Sicilia express di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri

Stavolta si viaggia in treno. Sicilia Express (Exorma edizioni) è un vademecum scritto da Paolo Merlini e Maurizio Silvestri che ci prospettano, con differenti approcci e medesimi connotati strutturali, una Sicilia che scorre sui binari, narrando una sicilianità pregna di passione e conoscenze pratiche di territori minuziosamente immortalati, alcuni noti ed altri che credevo di conoscere ma di cui in realtà scorgevo appena la vetrina.

Senza difficoltà logistiche, doviziosi dettagli e percorsi lenti e lunghi non potrebbe rimbombare l’eco di una terra pullulante di offerte culturali.

Sì, per raggiungere i trentotto paesi dell’Etna c’erano anche i servizi su gomma della Fce (acronimo di Ferrovia Circumetnea), ma il treno era un’altra cosa.

E’ un testo dinamico setacciato di informazioni etnoantropologiche e stimoli che i due autori seminano dividendosi i compiti: uno si propone di tracciare aspetti perlopiù turistici assemblando blocchi di nozioni fertili e ramificate, l’altro scopre lo straordinario profilo sociologico che popola e calpesta questa radiosa e timida isola, tratteggiando l’umanità che accoglie.

“il Barocco vive superbo e vanitoso…delicato e quasi sfuggente”.

Merlini e Silvestri usano penne differenti, rintracciabili nell’altrettanto diverso carattere tipografico che riassume un’insolita Sicilia ferroviaria. La panoramica caleidoscopica regala respiri di memoria storica e sfondi contemporanei intrisi di connotati lirici e selvaggi; il fascino fresco ed eterno corre, dunque, a suon di prosa verso quel profondo sud che sembra essere sempre in attesa di qualcuno che ne parli, che lo viva e respiri e che non aspetti altro che sfoderarne l’incanto.

la Sicilia ha la spavalderia e il fascino irresistibile di una ragazza nel fiore degli anni.

Sicilia Express potrebbe essere una profonda guida per esploratori curiosi di stabilire una certa intimità con la variegata natura isolana e contribuisce a suggestionare amanti e diffidenti, facendoli sentire ora ospiti ora padroni di quei luoghi che si presentano agli sguardi indisturbati come un sorprendente riepilogo di mediterraneità. Le pagine sono addolcite da spunti letterari che ne amplificano prestigio

Nelle sue 192 pagine vengono scandagliate le stazioni, i musei ferroviari, i convogli storici, le tratte, ma soprattutto i veri protagonisti che animano questa inedita Sicilia. Il concetto del viaggio in treno è un modo per scrutare lentamente e catturare l’essenza delle piccole cose, farsi inebriare dal relativismo che confonde movimento e staticità. I passeggeri sono predatori di occasioni che amplificano la tipicità in eccellenza.

Merlini e Silvestri raccontano la Sicilia vista da finestrini e soste del treno, un percorso attraverso le linee secondarie delle ferrovie siciliane: dall’eterna Siracusa, alla superba Palermo rintracciando fascino nell’antica Enna, “ombelico della Sicilia”, al “treno del Barocco” che si ferma nelle varie città patrimonio dell’Unesco: Noto, Scicli, Modica e Ragusa.

Il treno va da oriente a occidente, corre e percorre con armonia una tratta ferroviaria che attraversa chilometri di secolare prestigio storico e culturale; le soste permettono ai lettori di visitare storia e geografia, società ed etnie di un mosaico infinito di opportunità paesaggistiche, che diventano eterne diapositive mentali di un viaggio scandito da innumerevoli inizi e sconfinate prospettive che non ammettono punti di arrivo.

memorabilia ferroviari in esposizione, dava senso al mio viaggio per le vie traverse di un’isola che non avrei mai finito di scoprire.”

 

 

 

About Ombretta Costanzo

Ombretta Costanzo si occupa di marketing operativo, ha una formazione universitaria umanistica con una laurea in Scienze della Comunicazione indirizzo editing. Gestisce da otto anni l' ufficio stampa di un centro commerciale impegnandosi nella stesura e veicolazione di comunicati stampa in testate giornalistiche locali, nonché redazione di articoli ed elaborazione di redazionali. Collabora con il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”.

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