Attesa, angoscia, speranza

articolo di Luciana Mongiovì
ll lockdown, che ha contrassegnato tragicamente i mesi scorsi, ha seminato tracce i cui effetti saranno, ancora, in larga parte da scoprire, analizzare ed elaborare, così come accade nelle situazioni post traumatiche le cui ricadute psicologiche possono essere colte e comprese soltanto apres coup.
Dal lavoro clinico psicoanalitico registriamo una recrudescenza delle angosce paranoidi, associate a movimenti regressivi e a un accentuarsi dei bisogni di dipendenza affettiva, assieme a un’intensificazione delle paure legate allo stato di salute del corpo, da una parte.
Nel versante opposto, si evidenzia una tendenza di tipo controfobico, volta alla ricerca dell’ebbrezza e della superficialità (spesso confusa, invece, col bisogno di leggerezza), con ridotta percezione dei potenziali rischi e pericoli, per sé e per gli altri.
Un primo ordine di considerazioni può riguardare l’attacco, subìto, alla capacità di pensare, progettare e proiettarsi nel futuro.

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