Esche di Andrea Fiorito

Tornato in carcere, qualcuno gli chiede: − Allora? − Bene − risponde lui. − Ti è piaciuto? − No.

Ho scelto questa frase perché algida e sarcastica e rappresenta la mia visione dell’insieme.

Andrea Fiorito concima con ermetici e disturbati dialoghi la sua raccolta di racconti sintetici, costipati e apparentemente irrisolti.

Esche è un bel lavoro edito da Corrimano Edizioni, che presenta per la prima volta uno scrittore sicuro di mettere in scena diagnosi poco convenzionali di tematiche reiterate, investendole schiettamente di connotati agri e diretti.

In primo piano troviamo semplici uomini riportati ad uno stadio primordiale, la cui natura spicca prima di qualsiasi inserimento strutturale o convenzione sociale; se fosse stato un cruciverba avremmo dovuto incrociare turpiloquio e medio registro colloquiale per trovare una chiave di lettura a primo impatto semplice, ma non ci sono parole incrociate, piuttosto sono racconti scollati che richiedono al lettore di scucire le idee per garantirsi il reperimento di un denominatore comune di temi e senso.

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