Sicilia terra bruciata di Vincenzo Maimone

Immagino Acireale al buio ma tuttavia percorribile in una confusa alternanza di rumori più o meno ingombranti. Silenziosa ed inquietante deposita dietro le quinte abbellimenti estetici, per poter allestire un palcoscenico scricchiolante calpestato da un protagonista già presentato in veste di commissario, invischiato in nuove avventure.

Sì certo, si tratta di un noir che puzza di bruciato, appunto il titolo “Sicilia terra bruciata” di Vincenzo Maimone, Fratelli Frilli editori, in cui un comune commissario, tale Costante, reduce da una forzata vacanza per un grave incidente, rientra in scena carico di intenti di fronte a due casi lastricati di spine; il primo atto inizia palleggiando il fiuto tra “ordinaria” amministrazione, legata da intimidazioni di stampo mafioso a sindaco e onorevole e anomala, nonché maldestra, uccisione da parte di un pirata della strada dell’ex preside del liceo cittadino.

Le pagine si inaspriscono al cospetto del profilo di una donna brutalmente uccisa e con la lingua mozzata e si diramano nello sfinimento nel momento in cui si reperisce un ennesimo insegnante scuoiato.

A questo punto sembra utile il supporto dell’amico Serravalle con cui Costante prosegue il vortice indagatorio tra descrizioni deliranti, di un serial killer sempre in agguato e macabro architetto di delitti sempre più drammatici, man mano che scorre il tempo divampa sempre più la curiosità di scoprire, o perlomeno collezionare, quanti più indizi possibile per esorcizzare il mistero.

Il recipiente della vicenda intramata di giallo è una curiosa Acireale, affidata al suo barocco dialetto e abbandonata a inquietanti format di matrice mafiosa e storica memoria, in cui si imprime uno spaccato di sicilianità con i suoi angusti scorci.

Serravalle è vittima inconsapevole così come chi legge, il lettore si reinventa coprotagonista per indagare e azzardare percezioni ricavate da ogni capoverso; l’aberrante indolenza isolana rende, ancora una volta, protagonista il marcio, che imperversa sovrano a capo del fluire della banale quotidianità. La normalità è rarefatta di fronte ad un incessante e metaforico terrore che cela una graduale consapevolezza.

Perché Serravalle è aspirato da questo vortice di violenza cronica e iperbolica? Urge arrivare alla fine delle pagine per dichiarare il significato di tanto fiato sospeso e devo dire che ho preferito procedere con lentezza per non giungere a risposte definitive, ho scelto di studiare, interpretare, convivere con dubbi e supposizioni. Il romanzo di Maimone è una stimolante conca senza guaina per ogni mente biforcuta da cui si pretende costante attenzione ai dettagli doviziosi, arguta collaborazione e soffuso ingegno.

About Ombretta Costanzo

Ombretta Costanzo si occupa di marketing operativo, ha una formazione universitaria umanistica con una laurea in Scienze della Comunicazione indirizzo editing. Gestisce da otto anni l' ufficio stampa di un centro commerciale impegnandosi nella stesura e veicolazione di comunicati stampa in testate giornalistiche locali, nonché redazione di articoli ed elaborazione di redazionali. Collabora con il sito di approfondimento culturale “Il Gruppo di Polifemo”.

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