda cultura e radicata civiltà, utili per gestire con critica equilibrata ma tuttavia amara, la durezza delle immagini evocate.

E’ proprio la Siria il terreno in cui oggi ci si copre il capo con lo “hijab” per difendere l’incolumità individuale da imposizioni sociali islamiche e per proteggersi dai quei cumuli di bombe a grappolo che imperversano sovrane in una landa sconvolta da terrore.

Passaggi in Siria, edito da Sellerio e tradotto dall’inglese da Andrea Grechi è un tenace reportage autobiografico tramite cui Samar Yazbek si presenta in qualità di attivista alawita appartenente al Free Army e testimone tenace di una rivoluzione in Siria, dapprima pacifica, sfociata da recente in un reticolato di scontri cruenti che vedono una moltitudine convulsa di cuspidi governate dal regime di Bashar al-Assad , dallo Stato Islamico, dal Fronte Al Nusra, Ahrar al Sham e altri schieramenti:

“la Siria non è più la stessa, è stata impiccata, sbudellata e squartata”.

Sono tre passaggi che, con dovizia di dettagli, convertono la gelida realtà in un racconto scongelato circa gli anni in cui Samar fugge dall’esilio optato come unica fuga e tentativo di protezione della propria vita e di quella della figlia.

Parigi si rivela una morsa dentro cui sente comprimere dignità e ideali e decide dunque di tornare più volte nel proprio Paese tra il 2012 e 2013, attraversando contro legge il confine con la Turchia, scortata moralmente e fisicamente da uomini a loro volta “figli di una bancarotta morale”, che divengono angeli custodi nelle pagine in cui documenta il livello di brutalità a cui il suolo siriano è sottoposto; le città cardine dei suoi pellegrinaggi sono Saraqeb e Kafranbel, entrambe al nord della Siria e in lotta su due fronti: contro il regime di Assad e contro i gruppi jihadisti “ che stavano rendendo la vita un autentico inferno”.

La coralità del diario è data da monologhi e dialoghi che danno alla luce tormenti e voglia di vivere di tutti coloro che continuano a prendersi cura di sé e del proprio ambiente vascolarizzato da precetti islamici sempre più rigidi e che ricominciano da capo a ciclo ininterrotto, ingegnando improvvisati rimedi pur di sostenersi dopo aver perso tutto tranne l’amor proprio e la custodia delle anime più mutilate dei corpi.

Ho “ascoltato” racconti di combattenti che lottano e sopravvivono in macabri scenari di devastazione e indifferenza mondiale, uomini e donne che spingono a inerzia le ombre di se stessi oltre i recinti protettivi per ambire a srotolare il proprio futuro disilluso, verso sogni fin troppo abortiti per volontà politico-religiose. I momenti più lirici sono a mio parere scanditi da tutti quei lessemi arabi con accezioni urticanti a prescindere dall’etimologia, che ho dovuto tradurre di volta in volta per definirne i significanti.

Incredibile pensare che una culla pullulante di civiltà millenarie in cui pulsa il cuore del mondo, denominata artisticamente “mezzaluna fertile”, sia diventata una conca di sangue.

Samar ricerca forse il senso di tale frattura sismica svincolando il suo coraggio tra campi minati e cieli costellati di bagliori e botti assordanti, e così ci fa osservare scenografie persiane attraverso il niquab, dandoci l’impressione di star fermi e inermi davanti allo scorrere di diapositive, talvolta statiche, che immortalano profili distrutti di buie architetture e volti dilaniati in contrasto con il colore dei graffiti di Saraqueb, espedienti artistici utilizzati come simbolo di liberazione “colori vibranti contro il grigiore” .

Predomina nell’epilogo di una struggente monografia la dinamicità stordita di una donna, emblema di una collettività intrappolata nella nostalgia di un’ identità ormai stravolta dalla lotta armata tra estremismi che sembrano divenire sempre meno siriani.

“Eppure, in mezzo a questo caos, l’umanità resiste.”

 

Informazioni su Adriano Fischer

Adriano Fischer è docente di diritto e scrittore. Si occupa di narrativa e scrittura creativa. Gestisce il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”. Collabora con numerose case editrici. Ha pubblicato i seguenti libri: “Bella Cohen” per Nulladie Edizioni; “Dissipatio G. M.” per Robin Edizioni; “Assenze” per Delfino Edizioni.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *