Arte incontra – ’12 movimenti’

articolo di Sebastiano Grasso

Nel corso di questi appuntamenti abbiamo incontrato diversi artisti ed anche tentato di comprendere quali potessero essere i moti interiori in grado di determinare il gusto espressivo e quali i loro sentimenti dinanzi al disagio sociale. Abbiamo anche osservato quanto scollamento la realtà locale riserva al settore artistico e, viceversa, contato le iniziative volte a divulgare idee ed eventi.

Le tappe che ci hanno condotto all’interno dei vicoli acesi hanno avuto il merito di introdurre una parte degli attori che aderirono (e tra questi figura anche il mio nome) ad un interessantissimo progetto artistico che fu capace di promuovere cultura, aggregazione e, non da meno, interesse economico.

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Arte incontra Paolo Guarrera

articolo di Sebastiano Grasso

La chiave di lettura che ci aiuterà a interpretare il mondo dell’artista che mi appresto a presentare gravita attorno ad un sostantivo, usato spesso in queste circostanze, «silenzio»; una condizione dello spazio, uno stato mentale, non un riparo ai profughi del caos, né una spiaggia dell’oblio, bensì un laboratorio, un osservatorio dei peccati, delle difficoltà, delle speranze, dei piaceri. Un ambiente dove sperimentare, non il delirio dell’onnipotenza, non la prossimità della morte, ma una sorta di quiete in grado di far comprendere, elaborare, il fardello dell’imperfezione; dove costruire la lacrima capace di scaldare le profondità siderali dell’istante terreno.

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Sicilia terra bruciata di Vincenzo Maimone

Immagino Acireale al buio ma tuttavia percorribile in una confusa alternanza di rumori più o meno ingombranti. Silenziosa ed inquietante deposita dietro le quinte abbellimenti estetici, per poter allestire un palcoscenico scricchiolante calpestato da un protagonista già presentato in veste di commissario, invischiato in nuove avventure.

Sì certo, si tratta di un noir che puzza di bruciato, appunto il titolo “Sicilia terra bruciata” di Vincenzo Maimone, Fratelli Frilli editori, in cui un comune commissario, tale Costante, reduce da una forzata vacanza per un grave incidente, rientra in scena carico di intenti di fronte a due casi lastricati di spine; il primo atto inizia palleggiando il fiuto tra “ordinaria” amministrazione, legata da intimidazioni di stampo mafioso a sindaco e onorevole e anomala, nonché maldestra, uccisione da parte di un pirata della strada dell’ex preside del liceo cittadino.

Le pagine si inaspriscono al cospetto del profilo di una donna brutalmente uccisa e con la lingua mozzata e si diramano nello sfinimento nel momento in cui si reperisce un ennesimo insegnante scuoiato.

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