Sulla (trascurata) sessualità dei bambini

Il presente lavoro è rivolto non soltanto agli adulti che, in quanto genitori o per motivi di lavoro, vivono una relazione costante e significativa con i bambini, ma anche a tutti gli altri adulti, dal momento che provo a tracciare gli esordi e le prime espressioni della sessualità umana.

Innanzitutto, ritengo doveroso precisare come ancora oggi sussista una notevole ritrosia a occuparci di codesto aspetto dell’infanzia. Genitori, educatori e insegnanti, financo medici e pediatri, faticano talvolta – anche per imbarazzo – a riconoscere e trattare come spontanee le manifestazioni sessuali dei più piccoli.

Un primo elemento di imbarazzo afferisce alla diffusa consuetudine a far confusione fra il termine sessuale e il termine genitale. Va da sé che nel caso dell’infanzia parliamo di sessualità in assenza di organi sessuali maturi (i genitali). La cosiddetta genitalità è una conquista o una maturazione dell’età puberale.

Un altro fattore, più potente nella sua azione di dissuadere dal riconoscere la sessualità dei bambini – e qui non può che venire in nostro soccorso Freud –, è l’amnesia infantile che, appunto, copre o, più precisamente, è il risultato della rimozione dalla coscienza dei nostri ricordi riguardanti i primi anni di vita, a volte sino al sesto – ottavo anno.

Ma cosa si intende per esordio della sessualità dei piccoli?
Una prima evidente manifestazione è associata a quella che Freud aveva denominato “ciucciare con delizia”, a cui il pediatra ungherese S. Lindner aveva dedicato uno studio approfondito, in realtà, già nella seconda metà dell’ottocento.

Il “ciucciare con delizia” consiste in una forma di succhiamento ritmicamente ripetuto con la bocca, attraverso cui il lattante stabilisce un contatto con una parte delle proprie labbra, con la lingua o con qualunque altra zona della pelle, compreso l’alluce.

Si tratta di una suzione ritmica in cui lo scopo non è quello di assumere cibo. A quest’azione di succhiamento si associa, di solito, una pulsione ad afferrare mediante, ad es., un contemporaneo ritmico titillare il lobo dell’orecchio, proprio o di un’altra persona.

In genere osserviamo che il “ciucciare con delizia” comporta una totale concentrazione dell’attenzione del piccolo – il piccolo è totalmente e beatamente assorto – e produce un’espressione facciale e fisica di piacere che usualmente conduce all’assopimento.

Non di rado questa attività si combina, col tempo, con lo sfregamento di alcune parti del corpo, come i genitali esterni, e su questa via i bambini giungono man mano alla masturbazione.

Sappiamo che la prima esperienza di suzione associata al soddisfacimento, realizzata dal piccolo, è quella legata all’assunzione del latte dal seno della madre o dal biberon.
Le labbra del poppante fungono da zona erogena e l’afflusso del latte caldo, così come il sentirsi tenuto e avvolto dal calore del corpo materno, provoca la sensazione di piacere.

In origine, dunque, il soddisfacimento della zona erogena è collegato al soddisfacimento del bisogno di nutrizione. L’attività sessuale del bambino nasce quindi – questo è Freud – per «appoggio» a una funzione finalizzata alla conservazione della vita, e solo in un secondo tempo se ne rende indipendente.

Un bambino che ha appena finito di succhiare il latte dal seno della madre ha, in genere, le guance arrossate e piomba nel sonno accompagnato da un sorriso beato.
E in effetti, quest’immagine rimane esemplare per raffigurare l’espressione del soddisfacimento sessuale nel prosieguo della vita.

Ma quali sono altri esempi di sessualità nei bambini?
Intorno ai tre-quattro anni, si riscontra un’altra tipica manifestazione sessuale legata al piacere che il bambino prova nel trattenere le feci nell’intestino. Queste, accumulandosi, eccitano contrazioni muscolari e nel loro passaggio mediante l’ano possono esercitare uno stimolo sulla mucosa.

In questo caso si associa una sensazione di dolore a una di voluttà.
Conosciamo i molteplici significati che il contenuto intestinale riserva per il bambino, anzitutto quello di dono per i genitori.

Schematicamente, possiamo affermare che la facilità con cui il bimbo tende a liberare l’intestino è di solito prodromo di un aspetto di docilità del carattere, viceversa potrebbe ravvisarsi, in nuce, un tratto oppositivo e di sfida verso il suo ambiente.

Vediamo che spesso i bambini si rifiutano di vuotare l’intestino quando a chiederglielo è l’adulto, mentre lo fanno senza alcun problema quando vengono lasciati da soli, assecondando il proprio piacere.

Inoltre, nei bambini di una certa età non è affatto rara la stimolazione masturbatoria della zona anale, provocata dal prurito determinato centralmente o alimentato perifericamente.

Come si pone l’adulto rispetto alla sessualità dei piccoli?
In questa rapida carrellata delle prime manifestazioni dell’attività sessuale, di certo non possiamo non annoverare l’insieme di procedure che l’adulto di riferimento dedica all’igiene personale dei bambini, come lavaggi, massaggini con creme et similia. Tali procedure sottopongono con una gradualità variegata i genitali, ancorché immaturi, del bambino e della bambina a stimolazioni di sensazioni di piacere in queste parti del loro corpo.

E’ quest’ultimo un altro argomento che, molto spesso, interessa i genitori, preoccupati rispetto al rischio di abusi sessuali sul piccolo o comunque legati all’influenza della seduzione.

Il problema della seduzione da parte dell’adulto, o di altri bambini (pensiamo, per es., ai casi in cui il fratello o la sorella maggiore introducono il fratellino o la sorellina alla masturbazione), è quello di trattare il piccolo come un proprio oggetto sessuale imprimendogli, precocemente, un’esperienza di soddisfacimento, quando i suoi tempi fisici e psichici non sono maturi per tale esperienza.

Altre manifestazioni della vita sessuale dei bambini sono il guardare con interesse e curiosità i genitali dei compagnetti, i quali a volte si denudano nei bagni della scuola e si osservano reciprocamente.
In linea con ciò si colloca la spiccata tendenza dei bimbi a curiosare, scrutando di nascosto attraverso il pertugio della serratura, i momenti di privacy dei genitori allorquando questi, chiusi dentro il bagno, si dedicano ai bisogni di escrezione.

Laddove non interviene, da parte degli adulti, un atteggiamento intrusivo oppure, al contrario, particolarmente distaccato rispetto alla sessualità dei bambini – ovviamente in assenza di esperienze di seduzione – quest’ultima evolve in modo naturale e fisiologico, andando incontro, a partire dai cinque anni circa, a un periodo di latenza delle manifestazioni sessuali, che vivranno una nuova fase di fioritura con la pubertà. Ma questo è un altro argomento!

About Luciana Mongiovì

Psicologa, Psicoterapeuta, Psicoanalista, è membro associato della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. Lavora presso il suo studio a Catania con pazienti adulti, adolescenti e bambini. Si occupa di clinica e ricerca in campo psicoanalitico. I suoi interessi vertono innanzitutto sullo sviluppo affettivo con particolare attenzione ai livelli primitivi della mente e alla precoce relazione madre-bambino. Suoi oggetti di cura sono: i cosiddetti “sintomi della contemporaneità” quali ansia e attacchi di panico, depressione e sofferenza legata a separazioni e dipendenze; le vicissitudini psichiche dell’adolescente connesse al corpo che cambia; le problematiche riguardanti l’adozione; il disadattamento scolastico con eccessi di aggressività e/o chiusura. Tel. Studio 095/090 26 06

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