Sconcerto al festival di Taormina. Parte I

Tivadar Csontváry Kosztka; Le rovine del teatro greco di Taormina

 

Tramonto a Taormina

Un fiume di gente calpesta a passo lento il corso Umberto; tra chi odora ancora di salsedine e chi si è già messo in ghingheri per la sera. Giù, nella spiaggia di fronte a isola Bella, non sono rimasti che pochi bagnanti: una turista bionda di mezza età, tutta agghindata, che legge le ultime pagine di un noir di autore ignoto tedesco, una coppia di adolescenti che si sbaciucchia appassionatamente sul bagnasciuga senza curarsi di chi e che cosa ci stia intorno e un uomo in maschera e tubo che, emergendo dal fondo del mare, interrompe un silenzio surreale.

Ancora su, nella cavea del teatro antico, l’arsura del giorno lascia il posto a una leggera brezza concedendo una tregua ai primi spettatori. Dietro la scena si scorge un dipinto policromo: il mare riflette un cielo giallo arancio che fa da sfondo al grigio violetto di una lunga scia di nuvole e poi ancora il versante blu scuro della sommità dell’Etna che incontra la valle verde del pedemontano. Lo scenario variopinto cambia rapidamente verso colori sempre più freddi, fino al calare delle tenebre.

Accanto al teatro, in una camera dell’hotel Timeo, una donna sui cinquanta studia con dedizione la scaletta di una serata ricca di politici, attori, calciatori, registi, star locali e internazionali. Graziana Brocca si concede, senza sensi di colpa, una meritata pausa prima della serata finale del festival. Si affaccia dal balcone dell’hotel, consumando la sua merenda quotidiana a base di cioco mech, contempla estasiata il tramonto mozzafiato sullo Jonio e rammenta la conversazione tenuta la sera precedente con il direttore dell’albergo, circa una nobildonna inglese che, alla fine del XIX sec., aveva vissuto con i suoi cinque cani in un piano intero del Timeo.

La Brocca era rimasta affascinata dal racconto di quella donna anche se non riusciva ricordarne il nome. Grande viaggiatrice, appassionata di ornitologia e di botanica, dopo un lungo peregrinare nel mondo decide di stabilirsi proprio a Taormina e qui nel cuore del mediterraneo progetta di ridisegnare per sempre il volto della cittadina riconvertendo alcuni spazi in veri e propri giardini in stile inglese.

Graziana soffriva un po’ il confronto con quella donna:
Sarò ricordata anche io come una donna straordinaria che ha segnato per sempre il luogo di Taormina? Ma sì! Certo, perché no? La gente di Taormina erigerà un busto in mio onore più in vista di quella signora originaria di Hallington. Ma dove lo potrebbero collocare? All’ingresso del teatro. Oppure al palazzo dei congressi…ma che sto dicendo?

Per un attimo le pareva di delirare, ma forte delle sue oltre sessanta pagine di curriculum e di diversi libri come “La tua vita è un evento vivila al meglio” e “Pubbliche Relazioni 2.0”, ritornando sull’inglese pensava: Nella mia vita ho sempre lavorato sodo e nessuno mi ha mai regalato niente. È stupido provare soggezione per una donna che non c’è più. Lei fa parte del passato e ha già lasciato il suo messaggio…Io lo sto ancora costruendo e farò di tutto per lasciare qualcosa di me in questo mondo.

La Brocca rientra nella stanza, sistema la carpetta degli appunti, prepara i vestiti e s’infila nella doccia portandosi appresso quei pensieri e sforzandosi invano di ricordare il nome di quella donna.

Intanto nel teatro, all’estremità destra della cavea inferiore, ci sta Lucia Aleo, celebrità di Barrafranca per via di una sua apparizione in una puntata della sit com di canale 5 “Il commissario Caldarella”. Donna più che trentenne, dalla bellezza giunonica, capelli ondulati colore nero pece e due occhi grandi pieni di sogni. Lucia stava cercando una strada, un qualcuno che valorizzasse il suo talento e il festival di Taormina era una tappa obbligata per una siciliana dalle velleità attoriali.

Si trovava al festival in veste di attrice di un corto del regista nisseno Giuseppe Di Maria. Il piccolo film dal titolo “Libera” raccontava la storia di una donna che si ribella alle costrizioni bigotte del paese. Di Maria aveva già girato un documentario sulla festa di San Michele a Caltanissetta premiato al Pietraperzia Film Festival e il corto Libera era il suo primo lavoro di finzione. Il suo regista modello era Peppino Tornatore sia nei film che raccontano la Sicilia che in quelli fatti nel continente: Che poi sempre dell’isola parlano! Diceva continuamente.

Mascella quadrata, una lieve scoliosi, labbra sottili e occhi così piccoli da perdersi nel volto, capelli tinti castani, abbronzata, un tubino sagomato bianco e nero e un audace bracciale a forma di serpente. La Brocca si fa forza, riesce a mettere da parte i suoi pensieri e parte bene come sempre. È un fiume in piena:

Buonasera amici del festival, finalmente siamo giunti alla serata finale nell’incantevole scenario del Teatro e stasera si assegneranno i premi della sessantatreesima edizione e mezzo del Taofest. Per prima cosa vorrei ringraziare il nostro main sponsor, Luxury Diamond, che quest’anno assegna i Taormina L.D. golden awards. È inutile dire che è grazie alla collaborazione dei nostri sponsor che abbiamo raggiunto il budget necessario per portare avanti questa illustre manifestazione. Vi ricordo poi, dopo la premiazione, del Luxury party al San Domenico Palace di Taormina. Inoltre, ci tocca ringraziare l’assessore allo sport, turismo e spettacolo il dott. Carmelo Pulvirenti, che invito a salire qui sul palco.

Carmelo Pulvirenti, con un discutibile vestito grigio, cravatta larga a righe marroni, occhi incavati e faccia butterata è un politico di razza che ha fatto la gavetta tra le fila del Movimento per i Siciliani. Prende il microfono:

Ciao Graziana, sono onorato di rappresentare la regione Sicilia in questa kermesse che è un must per tutti noi abitanti dell’isola e non solo. Saluto i grandi ospiti che condividono con noi questa bellissima serata e soprattutto Il signor attore Brian Morris, che, con la sua soap opera ha segnato tutta la nostra generazione. Lo guardavo in tv nella nostra casa di Paternò con la mia cara madre Rosaria, che adesso è sicuramente felice e orgogliosa di seguirci da lassù.

Guarda emozionato l’attore e lo saluta:

Grazie di essere qui signor Morris e grazie mamma Rosaria.

Poi aggiunge:
lo vi assicuro che farò di tutto per rendere ancora più grande questo festival, perché Taormina è una risorsa per l’economia di questa splendida isola, che, se solo fosse gestita oltre gli interessi personali, potrebbe dare da lavorare a tutti i suoi abitanti. Abbiamo un grosso potenziale, ci serve solo un po’ di consapevolezza nei nostri mezzi. Io come assessore al turismo sono il primo a essere consapevole di quello che possiamo realizzare. Grazie.

Applausi scroscianti del pubblico e di Lucia Aleo, che crede fermamente al cambiamento dell’isola e in particolare alla valorizzazione del suo paese natale.
Le squilla il cellulare. È il fidanzato Biagio, assicuratore di Barrafranca con il quale prima dell’autunno convolerà a nozze. Non è il momento opportuno per rispondere! Pensò. Lo richiamerò più tardi durante qualche pausa. Ripose il suo cellulare nel borsino blu di pelle e iniziò a conversare con il cinefilo e critico di Petralia Sottana Gaetano Licitra.

Ho visto il tuo corto Lucia, brava! Sei stata magistrale! Soprattutto nella parte della ribellione contro il marito padrone. Giuseppe Di Maria poi è un grande talento, un genio della regia con quei campi lunghi guarda sempre con distacco i suoi personaggi.

Grazie Gaetano, speriamo che qualcuno faccia qualche buona recensione o che almeno si parli del corto. Di Maria se lo merita, oltre alle inquadrature ci sa fare anche con gli attori. Sapeva sempre quello che voleva da noi ed era molto chiaro nel comunicarcelo. E poi è una storia che parla di noi donne e per questo ho sentito di fare qualcosa di utile.

Evviva le donne Lucia! E tu sei una degna rappresentante. Spero io stesso di impegnarmi per divulgare il corto nei festival. Lo devono vedere in tanti.

Nel frattempo sul palco la Brocca cominciava a dare degli strani segni di cedimento. Aveva perso l’acume che la caratterizzava, appariva stanca e i suoi occhi fissavano il vuoto:

Povera donna. Chissà che dolore ha provato, dopo nove mesi di gravidanza, a ritrovarsi tra le braccia il piccolo corpo senza vita del suo unico figlioletto. Si dice che lo fece tumulare nella sua residenza a Monte Venere, dove adesso è sepolta pure lei. Ah…Come vorrei trovarmi da un’altra parte…stasera non mi sento proprio in forma. Dai Graziana, adesso basta! Non è il momento adatto per fare queste considerazioni. Forza e coraggio, mi tocca concludere la serata…ma stasera non andrò al Luxury party. Mi sento proprio fiacca.

Graziana riprende un po’ di lucidità e si sforza di presentare il primo ospite internazionale:

Adesso siamo lieti…Le cade la cartella per terra e tremante la raccoglie parlando a memoria. Adesso siamo lieti di presentarvi la prima star internazionale della serata. É una donna, una mamma e un’attrice che ha fatto della sua vita una famosissima serie tv. Premiamo…con…con… il Taormina Award. Finalmente riesce a consultare gli appunti della sua cartella. Renée Watson protagonista della serie Mamme in carriera.

Il tremore si attenua.

Entra in scena la bella Renée accompagnata dalla traduttrice. Un passato da diva per pubescenti poi un periodo buio, dimenticata da tutti e infine il ritorno in grande spolvero nel mondo che conta.

Grazie a tutti… Vorrei dedicare questo premio alla Renée di qualche anno fa, quella che, abbagliata dal successo improvviso e imprevisto, non riusciva più a trovare una strada da perseguire, sprofondando nel mondo artefatto della droga. Ho passato momenti difficili, ho conosciuto gente poco raccomandabile, sperperando tutti i miei risparmi, poi un periodo in terapia, il recupero e infine la gioia più grande della mia vita. La nascita di mia figlia Kimberly. Dedico questo premio a quella Renée per dire che la vita ti offre sempre una possibilità. Sono contenta di condividere questo momento con voi. Si asciuga una lacrima. Grazie.

Parte un applauso commosso e sentito del pubblico, a eccezione della critica cinematografica Marisa Milano del quotidiano L’Isola, che mai aveva tollerato la gente che specula sulle proprie faccende private. Donna algida e austera, era una istituzione del festival. Seguiva la manifestazione da più di quarant’anni e questa edizione non gli era proprio piaciuta. Troppi tacchi a spillo e feste per sciampiste.

Ora è arrivato il momento che tutte le donne del teatro di Taormina stanno aspettando. Signore e signori assegniamo il prestigioso Taormina Luxury Diamond award alla carriera al grande attore Ronald Green.

Le urla concitate del pubblico femminile accompagnavano il breve percorso dell’attore verso il palco e poi una standing ovation di tutta la platea.

La dott.ssa Milano osservava con distacco Ronald Green e immaginava un resoconto del festival.

Domani il mio articolo sarà compiaciuto. Non ho voglia di fare polemica. È indubbio che questo non è un festival che ha brillato per la qualità, ma con i tempi che corrono…Ad ogni modo Io non voglio inimicarmi nessuno. Qui c’è sempre bisogno di fare buon viso a cattivo gioco. E comunque qualcosa di qualità c’è stato. Per esempio stasera daranno un bel film “Pic nic at Hanging rock” che vidi in questo stesso luogo nel 1976. Che privilegio poterlo vedere un’altra volta al teatro. Ci sono volte in cui mi reputo davvero fortunata

Thank you for coming to Taormina. Leggo la motivazione del premio: Per un attore che ha sognato…segnato un’epoca e fatto annoiare intere generazioni di spettatori

La Brocca entra nel pallone.

Aspettate. E fatto sognare intere generazioni di spettatori. Sorride imbarazzata verso il pubblico. Un attore che incarna il modello di uomo che ogni uomo… volevo dire donna, scusate…vorrebbe incontrare…Ronald Green!

Chiamo sul palco il sindaco Santo Bambara che gli consegnerà il premio e il nostro direttore artistico Carlo Martelli.

Buonasera Taormina! Il pubblico entra in estasi, per un attimo diventa un’entità a sé stante, dimentica da dove viene e viaggia tra le verdi colline di Hollywood.

Grazie tutti. Graziana, thank you very much. Mr mayor thank you to invite me. This is such a beautiful place! Io amo Italia è nel mio cuore.

Pubblico femminile (e non) in delirio. Applausi, flash e ancora urla indefesse.
It’s usual, everytime i come to Italy, it’s one of the best time i ever have. Italy is always the place where i have fun, it’s always the place where i see smiling face everywhere, it’s always the place where my press conference are totally “casino”.

Segue una risata collettiva e una pausa.

Ok, i have a secret but you can’t tell to anyone. Ok?
Sonno un italiano. Risata incredula e applauso del pubblico. E poi di nuovo con più enfasi. Sonno un italianooo!
Gli applausi diventano gioia orgasmica.
Una delle più invasate è Lucia Aleo che registra la diretta sui social network e riempie Ronald di “I love you”.

Nel suo studio assicurativo di Barrafranca, il fidanzato Biagio, che stava registrando le ultime polizze concluse in giornata, guarda la diretta video della sua futura consorte.

Poteva rispondermi mezz’ora fa…Pensava risentito. Adesso chiudo tutto e vado a Taormina. Sono circa due ore di strada. Dovrei arrivare intorno alla mezzanotte. Anzi no! Non voglio disturbarla. Cavolo! Tra poco diventerà mia moglie. Non mi è lecito sapere almeno dove si trovi? Perché lo devo sapere per vie traverse? Basterebbe rispondere alle mie chiamate o mandarmi un messaggio di testo e io così non ci penserei più di tanto…

Il sindaco di Taormina, un uomo tarchiato e calvo sui sessanta, consegna il premio a Ronald Green:

Tank iu Mr Green. We are very, very happy to have you here in Taormina. Enjoy our hospitality!

Mr Green afferra il premio, lo guarda interdetto, va verso i fotografi che lo stordiscono con i flash, sorride mostrando il trofeo, poi ritorna da Graziana, sempre più in stato confusionale, e le stacca il microfono di mano:
I wanna take a picture with every woman in the audience now! Torna di tutta corsa la traduttrice: Vorrei fare una foto con tutte le signore presenti qui nel teatro. All the women on the stage. Please. Tutte le signore sul palco. Per favore! Ribatte la dottoressa.

Lucia Aleo si fionda sul palco insieme a un altro centinaio di persone che accerchiano Ronald Green. Due guardie del corpo cercano di sedare la folla eccitata. Ronald Green invita alla calma. Calma, Tranquilo. Lucia sgomitando tra la bolgia, perde il controllo del suo cellulare, che si frantuma sul pavimento, ma riesce a trovarsi a pochi passi dal sempre verde Green e lo avvinghia con grande impeto. Tranquilo, Calma. Ripete quest’ultimo.

Nello stesso momento Graziana Brocca, ormai in evidente stato confusionale, è schiacciata dalla folla, soffre, trova un pertugio, abbandona i suoi tacchi a spillo e scappa via dal palco. Si dirige verso il Timeo, percorre il giardino dell’hotel fino all’entrata di via Bagnoli Croci, scavalca con difficoltà il cancello, si sloga una caviglia, ma si rialza senza manifestare dolore, attraversa la carreggiata e giunge nei pressi del giardino di Hallington siculo, oggi villa comunale. Entra nel giardino, percorre pochi metri e si ritrova di fronte al busto di una donna. La luna ne illumina il volto fiero ed elegante e sotto una targa:

  To be continued…

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