Parasite, gli Oscar inattesi

recensione di Loredana Pitino

Perché quest’anno la giuria dell’Academy Award ha fatto una scelta così singolare? Perché ha scelto Parasite? Il primo film non in lingua inglese, del regista sudcoreano Bong Joon Ho, che ha collezionato quattro statuette: l’Oscar per il miglior film e quello per la miglior regia, miglior film internazionale e miglior sceneggiatura originale?
Le ragioni, più o meno condivisibili, sono molteplici.

La sceneggiatura è davvero il frutto di una scrittura geniale, risultato di un’attenta e lucida analisi sociale, che mescola gli ingredienti della commedia con quelli del thriller e della tragedia dolorosa, con profonda introspezione psicologica e notevole capacità di scolpire i personaggi. Il ritmo di tutta la pellicola è assai accelerato, con colpi di scena continui e approfondimenti sui dialoghi e sul confronto fra i personaggi.