La militanza del cinema King

Pomeriggio al King: Cinestudio

Il film è Su Re del regista architetto Giovanni Columbu, una versione sarda della passione di Cristo con attori non professionisti ambientata tra le pietre di Supramonte. Un film visivamente ostico e che difficilmente troverà posto in una prima serata di un canale generalista della televisione italiana. Il numero di spettatori non supera la decina e tutti abbondantemente sopra l’età della pubertà.

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Recupero, un cinema in agonia

Mentre scrivo questa introduzione conosco poco della storia del Recupero. E’ il cinema di Catania, sito nel quartiere di Picanello, via Duca Degli Abruzzi, dove ho visto film insoliti e di qualità rispetto alla programmazione omologata dei cinema etnei. E non si direbbe per via della condizione fatiscente in cui questa struttura versa.

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Vita Da Set

Articolo di Federica D’Ignoti

Sveglia ad orari improponibili per andare in posti spesso che non hanno accesso al pubblico, in condizioni igieniche disagiate. Lavori la maggior parte delle volte per più di 10 ore, in alcuni casi anche venti.

Spesso la sera prima di andare a letto conti con le dita le ore di sonno che hai davanti a te e quando completi la mano ed arrivi a cinque, sei felice perché sai già che l’indomani ti sveglierai riposato. E poi corri, corri tutto il giorno, con l’ansia che a tutti i costi devi finire il tuo lavoro  perché, come se fosse una questione di vita o di morte,  devi rispettare gli orari e se non lo fai,  sai che sarà colpa tua e questa cosa non può accadere perché hai la responsabilità di altre circa 70 persone che hanno bisogno di te per andare avanti, oltre ad avere il peso di migliaia di euro sprecate inutilmente, hai la responsabilità che se sgarri, quella cosa non potrà più essere fatta, perché non c’è la luce, non ci sono più i permessi, quella persona poi è impegnata in un altro lavoro, non ci sono più i soldi.

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L’ alchimia della sala cinematografica

La gente di ogni ceto sociale si accalca nell’atrio del cinema e attende il turno dello spettacolo serale. Si aprono le porte dell’unica sala del cinematografo e bambini, donne, uomini, anziani, mignotte, papponi, intellettualoidi, sognatrici e disturbatori entrano per celebrare il rito collettivo della condivisione. Si spengono le luci e inizia lo spettacolo nello spettacolo.

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Emozioni in digitale

Questo è un periodo in cui l’immagine è troppe volte svilita dalla sua immediatezza. La possibilità di essere autori d’immagini pervade tutti perché è immediata. Telefonini, macchine digitali, reflex e mirrorless; una rivoluzione che ha reso tutti potenziali autori. Oggi le possibilità sono infinite. Il digitale ha democratizzato la possibilità di creare quantità infinite d’immagini, cosicché, molte volte, la discriminante tra un lavoro “professionale” e uno “amatoriale” sembra dipendere quasi esclusivamente dalla sua definizione: hd, full hd, 4k e 5k e poi chissà dove si arriverà. È una corsa ossessiva all’immagine più nitida, che sembra non avere un punto di arrivo.

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