Sarà più bella di prima

A me non piace scrivere

E non mi piace nemmeno leggere

Amo solo raccontare le storie della mia vita con la mia reflex e farle esprimere da sé.

L’11 gennaio del 2018 non sono riuscita a farlo, perché il dolore provato è stato troppo forte per poter andare sul luogo dell’accaduto ad immortalare lo scempio verificatosi.

 

Sono le 8 del mattino, comincia a suonare il cellulare e tra messaggi fb, what’s up…una tempesta di notifiche. Con un occhio aperto e uno chiuso leggo il primo: “Rachele mi dispiace tanto. Ti/vi abbraccio.”

Non riesco ancora ad aprire l’altro occhio…

Leggo il post del mio amico sulla pagina dei Briganti Rugby Librino: La nostra Club House non esiste più. Un incendio doloso appiccato stanotte l’ha completamente distrutta. Sono andati perduti dieci anni di ricordi, trofei, l’intero patrimonio della Librineria, tantissimi cimeli accumulati in questi anni, il materiale tecnico e medicale, la cucina, tutto, tutto distrutto dall’incendio. […]”

Non voglio continuare a leggere, catapulto il mio sguardo alle foto postate più in basso, e sono buie e sfocate – il mio amico non è tanto bravo a farne – ma raccontano l’inverosimile, la Club House Giuseppe Cunsolo dei Briganti Rugby di Librino è andata in fiamme, totalmente, non resta più nulla, solo macerie. Pure il tetto sono riusciti a buttar giù.

Non riesco ancora a rendermi conto, a credere a quello che sta accadendo. Comincio daccapo a rivedere tutte le foto postate: riaffiorano i ricordi, quel febbraio del 2013, quando per il compleanno di Peppe Cunsolo abbiamo inaugurato la Club House, dedicandola a lui e tagliando simbolicamente quel nastro rosso – e dico simbolicamente perché all’interno non c’era nulla ancora, solo qualche tavolo e sedia, qualche elettrodomestico del bar e qualche striscione antirazzista – , ripercorro ogni momento in cui ogni pezzo veniva posizionato li un po’ per caso, un po’ per eccesso di zelo, un po’ per dare la giusta funzione ai diversi spazi che nei mesi stavano prendendo forma; l’angolo del bar, l’area del ‘bivacco post allenamento’, la Librineria, la nostra biblioteca popolare, inaugurata qualche mese dopo.

Tutto in fiamme.

Tutto cenere.

La serigrafia rimasta magazzino per mesi e poi ripulita da tutto e consegnata al doposcuola e ai laboratori creativi per i bambini del quartiere; penso alla maglia di Pippo Peppe, il nostro amico brigante scomparso precocemente in seguito ad una terribile malattia e penso al suo numero, il 23; nemmeno quella esiste più.

Ma tra le foto e lo sgomento, scorgo la nostra bandiera della pace con i suoi colori bellissimi e penso subito: ‘ha resistito, questo è più che un segno’

Mi chiama Alessandra, la ragazza che tiene il laboratorio di canto alla Librineria, non riesco a ripeterle altro che questo: – ‘La bandiera della pace ha resistito!’

Non riesco ad andare al campo per qualche giorno, mi sento scossa, mi risulta difficile realizzare che la mia isola felice non c’è più, qualche vigliacco l’ha voluta eliminare per sempre.

 Poi il post di Stefano, il nostro presidente, che arrabbiato scrive:

La Club House “G. Cunsolo” e la Librineria 10 gen 2018 ore 00.10
Un fuoco “amico” le ha distrutte.
Ma non ci fermiamo, non preoccupatevi rinasceranno … Saranno ancora più belle.

Comunicazione di servizio per i nostri amici che hanno pensato di aprire le porte e incendiare: vi comunico che neppure il fuoco ci può fermare … il FUOCO è vita …
Le nostre attività politiche, sociali e sportive continueranno e saranno ancora più esplosive ’

Uno spiraglio di speranza. ‘Sarà più bella di prima’ continuo a ripetermi.

Ed è proprio questo che scrivono su un lenzuolo bianco, i nostri piccoli, quando due giorno dopo l’incendio si improvvisa un laboratorio sugli spalti del San Teodoro. Vengo a sapere dagli allenatori delle varie under che il giorno dopo l’attentato, i nostri ragazzi si sono presentati al campo con la voglia di allenarsi, senza fermarsi, senza lasciarsi sopraffare dallo sconforto,

Bhè, credo che tra tutti gli eventi verificatisi successivamente, di sostegno e solidarietà, questa sia stata la spinta migliore che potevamo ricevere, la prova che il nostro lavoro, le nostre lotte hanno avuto e continuano ad avere un seguito e si sono manifestate negli occhi lucidi dei nostri piccoli, nei loro abbracci, nelle lacrime delle loro mamme.

Le settimane successive ci siamo rialzati, come insegna proprio lo sport che promuoviamo nelle nostre attività, il rugby; uno dei cardini di questa nobile disciplina, che vede le due squadre rivali combattere violentemente in campo concludendo successivamente la disputa appena avvenuta nel famoso ‘terzo tempo’, durante il quale si mangia e brinda insieme come vecchi amici, ci insegna che dopo un placcaggio, scorretto o non, ci si alza e si avanza, più forti di prima per andare in meta.

Ed è questo che è accaduto dopo.

Ci siamo rialzati, avanzando, senza più guardare indietro.

 

Due mesi dopo, l’11 marzo 2018, abbiamo inaugurato la Club House Pippo Peppe 23 e a tagliare il nastro, sono stati i nostri piccoli dell’under 12

Ci prepariamo ad affrontare il torneo più importante dell’anno, quello che conclude la settimana contro lo sfruttamento del lavoro minorile, il torneo Iqbal Masih, dedicato al bambino pakistano che morì, ucciso dalla mafia dei tappeti, il 16 aprile del 1995, dopo aver combattuto per i diritti dei bambini lavoratori.

“Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite” Iqbal Masih

 

About Rachele Tosto

Rachele Tosto Geometra, Architetto, Fotografa, Grafica, Artigiana del riciclo; nasce a Catania il 23-11-1981, trascorre i primi 13 anni della sua vita a Varese. Frequenta il geometra di Acireale, appassionandosi di edilizia e architettura e iscrivendosi successivamente alla facoltà di Catania con sede a Siracusa; laureatasi in Architettura a Siracusa con votazione di 110/110, si avvicina al mondo del volontariato nel 2009, iniziando con attività di doposcuola presso il Centro Iqbal Masih al viale moncada 5, a Librino, quartiere periferico di Catania; intraprende un lungo percorso che la vede protagonista di eventi, laboratori didattici e di riuso coi più piccoli; si prende cura della grafica di locandine, flyer e loghi promozionali per le attività dell’Iqbal Masih e del Campo San Teodoro e si avvicina alla fotografia, creando reportage fotografici, inerenti il rubgy, l’architettura e l’arte in generale; ad oggi, collabora con una ludoteca, con servizi di post scuola, doposcuola e laboratori manuali di riciclo creativo; cura inoltre una linea di manifattura artigianale di oggetti di design ricavati con il riutilizzo di camere d’aria e cinture di sicurezza.

One Reply to “Sarà più bella di prima”

  1. Carmelo

    Ci sono cose che vanno aldila’ ..di qualsiasi ideale politico..destra o sinistra. Che importa… mai come in questo caso tutti… orgogliosamente BRIGANTI!

    Reply

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