Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio

Così, di primo acchito, mi è venuto in mente Elio Petri, in quel neorealismo impegnato che troviamo nella sua nota trilogia dove mette al centro della scena il lavoratore nella sua dimensione alienata e sfruttata.

Sarà stata anche la copertina a sollecitare questa evocazione, – una chiave inglese e un giravite falceemartellizzati – che richiama, volente o meno, un determinato periodo storico e un preciso schieramento ideologico. Ad oggi, comunque, difficilmente contestualizzabile.

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