La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato

Devo ammettere che quello che mi ha convinto a intraprendere la lettura del romanzo è stata l’immagine sulla copertina, ovvero il quadro di Balthus dal titolo Ragazza con gatto. E a me Balthus piace un botto. Quell’inclinazione, lontana dal perverso e dal pornografico, di provocare, di suscitare del disagio/scandalo attraverso la rappresentazione della sessualità infantile che spesso ha quasi dello sfacciato come nella Lezione di chitarra. L’immagine, era vero, poteva suggerire il contenuto, ma non vi badai minimamente.

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Abuso: un attacco alla mente oltre che al corpo

I recenti casi di molestie e abusi sessuali che hanno interessato il mondo hollywoodiano (e, purtroppo, non soltanto quello), nonché la bagarre che ne è seguita, mi cimentano, da donna e da psicoanalista, in una riflessione che si propone di contribuire a fare chiarezza circa i processi psicologici che entrano in gioco in siffatte situazioni.

Innanzitutto, intendo occuparmi del perché la denuncia, semmai la vittima la inoltri, arrivi di solito a distanza di tempo rispetto a quando si riferiscono i fatti di abuso.

A partire dalla mia esperienza clinica, una donna, così come un’adolescente, per quanto si trovi all’interno di una situazione protetta e scevra da giudizio qual è la relazione analitica, riesce, in genere, a recuperare (ovvero ricordare e parlare di) episodi di molestie con grande fatica e sofferenza, e solo dopo aver stabilito un rapporto di fiducia che richiede un periodo variabilmente lungo di analisi.

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